Un tempo di condivisione dell’esperienza vissuta dal 30 novembre al 7 dicembre scorsi presso il Ruaraka Uhai Neema Hospital di Nairobi, in Kenya, e al contempo un’occasione per delineare le prospettive future della collaborazione tra Università Cattolica del Sacro Cuore, Fondazione ENAV e Associazione Universitaria per la Cooperazione Internazionale (AUCI), con l’auspicio di rafforzare ulteriormente il legame tra formazione universitaria, assistenza sanitaria e cooperazione internazionale.
Tutto questo è stato l’incontro che il 9 marzo, al Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, ha riunito promotori e protagonisti attivi della missione esplorativa, con l’obiettivo di valutare possibili forme di collaborazione clinica, formativa e scientifica tra le istituzioni coinvolte e la struttura ospedaliera attiva nella periferia di Nairobi, impegnata in un’importante attività assistenziale a favore della popolazione locale.
L’incontro si è aperto con i saluti istituzionali della professoressa Maria Antonietta Gambacorta, ordinario di Diagnostica per immagini e radioterapia e vicepreside della Facoltà di Medicina e Chirurgia, che ha sottolineato il valore della cooperazione internazionale come parte integrante della missione formativa e assistenziale dell’Ateneo, alla quale si sono affiancare le parole di S. E. Mons. Claudio Giuliodori, Assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica, che ha richiamato il significato ecclesiale e umano dell’impegno in ambito sanitario, particolarmente nei contesti più fragili.
«Questa iniziativa – ha affermato il Vescovo nel suo intervento - si iscrive nel contesto del “Campus solidale” che caratterizza la sede di Roma e che sempre più impegna docenti e studenti in progetti di collaborazione accademica e solidaristica, soprattutto in ambito sanitario. È un tratto distintivo del nostro Ateneo che dallo scorso anno ha anche avviato il Piano Africa per interagire, in un’ottica di scambio e reciproco arricchimento, con realtà che guardano all’Università Cattolica con fiducia e speranza per il loro sviluppo».
Sul valore della collaborazione tra istituzioni accademiche, realtà del terzo settore e strutture sanitarie locali per promuovere percorsi di sviluppo e di formazione condivisa si è concentrato l’intervento dell’Avv. Alessandra Bruni, Presidente della Fondazione ENAV ETS, mentre il professor Carlo Torti, ordinario di Malattie infettive all’Università Cattolica e coordinatore del Piano Africa di Ateneo per la Facoltà di Medicina e chirurgia, ha presentato l’iniziativa e il quadro delle attività di cooperazione sanitaria internazionale nelle quali si inserisce la missione in Kenya.
«L’impatto della missione in Kenya è apparso notevole e molto coinvolgente anche sul piano emotivo ed etico come bene è emerso dai racconti dei Dottori Raia e Dionisi oltreché dei commenti di Don Mantini e Don Bonini – ha detto il professor Torti -. Si tratta sicuramente di un progetto che, nato all’interno del Campus solidale, merita di essere implementato grazie alla solidarietà e al contributo di tutti anche considerando come ben si innesti e risponda agli obiettivi del Piano Africa di Ateneo».
L’incontro è entrato nel vivo con le testimonianze dei protagonisti attivi della missione che per una settimana hanno vissuto a Nairobi peculiarità e caratteristiche della realtà locale: Don Alessandro Mantini e don Paolo Bonini, docenti di Teologia e assistenti pastorali nel campus di Roma, che hanno curato promozione e sviluppo del progetto fin dalle fasi organizzative e di prima realizzazione, e i dottori Salvatore Raia, specialista in Endocrinologia, e Tommaso Dionisi, specialista in Medicina interna, che hanno condiviso le principali attività svolte presso il Neema Hospital, il confronto con i professionisti sanitari locali e le esigenze cliniche emerse nel contesto sanitario del territorio, evidenziando il valore umano, formativo e professionale dell’intera esperienza.
La missione – alla quale hanno partecipato anche gli specializzandi in Pediatria dottori Francesca D’Amore e Giovanni Marrocco, coinvolti nelle attività cliniche e negli scambi formativi con il personale sanitario dell’ospedale – è stata possibile grazie alla collaborazione sul territorio con l’associazione World Friends, nella persona del chirurgo Gianfranco Morino, una realtà da anni impegnata nella cooperazione sanitaria in Kenya e nella gestione del Ruaraka Uhai Neema Hospital, struttura che ha accolto, ospitato e supportato tutte le attività del gruppo durante la permanenza.
Ascolto, dialogo, incontro: queste le caratteristiche centrali della missione esplorativa e formativa vissuta in Kenya. Tutti i partecipanti hanno iniziato a sperimentare una formazione bidirezionale e integrale, alla scuola della transdisciplinarietà, nell’orizzonte sinfonico di una “fabbrica di solidarietà”, a servizio della professionalità, dell’umanità e della spiritualità.