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Lost in Targeting, il digital advertising tra promesse e realtà

25 settembre 2026

Lost in Targeting, il digital advertising tra promesse e realtà

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Il digital advertising rischia di mettere in pericolo i tre pilastri su cui tradizionalmente si è costruita l’industria mediale, l’intera architettura della comunicazione moderna. La triade, ben nota, è composta dai concetti di brand, audience e medium. Questa tesi è il cuore del volume Lost in Targeting (Link/RTI, 2026), curato dal Centro di Ricerca sulla Televisione e gli Audiovisivi (CeRTA) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e presentato nel campus di Milano a esperti del settore, studenti e giornalisti.

«Questo libro nasce da una domanda semplice» spiega Massimo Scaglioni, Direttore del CeRTA. «Quel sistema centrato sul potere delle piattaforme mantiene davvero le promesse di precisione, misurabilità e convenienza che ne hanno guidato l'adozione così massiccia negli ultimi quindici anni? La risposta della ricerca che CeRTA ha sviluppato è che la promessa è stata mantenuta solo in parte. Il digitale, infatti, ha reso la pubblicità più capillare e apparentemente più efficiente, ma ha costruito anche un sistema opaco, in cui a certificare se una campagna ha funzionato sono spesso le stesse piattaforme che vendono lo spazio pubblicitario. In pratica: chi vende la pubblicità è anche chi misura se ciò ha funzionato».

Un articolo di

Francesco Berlucchi

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Dopo i saluti introduttivi del professor Scaglioni e di Fabio Guarnaccia, Direttore di Link, Marketing strategico RTI, Anna Sfardini, docente di Metodi di ricerca sulla produzione e i consumi mediali e Responsabile delle ricerche del CeRTA, ha presentato il percorso di ricerca dal quale è nato il volume, che ha combinato un’ampia revisione della letteratura scientifica e professionale con un’indagine sul campo e numerose interviste in profondità a professionisti del settore, direttori marketing di grandi brand, responsabili di centri media, agenzie e concessionarie pubblicitarie.

Alla ricca tavola rotonda hanno partecipato Edoardo Felicori, Region Media Manager Italia di Ferrero, Federica Setti, Chief Data Technology Analytics Officer WPP Media, Luca Poggi, Amministratore Delegato Rai Pubblicità e Matteo Cardani, Chief Marketing Officer MFE Adv. Le conclusioni sono state affidate a Federico Di Chio, International Strategic Marketing SVP MFE.

Le stime del 2026 ci dicono che l’advertising vale oltre mille miliardi di euro a livello globale e, solo per quanto riguarda il digitale, quasi il 70% del mercato pubblicitario è controllato da Google, Meta e Amazon. Eppure, più della metà del traffico di internet è generato da bot. Ma chi governa l'ecosistema del digital advertising? L’obiettivo di Lost in Targeting è di sfidare i falsi miti del settore facendo emergere tensioni e zone d’ombra tra due culture professionali diverse.

Da una parte i media editoriali tradizionali, dall’altra i giganti tecnologici, che, privi di una responsabilità editoriale e in assenza di un organismo terzo condiviso in grado di certificare i dati, sono al tempo stesso venditori di spazi, produttori o distributori di contenuti e arbitri della misurazione. Una concentrazione di ruoli che solleva interrogativi sulla trasparenza del sistema e rimanda, con crescente urgenza, al tema della sovranità mediale europea.

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