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Giada Bianchetti, 'She Made a Difference'

26 ottobre 2026

Giada Bianchetti, 'She Made a Difference'

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Valorizzare il talento femminile e offrire modelli positivi: questo lo spirito del premio “She Made a Difference” 2026, consegnato giovedì 22 ottobre nel Salone Vanvitelliano di Palazzo Loggia. L’iniziativa, organizzata da EWMD Brescia con la collaborazione del Comune e il patrocinio della Consigliera di parità provinciale e della Commissione Pari Opportunità comunale, ha premiato quattro donne che si sono distinte nell’ambito della ricerca, dello sport, dell’impegno sociale e della musica.  Donne che con le loro differenti storie e modi di lasciare un segno nella società, attraverso il proprio talento, l’impegno professionale e la responsabilità sociale, hanno contribuito a dare lustro al territorio bresciano.

Per il settore della ricerca è stata scelta Giada Bianchetti, ricercatrice biofisica dell’Università Cattolica, segnalata dal Comitato pari opportunità dell’Ateneo, a capo del progetto Q-META, finanziato dal Fondo Italiano per la Scienza. Il lavoro prevede una piattaforma multidimensionale potenziata da tecnologie quantistiche per lo studio funzionale del metabolismo delle cellule tumorali.

Ad aprire la cerimonia  la presidente di EWMD Brescia, Raffaella Tonni: «Fare la differenza non significa necessariamente compiere gesti straordinari. Significa anche avere il coraggio di aprire strade, creare opportunità e lasciare un segno nella vita degli altri. Le quattro donne che premiamo quest’anno ci ricordano che il talento assume forme diverse, ma diventa davvero prezioso quando genera valore per la comunità. Con She Made A Difference vogliamo dare visibilità a queste storie, perché possano ispirare altre donne e le nuove generazioni». La sindaca Laura Castelletti ha richiamato l’importanza dell’empowerment femminile e del superamento degli stereotipi. 

Giada Bianchetti ha raccontato il passaggio dalla fisica pura alla ricerca biomedica, affiancata dalla divulgazione scientifica. «Anche se non raggiungo l’obiettivo, apro la strada a chi verrà dopo di me. Essere riconosciuta e premiata come una donna capace di rappresentare un esempio positivo per la comunità è, senza dubbio, un grande onore e, al tempo stesso, un onere. Questo riconoscimento conferma il valore dell’impegno e della passione che ho sempre cercato di mettere nella mia attività di ricerca e, al contempo, mi richiama alla responsabilità che ne deriva verso la comunità e, soprattutto, nei confronti delle giovani generazioni».

Un articolo di

Antonella Olivari

Antonella Olivari

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