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Un naso 'artificiale' fatto di persone

16 ottobre 2026

Un naso 'artificiale' fatto di persone

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Come si insegna a una macchina a riconoscere un odore?

È questa la domanda alla base dello sviluppo dei “nasi elettronici” progettati per identificare e distinguere sostanze odorose attraverso una combinazione di sensori chimici e algoritmi di analisi.
La verità è che il principio alla base degli e-nose riprende, almeno in parte, quello dell'olfatto umano.

Proprio come in quest’ultimo - dove numerosi tipi di recettori reagiscono alle molecole odorose mentre il cervello integra e interpreta le informazioni permettendoci di riconoscere profumi - allo stesso modo la variante elettronica sfrutta un insieme di sensori per rilevare le sostanze volatili e generare un insieme di segnali che, elaborati, identificano e distinguono diversi aromi.

È nato così anche il “Naso Sociale”, l’esperimento proposto dalla Facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali alla Notte dei Ricercatori 2026, che ha proposto ai visitatori di diventare una rete di sensori, mostrando come le percezioni individuali possano essere raccolte, organizzate e analizzate per ottenere informazioni condivise.

Allo stand – presidiato dai ricercatori Michele Galvani e Michele Zanotti con il professor Luigi Sangaletti - erano presenti due strumenti: un naso elettronico commerciale e un dispositivo progettato e realizzato interamente all’interno dei laboratori di ricerca. Tuttavia, per spiegare in modo inedito e divertente il funzionamento di questi sistemi, i ricercatori hanno deciso di dare vita a un naso elettronico composto da persone.

La partecipazione del pubblico si è quindi trasformata in un'occasione concreta di ricerca e divulgazione. A ciascun visitatore sono state sottoposte tre essenze da annusare. Per ogni campione, alla persona è stato richiesto di assegnare un punteggio sulla base di quattro caratteristiche olfattive: agrumato, erbaceo, floreale e legnoso.

Ogni partecipante, annusando un'essenza e attribuendo i propri punteggi, ha quindi trasformato una sensazione soggettiva in un insieme di valori numerici.

L’insieme di tutti i dati raccolti ha permesso di creare un dataset collettivo da analizzare con strumenti statistici per creare una rappresentazione e raggruppare le osservazioni simili tra loro.

Il risultato emerso è stato interessante: nonostante le differenze individuali a livello di sensibilità olfattiva e nel modo di descrivere un profumo, le risposte collettive mostrano una struttura riconoscibile, suggerendo come le persone abbiano colto alcune caratteristiche distintive in modo sufficientemente coerente.

La separazione, tuttavia, non è perfetta. Esattamente come nell'olfatto umano, che non è un sistema di classificazione infallibile bensì soggetto a sensibilità individuali.

Ma il valore del Naso Sociale non si esaurisce solo nei risultati dell'analisi statistica. Uno dei suoi tratti più significativi è stato l’aver modificato la relazione tra ricercatori e pubblico, rendendo quest’ultimo non più o non solo un destinatario passivo della spiegazione scientifica, ma anche una parte attiva del processo.

Il risultato è stato quindi un esperimento che ha unito ricerca, tecnologia e divulgazione, ricordando che la scienza acquista un significato ancora più forte quando diventa accessibile e partecipata.

Perché, a volte, per raccontare il funzionamento di una macchina non serve soltanto mostrarla: basta invitare le persone a diventare, per qualche minuto, parte del suo funzionamento.

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Redazione

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