Dalla Cina a Piacenza per studiare qualità e sicurezza del modello alimentare italiano, per apprendere gli aspetti peculiari del sistema di produzione lattiero casearia e per capire quale apporto l’Intelligenza Artificiale può dare al campo delle scienze della vita e della ricerca agroalimentare. Sono stati questi i temi al centro dell’Asian Study Abroad che, nell’ambito dei Summer Program in lingua inglese, organizzati dall’Ufficio Internazionale di Università Cattolica del Sacro Cuore, ha consentito a 24 studenti e studentesse cinesi di essere ospitati per due intere settimane dall’Ateneo.
Due settimane di full immersion, durante le quali il gruppo, proveniente da prestigiose università cinesi, ha potuto partecipare a lezioni frontali, uscite didattiche, attività laboratoriali.
«L’esperienza ha consentito un doppio scambio» dice il professor Antonio Gallo, referente per l’internazionalizzazione della Facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali. «Da un lato – aggiunge – ha portato studenti cinesi a conoscere la nostra realtà universitaria e dall’altro ha dato l’opportunità ai nostri studenti e ai nostri docenti di fare un’esperienza di scambio a livello internazionale».
Tre i corsi, in lingua inglese, proposti quest’anno in Università Cattolica. Uno, coordinato dal preside della Facoltà di Scienze agrarie e ambientali Luigi Lucini, ha avuto come tema “Quality & Safety Aspects: The Italian Food Model”. Durante l’esperienza piacentina 14 studenti provenienti dalla Beijing Technology and Business University, dalla Sichuan University e dalla Nanjing Agricoltural University, hanno puntato i riflettori su quegli aspetti qualitativi e di sicurezza che rendono il modello alimentare italiano particolarmente apprezzato in tutto il mondo.