NEWS | Un anno in pagine

La lingua salvata

08 maggio 2026

La lingua salvata

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La lingua salvata di Elias Canetti è il protagonista della nuova puntata di Un anno in pagine dedicata al mese di maggio. Si tratta del primo volume della trilogia autobiografica dello scrittore e saggista bulgaro, Premio Nobel per la letteratura nel 1981.

A presentarlo per il format che racconta ogni mese un’opera letteraria - scelta per la sua capacità di richiamare o legarsi con temi e suggestioni a uno specifico mese – è la professoressa Federica Missaglia, docente di Lingua, traduzione e linguistica tedesca dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Il libro è incentrato sulla memoria e sulla formazione dell’identità attraverso la lingua, nonché su quanto sia formativo vivere in contesti multilingui e multiculturali. Canetti nasce a Ruse, in Bulgaria, in una famiglia di commercianti ebrei sefarditi e cresce in un ambiente plurilingue - il bulgaro delle governanti, lo spagnolo della famiglia, il tedesco parlato dai genitori – e racconta sostanzialmente la sua storia attraverso tutte le lingue della sua famiglia.


Come spiega la professoressa Missaglia per Canetti la lingua «non è solo espressione e comunicazione, è identità» e ogni nuova lingua significa una rinascita, una scoperta che gli permette di vedere il mondo con uno sguardo nuovo. Nella sua opera Canetti riflette sulla lingua: sul rapporto tra la parola e ciò che essa designa, fino ad arrivare a evocare ricordi sulla base del suono di una determinata parola. Questo accade in particolare con la lingua tedesca che Canetti apprende da bambino dalla madre e che, come sottolinea la professoressa Missaglia, diventerà la sua lingua d’elezione: «il passaggio al tedesco è una sorta di rinascita, scrivere in quella lingua sarà il suo modo di esistere».

Come, quindi, maggio è il mese della natura che sboccia e rifiorisce, così per l’uomo, parole e suoni di lingue diverse fanno sbocciare significati e culture differenti, rivelando la loro forza salvifica e risvegliando la capacità di costruire ponti e relazioni tra mondi lontani. 

La lingua salvata è un libro che mostra chiaramente il valore delle lingue straniere come strumento di apertura mentale. «Parlare più lingue permette di entrare in contatto con prospettive differenti, di decifrare codici culturali diversi e di vivere un’esperienza del mondo più ricca e consapevole» fa presente infine la professoressa Missaglia, senza dimenticare che «conoscere più lingue ci permette anche di accedere alla natura più intima e profonda di noi stessi».

Il format Un anno in pagine è un prodotto realizzato dalla Funzione Comunicazione per NUnC, il Network dell’Università Cattolica. 

Un articolo di

Graziana Gabbianelli

Graziana Gabbianelli

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