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Messa alla prova per minori, un murales sigla il patto di comunità

02 luglio 2026

Messa alla prova per minori, un murales sigla il patto di comunità

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Si avvia a conclusione la seconda edizione del Progetto Sperimentale “Messa alla Prova in Università” (MaP) per minori autori di reato, proposto dal Servizio di Psicologia Clinica e Forense del Dipartimento di Psicologia dell’Università Cattolica, sede di Brescia.

Il proseguimento della sperimentazione è stato impostato in continuità con quanto realizzato nella prima annualità, grazie alla volontà di tutti i soggetti partner (Istituto di Mediazione Familiare e Sociale, Cooperativa Area e Fondazione Comunità e Scuola) ed in particolare al positivo riscontro ed al supporto (anche finanziario) espresso dalla Direzione Generale per la Giustizia Minorile e di Comunità del Ministero di Giustizia, con l’essenziale collaborazione delle istituzioni giudiziarie (Procura, Tribunale per i Minorenni, USSM), e con l’apporto del Comune di Bescia (Assessorati alla Sicurezza ed alle Politiche giovanili).  

Anche in questa edizione sono stati accolti 8 minori autori di reato, (6 appena maggiorenni e due quasi maggiorenni), selezionati dall’Autorità giudiziaria per la realizzazione dei loro programmi di recupero, attraverso la predisposizione di piani Educativi Individualizzati che prevedevano quattro differenti interventi:

-    un assessment ed un accompagnamento psicologico (realizzato da studenti e neo-specializzati della Scuola di Psicologia Clinica e Psicoterapia dell’Università);
-    un’attività formativa (alfabetizzazione informatica, seminari di lingua e cultura straniera, laboratorio di fotografia e di composizione musicale);
-    un “Gruppo di Parola”, ovvero un percorso di gruppo finalizzato alla presa di consapevolezza ed all’assunzione di responsabilità circa il proprio reato e alla riflessione sulle conseguenze personali e relazionali da esso prodotti su di sé e sulle vittime dirette ed indirette;

Il quarto, particolarmente significativo, l’intervento di Comunità, ovvero un percorso di confronto con un gruppo di adulti di un quartiere della città con i quali è stata programmata e realizzata – grazie anche al contributo della Fondazione Lotus - un’attività ripativa: il decoro di una parete dell’Istituto Comprensivo Santa Maria Bambina di San Polo.

Con i rappresentanti del quartiere di San Polo, i ragazzi hanno fatto un percorso di gruppo, prima separatamente e poi congiuntamente, di riflessione sulle conseguenze dei reati commessi fino a definire un patto di comunità che rappresenta la fiducia riconquistata tra chi commette un reato e chi lo subisce.

Il patto è stato rappresentato attraverso un murales progettato con l’aiuto di un artista su una parete della Scuola secondaria di primo grado di San Polo, dipinto insieme alla Comunità, agli assistenti sociali e agli psicologi del progetto. Questa parte di progetto è stata finanziato da un imprenditore lungimirante che nella vita disegna barche a vela. Il murales è stato dipinto con una vernice catalitica (air lite) che trasforma la CO² in ossigeno, voluta da Fondazione Lotus.

«Anche in questa seconda edizione i risultati sono stati positivi – afferma il coordinatore Giancarlo Tamanza. Il progetto “Messa alla Prova in Università” si è confermato un’esperienza formativa e trasformativa, tanto per i giovani coinvolti quanto per i professionisti e le istituzioni partecipanti. La possibilità di far convergere spazi di diversa natura ha aperto un varco concreto nella direzione di un sistema penale minorile sempre più orientato alla riparazione, alla responsabilizzazione e alla valorizzazione delle risorse personali». 

L’Università si è dimostrata non solo luogo simbolico di opportunità, ma anche contesto reale in cui le traiettorie dei singoli hanno potuto essere accolte, rilette e potenzialmente riorientate. I risultati ottenuti, pur nel rispetto delle diverse velocità evolutive dei ragazzi, suggeriscono che l’investimento in progetti ad alta intensità relazionale, integrati e contestualizzati, rappresenta una direzione promettente per la giustizia minorile.

Un articolo di

Antonella Olivari

Antonella Olivari

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