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Un campus glocal al passo con i tempi
Il discorso della Rettrice dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, Elena Beccalli, in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico 2025-26 della sede di Brescia
| Elena Beccalli
12 febbraio 2026
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L’alleanza tra generazioni è il tema scelto anche per il Dies della sede di Brescia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Declinato, questa volta, nella prospettiva socio-politica, «da sempre al cuore della tradizione scientifica e didattica del nostro Ateneo e, a Brescia, particolarmente sviluppata da oltre un decennio» come spiegato dal Rettore Elena Beccalli nel discorso inaugurale.
Un intervento che, prima di dedicarsi al tema che fa da fil rouge a tutti i Dies dell’anno accademico in corso, ha messo in luce le novità e i punti di forza della sede bresciana. A cominciare dai nuovi profili: “Educatore nei servizi educativi per l’infanzia” ed “Educatore professionale socio‑pedagogico” nella laurea triennale di Scienze dell’educazione e della formazione; “Climate change and management of environmental risk” nella laurea magistrale in Physics e “Abitiamo lo Sport: l’intervento dello psicologo” nella laurea magistrale Psicologia degli interventi clinici: gruppi, organizzazioni, comunità. «Tutti percorsi ideati per rispondere alle richieste emergenti del mondo del lavoro, per fornire competenze innovative e per favorire una formazione qualificata e di frontiera» ha affermato il Rettore.
Sempre per la didattica un’iniziativa che denota la specificità della sede bresciana è il service learning, che ha coinvolto dal 2022 trecento studenti in 15 progetti. Una proposta pedagogica che traduce concretamente l’idea di università come «luogo di esperienza del sapere» - come ha testimoniato, nel suo intervento, lo studente di Fisica Andrea Negrini - e coinvolge la comunità studentesca in percorsi di cittadinanza attiva e partecipazione sociale. «Un esempio concreto di cosa significhi essere la migliore università per il mondo».
Ma il campus bresciano dimostra di essere anche un «microcosmo globale», con 62 studenti internazionali iscritti con un titolo estero, che sommati a quelli nati all’estero, che hanno completato gli studi in Italia, costituiscono un totale di 130, «numero che dice tanto dell’attrattività della sede per i giovani di seconda generazione». In linea, per altro, con «il lodevole posizionamento del nostro Ateneo certificato da QS World University Rankings: Europe 2026» per cui «siamo i primi in Italia per mobilità studentesca sia in entrata sia in uscita».
Sul fronte della ricerca ha ricevuto il plauso del Rettore il finanziamento di oltre un milione di euro ottenuto dalla giovanissima fisica Giada Bianchetti nel Bando FIS 3 (Fondo Italiano per la Scienza) per uno studio, ad altissimo impatto, sul metabolismo dei tumori cerebrali, realizzato grazie a un progetto multidisciplinare che coinvolge le competenze del centro di ricerca I-Lamp nel campo delle tecnologie quantistiche.
Tornando al filo narrativo di questo anno accademico, il Rettore ha fatto notare che alla base dell’alleanza tra generazioni, «necessario e imprescindibile pilastro per assicurare la coesione sociale e lo sviluppo del nostro paese», c’è la «giustizia intergenerazionale». Questa, ha affermato il Rettore Beccalli, «si fonda su principi iscritti nella nostra Carta costituzionale, sulla promozione di politiche di ampio respiro per il bene comune, su una reale sostenibilità sociale ed economica. Il campus di Brescia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore può continuare a offrire un contributo essenziale per rendere concreto tale disegno. Per farlo, la sua dimensione glocal dovrà essere rafforzata e tenuta al passo con i tempi».
Il metodo da adottare? «La recente proposta della Commissione Europea per un nuovo patto tra generazioni», che rappresenta «una vera e propria Strategia per l’equità intergenerazionale (Intergenerational Fairness Strategy) con risorse destinate». Questo dimostra che un’efficace collaborazione tra generazioni è favorita all’interno dell’orizzonte europeo. «Un rilievo ben presente ai docenti che insegnano nel campus di Brescia, dove è ormai consolidata una tradizione di studi attenta alle dinamiche internazionali, che nell’immediato futuro dovrà essere portata a piena maturazione». «Quando oltre dieci anni fa abbiamo deciso di attivare in questo campus corsi della Facoltà di Scienze politiche e sociali eravamo sospinti proprio dalla convinzione che per comprendere le dinamiche globali occorresse formare giovani con un piglio critico e costruttivo, in grado di orientarsi in ambiti trasversali, quali quello politico, giuridico, economico e sociale. È stata - ed è ancora oggi - una scelta lungimirante, pienamente nelle corde del nostro Ateneo».
Entrando nel vivo del tema, la prolusione di Enrico Giovannini, economista, co-fondatore e Direttore scientifico dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), ha spiegato che lo sviluppo sostenibile «non è solo una questione ambientale, ma è una questione di giustizia e in particolare di giustizia intergenerazionale». «Questa è la definizione di sviluppo sostenibile: uno sviluppo che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri». Giovannini, citando un rapporto realizzato da Asvis con Oxford Economics, ha rivelato dati preoccupanti se non si contrasta il cambiamento climatico. Guardando gli scenari al 2035 e al 2050, è emerso che a metà del secolo l’aumento della temperatura media arriverà a 2,4 gradi: «Sappiamo che l’Europa si riscalda più del resto del mondo e l’Italia più del resto d’Europa». Occorre essere consapevoli che «rinviare è una pessima scelta per motivi economici non solo ambientali. La sola decarbonizzazione determina un costo nel breve termine, vantaggi nel lungo termine. Se operiamo un grande investimento in innovazione oltre che in decarbonizzazione i risultati positivi possono arrivare anche presto». La buona notizia è che secondo l’Istat «le imprese italiane manifatturiere con più di 10 addetti che hanno investito in sostenibilità guadagnano rispetto a chi non ha investito il 16,7% di valore aggiunto: dunque non è vero che la sostenibilità è un costo».
Un articolo di
Secondo Giovannini, l’Europa è più avanti di tutti sulla giustizia intergenerazionale, sia per avere introdotto lo Youth check, sulla falsariga della Valutazione d’impatto generazionale adottata in Italia dal 2025 per iniziativa dell’Asvis, con l’obiettivo di “scaricare i costi” delle scelte odierne su chi verrà dopo; sia per avere nominato un commissario dedicato alle generazioni, il maltese Glenn Micallef. «L’Europa che critichiamo tanto è il luogo più sostenibile al mondo e il più avanzato dal punto di vista della legislazione, più regole possono evitare, per esempio, 300.000 morti premature all’anno a causa dell’inquinamento, molte delle quali sono in Italia, circa 67.000, molte delle quali sono nella pianura padana, l’area più inquinata dell’Europa». Per questo è necessario un patto sul futuro. Un cambio di paradigma che impone il riconoscimento dei diritti delle future generazioni.
Nel concludere il suo discorso il Rettore ha indicato una luminosa figura di riferimento per la comunità universitaria, quella della bresciana Laura Bianchini, madre costituente, parlamentare, insegnante e due volte laureata nell’Ateneo fondato da padre Gemelli, cui la sede di Brescia dedicherà un’aula il 2 giugno. «Nelle sue parole» ha concluso la professoressa Beccalli, «troviamo il cuore dell’alleanza tra generazioni e del nostro metodo educativo: accompagnare ogni studentessa e studente a scoprire la sua vocazione e, al tempo stesso, a riconoscere le sue responsabilità verso gli altri, consapevoli che tutto ciò matura dentro una rete di relazioni autentiche e condivise».
Al Dies di Brescia sono intervenuti anche la sindaca di Brescia, Laura Castelletti, che ha definito la Cattolica da 60 anni «un pilastro importante del nostro panorama educativo e culturale, formando generazioni di cittadini consapevoli e protagonisti attivi della vita della comunità»; l’assessore regionale all’Istruzione, formazione e lavoro Simona Tironi, che ha rimarcato che «l’alleanza tra generazioni impegna il nostro lavoro politico». Il vescovo monsignor Pierantonio Tremolada ha parlato dell’Università Cattolica come «luogo in cui la mente si forma a partire dal cuore», mentre il presidente dell’Ente bresciano istruzione superiore (Ebis) Alessandro Azzi ha rilevato che «la sede di Brescia dell'Ateneo ha mostrato negli ultimi anni una rilevante e crescente vitalità culturale, sviluppando una serie di consistenti e durature relazioni con il tessuto economico ed imprenditoriale. Ebis intende rafforzare questo legame, continuando a supportare progetti che vadano in questa direzione, e docenti e studenti della sede che intendano proporli».