NEWS | Un anno in pagine

Tra i due palazzi

02 luglio 2026

Tra i due palazzi

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Al centro del nuovo episodio di Un anno in pagine - il format che racconta ogni mese un’opera letteraria, scelta per la sua capacità di richiamare o legarsi a uno specifico mese - c’è il romanzo “Tra i due palazzi”, il primo volume della Trilogia del Cairo di Naghib Mahfuz.

Originariamente pubblicata in arabo tra il 1956 e il 1957, la Trilogia del Cairo è valsa il premio Nobel all’autore, e narra la storia dell’Egitto attraverso gli occhi di una famiglia di commercianti della piccola borghesia cairota, dai primi anni del Novecento alle soglie del golpe militare che nel 1952 rovesciò il governo di Re Faruk e portò al potere Gamal Abd el-Nasser. 

A presentare il romanzo e a raccontare la figura dell’autore c’è il professor Martino Diez, docente di Lingua e letteratura araba all’Università Cattolica del Sacro Cuore, che spiega come Nagib Mahfuz sia l’unico scrittore arabo a essere stato finora insignito del premio Nobel nel 1988: «Premio che peraltro non andò a ritirare, in quanto detestava viaggiare, tanto che mandò le sue figlie a ritirarlo. Un’iconica fotografia lo coglie seduto al suo consueto caffè cairota, intento a leggere il giornale che a caratteri cubitali annuncia la sua vittoria, un particolare che la dice lunga sulla sua originalità e indipendenza». 


Il diploma del prestigioso riconoscimento è conservato in una teca nel museo dedicato a Mahfuz che sorge a due passi dall’Azhar, in un convento sufi di età ottomana annesso alla bella moschea di Abu al-Dhahab. «L’ubicazione del museo, nel cuore della Cairo islamica, non è casuale – osserva il professor Diez – in quanto il vero protagonista dei romanzi di Mahfuz è infatti proprio Il Cairo, la brulicante metropoli egiziana che fa da sfondo alle avventure di una famiglia della piccola borghesia cairota dal 1917 al 1944». Ma se dal punto di vista narrativo la Trilogia del Cairo ricorda altre saghe familiari come I Buddenbrook di Thomas Mann «anche se la direzione della trama non va verso il declino, ma piuttosto verso il risveglio delle coscienze – come sottolinea sempre Martino Diez -, il genio dell’autore egiziano si esprime soprattutto nella capacità di ricreare un preciso quartiere della Cairo islamica, Gamaleyya, dove egli nacque nel 1911 e in cui visse a lungo».

Quasi tutta la vicenda e l’azione, infatti, del romanzo “Tra i due palazzi” si svolge in una ristrettissima zona, un microcosmo che Mahfuz ha saputo ricreare alla perfezione, raccontandone i ritmi, le atmosfere, gli accenti: «si dice che fin da bambino, Naghib Mahfuz, stesse per ore ad ascoltare le storie delle donne e nei caffè, un’abitudine che mantenne anche da adulto. Ed è certamente questo, più che il messaggio politico, il fascino profondo della trilogia» afferma il professor Diez, che ci tiene infine a fare notare come – per restare in tema di topografia urbana, ma soprattutto in connessione con il mese di luglio della rubrica Un anno in pagine – ci sia «la Via 26 Luglio (un tempo Via Fu’ad), che è la principale arteria che attraversa da est a ovest l’isola di Zamalek. Fa parte del Cairo, ma non della Cairo raccontata da Mahfuz, che alle grandi strade, alle scenografie di imponenti parate e di slogan rivoluzionari urlati, preferisce i sussurri dei vicoli e le piazze abitate da un’umanità varia, contraddittoria, viva e reale».

Il format Un anno in pagine è un prodotto realizzato dalla Funzione Comunicazione, stampa e media per NUnC, il Network dell’Università Cattolica.

Un articolo di

Graziana Gabbianelli

Graziana Gabbianelli

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