«Il progetto più coinvolgente e amato e da mio marito Nuccio, durante 47 anni vissuti fra aule e corsie di Università Cattolica e Policlinico Gemelli, è stata la realizzazione dell’aula cinematografica all’ottavo piano dell’ospedale, il MediCinema – ha detto Mariella Zezza Lombardi -. E i premi di laurea continueranno a dare vita alle parole incise sulla targa scoperta durante l’evento “La missione della cura”. Quell’alleanza fra medici e pazienti, mediata dal personale sanitario, fu alla base di uno studio scientifico sull’effetto pausa che la visione di un film produce sul dolore e la sofferenza dei degenti. Grazie a chi mi consente di proseguire l’impegno di mio marito verso le nuove generazioni e di condividere la sua storia di incontri con la Storia».
Il ricordo vivo del professor Lombardi (nella foto a destra) è stato confermato anche dalle parole della dottoressa Turco, che si è detta rammaricata per non aver conosciuto personalmente il professore, testimoniando che nel suo reparto se ne parla ogni giorno come se fosse ancora presente.
«Desidero ringraziare di cuore la dottoressa Zezza Lombardi per la vicinanza alla nostra Facoltà e per l’impegno nel mantenere vivo il ricordo del professor Lombardi – ha detto il preside Sgambato -. In questo modo riusciamo, insieme, a dare continuità agli insegnamenti del professor Lombardi che ha sempre dedicato massima attenzione alla formazione delle future generazioni dei professionisti sanitari ponendo al centro della sua attività, di chirurgo e di docente, i pazienti e gli studenti, entrambi da accogliere con attenzione e grande umanità».
La sede di Roma ha vissuto ancora una volta un’occasione per condividere la necessità di stringere una vera alleanza fra generazioni: per trasmettere quel patrimonio di vite, storie e testimonianze che impreziosiscono, sin dalla fondazione della Facoltà di Medicina e chirurgia e del Policlinico Gemelli, l’attività di cura e ricerca riconosciuta a livello mondiale. Un’eredità fatta di persone, di uomini e donne che ogni giorno uniscono concretamente l’impegno scientifico e clinico a una profonda umanità.