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Microbiotici e alimenti, accoppiata vincente per la salute dell’uomo

04 agosto 2021

Microbiotici e alimenti, accoppiata vincente per la salute dell’uomo

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I probiotici sono microorganismi vivi che, se somministrati in adeguate quantità, possono apportare benefici all’uomo. Tra gli effetti riconosciuti c’è la capacità di influenzare la salute intestinale; ma non tutti i probiotici sono adatti ad ogni fase della vita. Inoltre: «gli alimenti hanno un ruolo molto importante per l’efficacia dei probiotici nella salute dell’uomo. Con la mia tesi di dottorato ho studiato l’interazione tra alimenti tipici dello svezzamento e microorganismi probiotici, valutando come gli alimenti selezionati potessero cambiare o influenzare le proprietà positive dei probiotici» spiega Serena Bocchi, che ha concluso Agrisystem dopo il dottorato industriale totalmente finanziato dalla COREE s.r.l., azienda che si occupa dello sviluppo di alimenti ed integratori alimentari per l'infanzia

Che risultati sono emersi?
«I risultati ottenuti hanno indicato che ci sono alcuni alimenti utilizzati nella fase dello svezzamento, come carota, omogenizzati di mela, crema di riso, che possono modificare le proprietà di microorganismi probiotici come Lactobacillus e Bifidobacterium, e massimizzare i loro effetti benefici».

La tua ricerca ha dato esiti concretamente applicabili?
«Sì, i dati hanno indicato che un alimento può influenzare le proprietà dei probiotici. Inoltre, tramite delle analisi chimiche avanzate, abbiamo constatato che anche il profilo chimico degli alimenti veniva modificato dai microorganismi, aumentandone il potere antiossidante e abbassando i livelli di alcuni componenti chiamati “antinutrienti”. Il vantaggio potrebbe essere quello di produrre alimenti per la fase dello svezzamento con microorganismi probiotici, sempre tenendo conto delle regolamentazioni dell’OMS e dell’EFSA».

Oggi la dott.ssa Bocchi si occupa di ricerca nel settore della metabolomica guidata dal professor Luigi Lucini, docente di chimica degli alimenti presso la facoltà di Scienze agrarie alimentari e ambientali che, insieme al professor Lorenzo Morelli e alla dott.ssa Marina Elli di AAT ( spinoff dell’Università Cattolica di Piacenza, dove Serena ha svolto una parte del lavoro di ricerca), l’ha seguita anche nel suo lavoro di tesi di dottorato “Studio dei metaboliti coinvolti nella relazione simbiotica tra probiotico ed ospite”.
«Il dottorato di ricerca nel sistema agro-alimentare mi ha permesso di studiare al meglio la parte relativa alle fermentazioni alimentari -conclude Bocchi -. Adesso vorrei applicare le conoscenze acquisite nel campo di Ricerca e Sviluppo nel settore alimentare e il lavoro di ricerca che sto seguendo va in questa direzione».

Un articolo di

Sabrina Cliti

Sabrina Cliti

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