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Settimana del Dono, da ciò che abbiamo ricevuto nasce l’impegno a restituire agli altri

07 ottobre 2026

Settimana del Dono, da ciò che abbiamo ricevuto nasce l’impegno a restituire agli altri

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Una settimana di iniziative, fino al 9 ottobre, per valorizzare e coltivare generosità, solidarietà, e costruire una cultura condivisa. È la Settimana del Dono, organizzata in occasione della festa di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia, che si è aperta con il Welcome and opening party nel campus di Santa Monica, a Cremona. Matteo Burgazzoli, vicedirettore di Sede, ha spiegato che «l’iniziativa vuole essere un’occasione per promuovere la relazione tra gli individui all’insegna della condivisione, della solidarietà, della fiducia, della reciprocità e della fraternità tra gli studenti e con il resto della comunità universitaria, e la collettività più in generale».

«In questa edizione ricordiamo gli ottocento anni dalla morte di San Francesco» ha aggiunto il vicedirettore di Sede, citando la conclusione del recente discorso del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ad Assisi. «In questi tempi segnati da guerre insensate e crudeli, da “tanta violenza, manipolazione, arroganza”, come ha detto, giorni fa, Papa Leone XIV, l’auspicio è che il sole di Francesco possa illuminare il mondo, convertire le menti indurite dall’odio, indicare la via della pace, della speranza, della serena, fraterna convivenza» ha detto il Presidente Mattarella.

Un articolo di

Francesco Berlucchi

Francesco Berlucchi

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Allo stesso tempo, Burgazzoli ha riportato il messaggio della professoressa Anna Maria Fellegara, Pro-Rettore vicario dell’Università Cattolica: «Mettere al centro della nostra esperienza educativa e formativa universitaria la riconoscenza e la gratitudine per ciò che abbiamo ricevuto è qualcosa che dà senso ai nostri percorsi. La Settimana del Dono ci aiuta a tornare al cuore della nostra ricerca, ridando priorità a ciò che veramente vale e riconoscendo che da ciò che abbiamo ricevuto, deve nascere l’impegno a restituire agli altri». 

Le testimonianze delle studentesse e degli studenti che hanno partecipato al Charity Work Program del Centro di ateneo per la Solidarietà Internazionale (CeSI) hanno dato il via alle attività della Settimana del Dono nel campus di Santa Monica. Contemporaneamente, diversi punti informativi di alcune associazioni di volontariato del territorio cremonese hanno attratto l’interesse della comunità universitaria. Marco Caselli, direttore del CeSI, ha raccontato la storia e le principali linee di intervento del Centro di ateneo dell’Università Cattolica che promuove e partecipa a progetti di cooperazione allo sviluppo e solidarietà internazionale nelle più diverse parti del mondo. Tra queste attività, dal 2009 il CeSI promuove il Charity Work Program, inizialmente dedicato agli studenti e, da tre anni, anche al personale dell’ateneo. «Promuovere la solidarietà significa anche educare ad essa chi ha avuto la fortuna di nascere e crescere in condizioni privilegiate» ha chiosato Caselli. 

Francesco Monterosso, presidente della Fondazione CER città di Cremona, ha sottolineato che «la crisi energetica sta producendo conseguenze importanti nelle imprese e nelle famiglie, alcune delle quali sono in estrema difficoltà dal punto di vista energetico. Proprio per far fronte a questa crescente esigenza, la comunità energetica, della quale anche il campus di Cremona dell’Università Cattolica fa parte, è composta da una serie di soggetti che decidono di produrre e scambiarsi energia».

Il Welcome and opening party si è concluso con un aperitivo di benvenuto e un focus sulle principali attività proposte nell’arco della settimana. Tra queste, un’esperienza di coinvolgimento nelle attività di pet therapy svolte dalla Caritas cremonese presso il centro Isla de Burro. Oppure l’incontro con Serena Porcari, CEO della Fondazione Dynamo Camp, che ha presentato la missione, i valori e l’impatto sociale che caratterizzano questa importante realtà che offre gratuitamente specifici programmi di terapia ricreativa a bambini e ragazzi con patologie gravi o croniche, disturbi del neurosviluppo o condizioni di disabilità, e alle loro famiglie. «La responsabilità dell'inclusione è nelle mani di chi la progetta» ha detto Porcari. «Pensiamo spesso al dono dal punto di vista economico, in realtà forse la cosa più importante è il dono del proprio tempo». Accanto a lei, Marco De Masi, responsabile della Dynamo Caring School.

Allo stesso tempo, gli studenti di Agricultural and Food Economics, di Food Processing: Innovation and Tradition e di Consumer behaviour: Psychology applied to food, health and environment sono stati protagonisti dell’incontro con Pierre Cibambo Ntakobajira, Presidente di Caritas Africa, dal titolo The gift of service in the mission of Caritas Africa: promoting human dignity and sustainable development across Africa. «L'importante è impegnarsi, sporcarsi le mani, perché non possiamo vivere nell'indifferenza» ha detto Cibambo. «Non possiamo risolvere tutti i problemi del mondo, ma ciascuno di noi può fare la sua parte». 

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