I lavori del convegno, introdotti da Graziano Onder - Ordinario di Medicina Interna e docente di Medicina e Cure Palliative, direttore dei Master e dell’Unità Operativa Complessa Cure Palliative e Geriatria Oncologica della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS che ha evidenziato la «lunga tradizione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e del Policlinico Gemelli che da sempre considerano quella delle Cure palliative e del sollievo della sofferenza una mission sia accademica sia assistenziale» - sono entrati nel vivo con Lettura Magistrale di Giorgio Trizzino, Medico Palliativista, dal titolo “Oltre la Malattia: il ruolo delle Cure Palliative nella Medicina Contemporanea”. Le Cure palliative come “forma matura” della Medicina; una particolare postura etica in momenti di estrema fragilità, dipendenza ed esposizione della persona malata; le Cure Palliative non considerate con ultimo atto, ma come nuovo inizio, con nuovi orizzonti per un nuovo modo di vivere sono stati alcuni dei temi che hanno raccolto l’attenzione di studenti e docenti presenti in aula, passando per la slow medicine, una medicina «più sobria, più giusta che richiede tempo per riflettere, ascoltare e decidere insieme, capace di rallentare per pensare e per non interpretare il limite come una sconfitta», fino al grande tema della dignità, intrinseca ad ogni persona, che «non arriva con la guarigione e non sparisce con la malattia».
Ai temi della traduzione politica e legislativa dei bisogni umani e sanitari dei pazienti fragili è stato dedicato l’intervento di Francesco Zaffini, Presidente della Commissione Affari Sociali, Sanità, Lavoro Pubblico e Privato, Previdenza Sociale del Senato della Repubblica: «Sul tema del convegno di oggi si rischia spesso di essere retorici, non realizzando poi provvedimenti legislativi concreti e attuabili – ha detto il Senatore ricordando poi le azioni proposte e già intraprese nell’attuale legislatura, come l’”emendamento alla Legge di Bilancio per finanziare le spese del personale che opera in questo settore, accanto al rafforzamento generale dei servizi territoriali, della salute mentale e dell’intero sistema sanitario».
La discussione – che ha toccato la delicata e imprescindibile relazione tra il tema delle Cure Palliative e quelli del “fine vita”, del cosiddetto “suicidio assistito” e, in generale, della sempre crescente centralità delle Cure Palliative nel dibattito bio-politico, - è stata poi animata da Paola Binetti, Professore Emerito di Storia della Medicina (Università Campus Bio-medico) e Giuseppe Fioroni, Vicepresidente dell’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori e della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS.
«Per un giovane medico scegliere le Cure Palliative come specialità post lauream è sempre particolare e complesso – ha esordito Paola Binetti -. L’approccio alle Cure Palliative richiede una cultura esperienziale e umana e un’alta sensibilità per affrontare questa particolare fase della vita. Per queste ragioni l’attivazione di programmi di master rende possibile la formazione di medici palliativisti qualificati, capaci di uno sguardo nuovo e con una matura competenza umana”. “Ciò che più teme il paziente in questa particolare fase della vita – ha continuato – non è solo il dolore, ma è l’abbandono, la solitudine: per questo il dibattito legislativo su questi temi è così complesso e per questo la qualità delle Cure Palliative dev’essere intensa e ben fondata, per dare spessore a questo particolare servizio e risvegliare nel malato il desidero di vita».
E quanto sia delicato e, al contempo, irrinunciabile e centrale il confronto su questi temi è stato sottolineato da Giuseppe Fioroni: «Le Cure Palliative rappresentano un punto di svolta culturale e filosofico nel dibattito politico e sociale del nostro Paese. Dignità e rispetto sono valori fondamentali, in tutte le fasi della vita, e necessitano una vera riorganizzazione dell’intero Servizio Sanitario Nazionale. La vita fragile, malata e, in particolare, la vita morente non vanno lasciate sole: vanno assistite e curate, fino alla fine».
«Perché tutto questo sia possibile – ha concluso - non occorrono solo stanziamenti finanziari o tentativi di colmare vuoti legislativi con affermazioni generiche: occorre anzitutto esserne tutti profondamente convinti, e quindi formati alla cura, al prendersi cura, allo stare accanto».
La seconda parte dell’incontro si è aperta con la Tavola Rotonda dal titolo “Cure palliative: Il ruolo dell’Università e delle Istituzioni”, moderata da Graziano Onder, con la partecipazione di Massimo Antonelli, Ordinario di Anestesiologia all’Università Cattolica del Sacro Cuore e Presidente della Sezione O del Ministero della Salute (che si occupa dell’attuazione dei principi per garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore), Americo Cicchetti, Ordinario di Organizzazione Aziendale all’Università Cattolica del Sacro Cuore e Commissario Straordinario dell’AGENAS, Maria Grazia De Marinis, Ordinario di Scienze Infermieristiche generali, cliniche e pediatriche all’Università Campus Bio-medico e membro del Consiglio Superiore di Sanità, Maria Luisa Di Pietro, Associato di Medicina Legale all’Università Cattolica del Sacro Cuore e Vicepresidente del Comitato Nazionale di Bioetica, Alberto Gambino, Ordinario di Diritto Privato all’Università Europea di Roma e membro del Comitato Nazionale di Bioetica, Francesco Scarcella, Coordinatore della Rete regionale Cure Palliative della Regione Lazio, e Adriana Turriziani, docente di Storia e normative delle Cure Palliative all’Università Cattolica del Sacro Cuore.
Al termine dell’evento la cerimonia di consegna dei diplomi del Master in “Alta formazione e qualificazione in cure palliative” per l’anno accademico 2023/2024.