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Un mock trial su Oppenheimer

07 dicembre 2023

Un mock trial su Oppenheimer

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Un mock trial per «rendere più forte il dibattito, sviluppando il senso critico». È grazie a questa modalità, immersiva e coinvolgente, che gli studenti del campus di Cremona dell’Università Cattolica si sono confrontati su una delle decisioni più controverse della storia, il progetto top secret della creazione della bomba atomica guidato dal fisico Robert Oppenheimer, ma anche sul dilemma morale implicito in ogni sua applicazione tecnologica. «Attraverso il mock trial i ragazzi possono fare delle ricerche sul tema sul quale è incentrato l’evento e poi possono esibirsi davanti a un judging panel» spiega don Matteo Tolomelli, docente di Teologia. «Papa Francesco ci chiede di applicare approcci transdisciplinari, e questa iniziativa va proprio in questa direzione».

Così nell’aula magna del campus di Santa Monica prende vita un’intensa discussione tra le due squadre che partecipano a “Oppenheimer, Mock trial and debate”, davanti alla giuria composta da fra Gianluca Zuccaro, docente di Teologia, Roberta Dordoni, professoressa di Food Science and Technology, e Luca Pingani, ricercatore in Tecniche neuro-psichiatriche e riabilitative all’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. «Il valore aggiunto è il pieno coinvolgimento degli studenti» racconta la professoressa Dordoni. «È molto importante saper approcciare una tematica in modo diverso e doversi documentare per formulare una difesa o un’accusa sulla base dei dati. Anche dal punto di vista scientifico, quando si ha di fronte un dato bisogna interpretarlo».


Gli studenti che partecipano al mock trial frequentano tre corsi di laurea magistrale, Food processing: innovation and tradition, Agricultural and Food Economics e Consumer behaviour: psychology applied to food, health and environment. «Circa il 30% di loro sono studenti internazionali» chiosa Dordoni. «Sono provenienti da diverse parti del mondo, e il fatto che abbiano scelto Cremona per studiare è sicuramente un punto di vanto per il nostro campus». Al termine della bella mattinata, le conclusioni vengono affidate a don Maurizio Compiani, assistente spirituale della sede di Piacenza-Cremona.

«Questa occasione è particolarmente utile perché ha permesso agli studenti di coinvolgersi» racconta Zuccaro. «Ci ha offerto l’opportunità di riflettere sui rischi di una tecnologia non eticamente orientata. Oggi è l’intelligenza artificiale a porci nuovamente quesiti importanti in questo ambito. Dal punto di vista cristiano, l’elemento da non dimenticare è la centralità della persona. In questa prospettiva, ogni ricerca può trovare la sua coerenza. Al contrario, gli studi che si dimenticano della dignità della persona umana risulteranno sempre incapaci di portare il vero bene dell’uomo».

Un articolo di

Francesco Berlucchi

Francesco Berlucchi

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