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Green jobs, la sfida di ibridare le competenze

25 marzo 2024

Green jobs, la sfida di ibridare le competenze

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È una grande trasformazione, se non una vera e propria rivoluzione.

Il tema dei green jobs fa parte delle sfide strategiche per il lavoro a livello mondiale e sicuramente europeo, ma il futuro non è ancora tutto scritto.

Il prorettore alla sostenibilità e direttore Alta Scuola per l’Ambiente (Asa) Roberto Zoboli, nell’evento del 22 marzo che ha dato avvio al master Gestione e comunicazione della sostenibilità. Formazione, green jobs, circular economy, è stato esplicito: occorre uscire dalla narrazione che l’economia green genererà milioni di posti di lavoro.

L’European Green Deal, di fatto, fa notare Zoboli, «è una scelta strategica, un processo di sviluppo dell’Europa che vuole assumere un programma basato sugli obiettivi e sulle tecnologie ambientali». C’è un problema, però: «il fatto che le rilevazioni dell’Eurobarometro dicano che le tre preoccupazioni degli europei siano: pace, economia, clima, ha fatto pensare che la gente fosse disposta a pagare i costi della transizione verde».

Quello che è mancato, invece, come ha fatto notare nel suo indirizzo di saluto l’ex sindaco di Brescia Emilio Del Bono, è il consenso. A livello locale, per il quale Del Bono ha richiamato la gestione dell’acqua e quella dei rifiuti, nel comune di Brescia si è trattato di tenere insieme la regolazione con il coinvolgimento della popolazione, secondo una strategia di «pedagogia civile».

A livello europeo, spiega Zoboli, si è imboccata sul Green New Deal una strada decisamente regolativa, con ben 170 dossier normativi, «aprendo varchi di non consenso che si sono trasformati in spazi di dissenso».

Eppure, quello che è in atto sulla spinta della transizione climatica è un processo industriale molto forte, che va nella direzione di generare competenze molto solide.

La sfida è quella di «ibridare le competenze», spiega il direttore Asa: competenze tecniche e competenze umanistiche. «Aprite la vostra mente, catturate tutto quello che serve di tecnico, umanistico, sociale. Per risolvere problemi non c’è mai un’unica strada».

Un tema, quello dell’ibridazione, richiamato anche dal presidente della Fondazione Enaip Lombardia Martino Troncatti, che, dopo le due grandi rivoluzioni della «qualità totale» e della «delocalizzazione», vede nella transizione verde «un processo di riqualificazione di tutti i mestieri, che diventeranno sicuramente multitasking». Una sfida anche per la formazione professionale, che dovrà riconvertire tutti i suoi corsi nell’ambito di arti e mestieri.

La parola ibridazione è tornata anche nell’intervento del Ceo di Thimus Mario Ubiali, che ha messo in evidenza, alla luce della sua esperienza professionale, l’importanza di offrire il senso del lavoro, prima che la conoscenza.

Francesca Morandi, consigliere d’amministrazione di Siderweb Spa Sb, un’azienda che lavora nella comunicazione per il settore dell’acciaio, ha mostrato come sostenibilità e siderurgia possono andare d’accordo, raccontando il grande lavoro condotto con un numero molto alto di grandi e piccole aziende del settore, e dimostrando il modello circolare di una filiera sostenibile che parte dal rottame e dal suo riciclo.

All’evento “Alla ricerca dei green jobs. Esg, giovani, lavoro”, coordinato dalla direttrice del master Alessandra Vischi, è intervenuta anche la professoressa Ilaria Beretta, responsabile dell’Area ricerca dell’Asa, che ha annunciato l’avvio di un progetto quadriennale sul cambiamento climatico con il comune di Desenzano, e il direttore di sede di Brescia, Giovanni Panzeri, che ha ricordato che quest’anno Asa celebra il quindicesimo anniversario di attività non solo nel campus bresciano.

Un articolo di

Paolo Ferrari

Paolo Ferrari

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