Le Pari opportunità non si ottengono, si costruiscono. E ogni punto di arrivo è sempre un punto di (ri)partenza. Così sono stati vissuti e condivisi dalla comunità universitaria il 19 ottobre nella sede di Roma dell’Ateneo, i tanti risultati raggiunti negli ultimi diciotto mesi, grazie al lavoro della Task Force e alle continue iniziative svolte in tutti i campus, nell’incontro dal titolo “L’Università Cattolica e le vie delle Pari opportunità”.
La professoressa Raffaella Iafrate, delegata della Rettrice alle Pari opportunità, il professor Luigi D’Alonzo, delegato della Rettrice per l’Inclusione, il professor Francesco Pagnini, ordinario di Psicologia clinica, e la dottoressa Rossana Ranucci, direttrice dell’Area Persone e organizzazione, hanno tracciato, grazie al proprio particolare punto di osservazione e azione, le “vie delle Pari Opportunità”, quelle già battute e quelle da imboccare.
«Questo nuovo incontro nel campus di Roma, tutte le tappe che stiamo per condividere sono, ancora una volta, un bel segnale che evidenzia che le Pari opportunità riguardano tutte e tutti e tutte le diverse componenti e le realtà di ogni sede del nostro Ateneo», ha esordito la professoressa Iafrate, ripercorrendo poi l’ultimo anno e mezzo di attività, offrendo una panoramica delle attività realizzate, intese in senso ampio come attenzione alle diverse condizioni della persona - dall’abilità e disabilità, dal genere, fino all’età e all’origine etnica -, mettendo in luce il metodo adottato, fondato sulla collaborazione e sulla sinergia tra organismi, gruppi di lavoro e strutture.
Un percorso tra accoglienza e consapevolezza, una pluralità di iniziative basate su due pilastri fondanti: il rispetto e la valorizzazione delle differenze e il valore essenziale dell’accoglienza e dell’inclusione, particolarmente verso «le studentesse e gli studenti, oltre 4.500 persone, che nel nostro Ateneo hanno esigenze e bisogni specifici – ha detto il professor D’Alonzo, in video collegamento - l’Università Cattolica vuole favorire la costruzione di ambienti di apprendimento ove le diversità individuali non siano viste come ostacoli, ma come occasione di crescita collettiva, con particolare riguardo all’accessibilità didattica per ognuno».
Sulla partecipazione e sul coinvolgimento delle persone che lavorano ogni giorno in Ateneo si è concentrato l’intervento della dottoressa Ranucci che ha definito «un privilegio e una opportunità collaborare alla realizzazione di progetti su questi importanti temi che riguardano la vita quotidiana di tutte e di tutti, a servizio di ogni persona», citando alcune idee divenute realtà: «I percorsi di Enrichment familiare, gli interventi formativi in materia di linguaggio inclusivo e di contrasto a bias e stereotipi di genere. E ancora, la Survey per la rilevazione dei bisogni di welfare, un primo esperimento di ascolto che ha ben evidenziato il bisogno di ogni persona di far sentire la propria voce e che ha consentito di produrre il nuovo Catalogo del Welfare, liberamente consultabile dalla rete Intranet», preannunciando infine «la realizzazione presso la sede di Roma di una edizione dei Focus Team, modello di partecipazione attiva di docenti, personale tecnico e amministrativo e studenti alla vita dell’Ateneo».