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Università Cattolica e Chiese del Sud insieme per offrire nuove opportunità ai giovani

14 settembre 2026

Università Cattolica e Chiese del Sud insieme per offrire nuove opportunità ai giovani

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«Dobbiamo lavorare insieme per aprire una rinnovata stagione di opportunità per i giovani della Calabria e del Sud, perché questo va a beneficio dell’intero Paese». È l’impegno indicato dalla Rettrice dell’Università Cattolica del Sacro Cuore Elena Beccalli nel corso dell’incontro con la Conferenza Episcopale Calabra, che si è svolto venerdì 11 settembre nell’Aula Magna del Pontificio Seminario Regionale “San Pio X” di Catanzaro.

Una visita di particolare significato, la prima di un Rettore dell’Università Cattolica alla Conferenza dei vescovi calabresi, che ha rilanciato una relazione dalle radici profonde. Da oltre un secolo, infatti, l’Ateneo mantiene vivo il legame con le Chiese locali del Mezzogiorno, anche grazie alla rete costruita fin dai primi anni dall’Associazione Amici dell’Università Cattolica e alla lungimiranza della Beata Armida Barelli.

Al colloquio con i vescovi ha fatto seguito l’incontro pubblico “Università, Chiese del Sud e nuove generazioni”, promosso dall’Università Cattolica del Sacro Cuore, dall’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori e da Vita e Pensiero.

Dopo il saluto iniziale di monsignor Francesco Savino, vescovo di Cassano all’Jonio e vicepresidente della Conferenza Episcopale Italiana, Giovanni Lanzillotta, delegato regionale dell’Associazione Amici dell’Università Cattolica, ha introdotto e moderato i lavori.

All’intervento della Rettrice è seguita una tavola rotonda alla quale hanno partecipato Francesco Timpano, ordinario di Politica economica all’Università Cattolica; Ernesto Preziosi, autore del volume “Università Cattolica e Chiese del Sud. Alle origini di un legame fecondo”; Angela Cristofaro, insegnante e vicepresidente UCIIM Soverato; Andrea Patané, presidente Alumni dell’Università Cattolica – Associazione Ludovico Necchi. Le conclusioni sono state affidate a fra’ Francesco Lanzillotta, assistente regionale dell’Associazione Amici dell’Università Cattolica.

Una relazione che attraversa le generazioni

A testimoniare la solidità del rapporto tra l’Ateneo e la Calabria sono anche i numeri: dall’anno accademico 2001-2002 sono 3.181 i calabresi laureati in Università Cattolica, mentre attualmente 778 studenti provenienti dalla regione frequentano i corsi dell’Ateneo.

All’incontro erano presenti anche otto giovani calabresi prossimi a iniziare il proprio percorso universitario in Cattolica. A loro la Rettrice ha rivolto un augurio particolare: «Vivete questo periodo universitario come un’esperienza del sapere e possiate poi mettere le competenze acquisite a beneficio delle vostre comunità, diventando giovani formati con grande competenza e buoni leader capaci di mettersi al servizio».

Nel suo intervento Beccalli ha richiamato il ruolo svolto, fin dalla fondazione dell’Ateneo, da sacerdoti, associazioni, laureati e comunità locali. Una rete di relazioni che ha permesso all’Università Cattolica, pur non avendo campus nelle regioni meridionali, di mantenere nel Sud una presenza radicata e una forte proiezione nazionale.

Un articolo di

Redazione

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Savino: «I giovani sono una stupenda risorsa»

Monsignor Francesco Savino ha sottolineato la necessità di costruire alleanze e di superare le frammentazioni che rischiano di frenare lo sviluppo del Mezzogiorno.

«Uno dei problemi che abbiamo al Sud è l’autoreferenzialità. Eppure, il Sud e la Calabria possiedono bellissime risorse, intellettuali, concrete e pratiche», ha affermato il vicepresidente della CEI. «Se camminiamo insieme, se siamo sinodali, possiamo raggiungere obiettivi importanti e superare quel narcisismo patologico che spesso è causa della nostra sterilità».

Savino ha poi rivolto un invito agli adulti: «Liberiamoci dalla sindrome del capezzale quando ci avviciniamo ai giovani. Non dobbiamo pensare che noi siamo i sani e loro i malati che hanno bisogno di essere curati. I nostri giovani sono una stupenda risorsa. Non sono soltanto il futuro: come diceva Papa Francesco, sono l’adesso di Dio».

Un richiamo alla fiducia nelle nuove generazioni condiviso dalla Rettrice, secondo la quale i giovani «quando sono coinvolti e resi protagonisti attivi sanno sorprendere per la loro capacità di trovare soluzioni, immaginare strade nuove e contribuire concretamente al cambiamento».

Educare nell’era dell’intelligenza artificiale

Beccalli si è soffermata anche sulle fragilità giovanili e sulle trasformazioni prodotte dalla digitalizzazione e dall’intelligenza artificiale. In questo scenario, ha osservato, le università non devono incoraggiare un utilizzo passivo delle nuove tecnologie, ma aiutare gli studenti a sviluppare pensiero critico, creatività e capacità di generare nuove idee.

La missione dell’Università Cattolica assume così un valore ancora più rilevante: offrire un’educazione integrale della persona, coniugando competenze, ricerca, responsabilità e attenzione alla dimensione relazionale.

Un legame da rendere ancora più vivo

L’incontro di Catanzaro segna l’avvio di una nuova fase nella collaborazione tra l’Università Cattolica e le Chiese del Mezzogiorno, coerente con il Piano strategico di Ateneo 2026-2028 e con la missione indicata dalla Rettrice di essere «la migliore università per il mondo, non del mondo».

«È forte la volontà di tornare a rendere vivo il legame tra la nostra Università e le comunità del Sud», ha concluso Beccalli. Un’alleanza educativa fondata sul valore trasformativo della conoscenza e sulla capacità di accompagnare i giovani affinché possano costruire liberamente il proprio futuro senza essere costretti a scegliere tra le opportunità e le proprie radici.

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