Il dono come responsabilità verso gli altri, come scelta che costruisce comunità, come via concreta alla fraternità e alla pace. È il filo che attraversa la Settimana del dono, l'appuntamento che ogni anno l'Università Cattolica dedica ai propri studenti e che dal 5 al 9 ottobre animerà i campus di Piacenza e Cremona.
L'edizione 2026 ha un significato particolare, perché si inserisce nelle celebrazioni per l'ottavo centenario di San Francesco d'Assisi, alla cui figura la Settimana è da sempre ispirata. Il Santo, che ha fatto della semplicità, della fraternità e del dono di sé il cuore della propria testimonianza, offre ancora oggi una chiave per leggere le sfide del presente. Cinque giorni in cui l'università si apre a storie, volti ed esperienze capaci di interrogare giovani e comunità su legalità, inclusione, servizio e cura reciproca. Il titolo scelto, “Il dono della fratellanza e della pace”, restituisce il filo conduttore di un programma che porta nell’università esperienze e persone capaci di interrogare gli studenti su temi che riguardano da vicino la vita della comunità: dalla legalità al servizio, dall’inclusione alla responsabilità verso gli altri.
Settimana del dono - Il programma nel campus di Piacenza
A Piacenza la nona edizione si apre, lunedì 5 ottobre, con l'arrivo della Lampada della Pace di Assisi: alle 10.30, nell'Auditorium Mazzocchi, l'incontro "In cammino con Francesco". La giornata vede anche la proiezione del docufilm L'ultima isola di Davide Lomma, con l'inaugurazione, alle 11.30, della mostra bibliografica San Francesco: parole, segni, visioni e, alle 15 nella Sala Convegni Piana, con l'incontro dedicato a Giorgio Ambrosoli e Silvio Novembre, testimoni della cultura della legalità.
Martedì 6 ottobre il tema sarà il Service Learning, al centro del convegno "Servire insegna! Il Service Learning come cammino di fraternità nel segno del dono", mentre mercoledì 7 ottobre gli studenti incontreranno fra Roberto Pasolini, predicatore della Casa Pontificia, per riflettere su "Francesco d'Assisi: la piccolezza, via di fraternità e di pace".
Giovedì 8 ottobre la mattina sarà dedicata a due testimonianze: alle 9.30 Nico Acampora e Luca D'Alba presentano "Nutriamo l'inclusione", alle 11.30 Giovanna Cardile, orfana di femminicidio, racconta "Il coraggio di trasformare il dolore in dono"; nel pomeriggio un confronto sull'inserimento lavorativo delle persone con disabilità.
La Settimana si chiude venerdì 9 ottobre con il convegno "Di mano in mano. Il dono della democrazia. 80 anni dal voto delle donne – 1946-2026", alle 8.30 nell'Auditorium Mazzocchi, e con un incontro sulla cooperazione sociale e sul benessere collettivo alle 10.30 nella Sala Convegni Piana.
Settimana del dono - Il programma nel campus di Cremona
Anche a Cremona il calendario si apre lunedì 5 ottobre, alle 17, con il Welcome and Opening Party al Bistrot del Campus. Il giorno seguente, martedì 6 ottobre, alle 10.30 il Corpo aule ospita due appuntamenti: in aula B.0.01 l'incontro con la Fondazione Dynamo Camp ETS e in aula B.0.13 quello con Mons. Pierre Cibambo, Presidente di Caritas Africa. Alle 14, nel Parco del campus, le piante saranno intitolate ai corsi di laurea, un gesto simbolico che lega ciascun percorso di studi alla cura del luogo in cui si vive e si studia.
Mercoledì 7 ottobre, alle 18, nel Corpo aule, "Passeggiando nell'arte" porterà gli studenti a incontrare gli artisti. Giovedì 8 ottobre si comincia dalle 9.30 con la Giornata di sensibilizzazione ADMO, in aula B.0.07, e si prosegue alle 18 alla Residenza S. Agostino (piazza XXIV Maggio 1) con il torneo non competitivo di basket 3 vs 3. Venerdì 9, alle 9, la Settimana si chiude con l'esperienza di pet therapy con Caritas all'Isla de Burro. Per tutta la durata della Settimana, inoltre, saranno proposte testimonianze direttamente nelle aule. Ulteriori dettagli sulle singole iniziative saranno resi disponibili progressivamente sulla pagina web dedicata.
Cinque giorni che mettono gli studenti davanti a storie, scelte ed esperienze concrete, perché il dono, nella prospettiva della Settimana, non è soltanto un gesto individuale: è una responsabilità verso la comunità e la possibilità di costruire relazioni fondate sulla fraternità e sulla pace.