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Lettura, palestra di libertà

14 gennaio 2022

Lettura, palestra di libertà

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«Il libro è per certi versi un oggetto in via di estinzione. Come i padri, i maestri, il perdono e l’amore. Qualcuno ha proclamato la morte clinica del libro paragonandolo a un vascello destinato a finire nei musei delle cere. Invece io continuo a sostenere la centralità del libro». Massimo Recalcati ha aperto così mercoledì 12 gennaio il suo intervento al primo incontro della Winter School intitolata “Lettura palestra di libertà”, promossa dal Centro di ricerca europeo Libro Editoria Biblioteca (Creleb) dell’Università Cattolica diretto dal professor Edoardo Barbieri

Il progetto è nato alcuni anni fa nel tentativo di trasformare le biblioteche scolastiche in centri propulsivi della cultura per gli studenti. Avviata nel 2020 e trasferita online nel 2021, la Winter School ha avuto successo e ha coinvolto centinaia di persone grazie alle tematiche scelte e all’iscrizione gratuita. Il titolo dell’edizione di quest’anno indica come la lettura sia alla base dell’esercizio della libertà, come «aiuti a sviluppare personalità mature, un atteggiamento critico sul mondo che ci circonda ed è anche dentro di noi, una capacità di pensiero lucido, un linguaggio puntuale che sappia parlare di sé e della realtà, che aiuti a conoscere e ad amare la realtà», come ha spiegato il professor Barbieri.

Innanzitutto il libro è fatto per essere aperto dal suo lettore. Lo psicanalista, scrittore e docente universitario Recalcati, riprendendo quanto ha scritto nel suo A libro aperto. Una vita è i suoi libri edito da Feltrinelli, ha parafrasato Sartre che sosteneva che” l’esercizio della scrittura di un libro senza la presenza del lettore si ridurrebbe all’atto di sporcare delle carte”. In questo senso «il libro assomiglia a un mare, straordinaria figura dell’aperto. Il mare è l’orizzonte dell’aperto, un’immagine potentissima della libertà». Il mare, inoltre, mette insieme paesaggi, popoli, lingue, territori diversi. Allo stesso modo non esiste un libro scritto in una sola lingua. Quando diventa l’unico libro è segno di un totalitarismo. «La pluralità delle lingue è segno di democrazia e l’educazione alla lettura è educazione al plurilinguismo» - ha continuato Recalcati. 

Infine «il libro è anche un coltello». In che senso? Secondo l’autore il lettore è tagliato dal libro, è assorbito da esso. Questo cambia l’idea di fruizione degli oggetti culturali. Accade con le arti, quando siamo assorbiti da un quadro che legge il nostro stato d’animo o dalla musica che ascolta il nostro dolore. «E questo è ciò che succede quando leggiamo il libro che non dimenticheremo, quello che segna un prima e un poi, il libro spartiacque: io sono letto dal libro. I libri che ci hanno tagliato hanno toccato la parte più intima di noi stessi. Nell’esperienza della lettura si aprono gli abissi di mondi sconosciuti ma anche di memorie lontane. I libri ci guardano, i libri ci ascoltano, i libri ci leggono».

Una testimonianza, quella di Recalcati, che ha aperto un nuovo sguardo sulla lettura che certamente offre spunti di riflessione in particolare al pubblico dei giovani lettori, ai ragazzi che a scuola cominciano l’esperienza di quegli incontri con i libri che forse cambieranno la loro vita.

La Winter School che si è aperta il 12 gennaio propone altri tre incontri. Quello del 25 gennaio sarà dedicato alla lettura dei ragazzi nell’esperienza di chi scrive, il 3 febbraio sarà offerta una testimonianza sulla promozione della lettura in una scuola, e il 9 febbraio si parlerà della proposta della biblioteca scolastica come promozione alla lettura. 

Gli incontri si possono seguire gratuitamente su “IL CANALE DEI LIBRI” di YouTube e si svolgeranno dalle 15.30 alle 17.30. Per informazioni scrivere a winterschool22@gmail.com.
 

Un articolo di

Emanuela Gazzotti

Emanuela Gazzotti

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