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Alice e Milena, dal master a Fondazione Milano Cortina 2026

04 febbraio 2026

Alice e Milena, dal master a Fondazione Milano Cortina 2026

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C’è un po’ di Università Cattolica dentro i Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina. Sono le studentesse e gli studenti che stanno mettendo le proprie competenze a servizio delle Olimpiadi invernali che tornano in Italia dopo vent’anni. C’è chi lo sta facendo dalla prima ora, e chi collabora con Fondazione Milano Cortina 2026 solo da qualche mese. C’è chi si è laureato da poco ed è alla prima esperienza in una realtà così importante, e chi vi partecipa tra i 18.000 volontari, che sono l’anima e la forza indispensabile per la riuscita delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi. 

Lo aveva ribadito anche Domenico De Maio, Education and Culture Director di Fondazione Milano Cortina 2026, nel suo messaggio in occasione dell’evento “Sport Next: Building the Future of Sport”, nel quale è stata presentata l’ultima edizione del master in Sport Management: Business, Communities, Territories. «Lo sport non è solo agonismo e spettacolo ma è una leva economica, educativa e culturale che genera valore per i territori e per le persone» ha detto De Maio. «L’obiettivo è costruire un’eredità che vada oltre i Giochi Olimpici invernali e continui a generare conoscenza, opportunità e connessione tra mondi diversi. Il dialogo tra le università, le istituzioni e le imprese ci aiuta a immaginare il futuro dello sport. Tanti studenti dell’Università Cattolica sono con noi, e stanno costruendo i Giochi giorno dopo giorno».

Tra chi si è fomato in largo Gemelli, c’è Alice Benassi, Digital Communications supervisor per Fondazione Milano Cortina 2026. «Cosa significhi fare parte del progetto olimpico è difficile da spiegare» racconta Alice, che ha frequentato l'edizione edizione 2022-2023 del master Comunicare lo Sport, tra i cui docenti, da molti anni, c'è Luca Casassa, Head of Media Relations & Digital Communications di Fondazione Milano Cortina 2026. «È un’esperienza che va oltre il lavoro, perché ti accompagna a lungo e inevitabilmente finisce per cambiarti» prosegue Alice. «Mi ha permesso di entrare in contatto con realtà che non conoscevo, di mettermi alla prova, di cadere e rialzarmi. In questo percorso ho scoperto parti di me che non pensavo di avere, imparando a misurarmi con la complessità e con la responsabilità. Sono cresciuta professionalmente, lavorando fianco a fianco con persone di grande competenza ed enorme passione. Professionisti che oggi sono diventati colleghi e, nel tempo, anche amici».

C’è anche chi ha aspettato a lungo, monitorando il sito e i canali social di Fondazione Milano Cortina 2026, nella speranza che arrivasse, prima o poi, l’occasione giusta. «Dopo un anno passato a monitorare il profilo LinkedIn della Fondazione, a marzo 2024 si è aperta la posizione di Event Specialist» racconta Milena Della Vedova, alumna del master Comunicare lo Sport edizione 2020-2021. «Finalmente, dopo lo stop del Covid, sono entrata nel mondo degli eventi. Lavorare per i Giochi Olimpici e Paralimpici è un vero concentrato di emozioni: è una macchina enorme, composta da persone con background e professionalità molto diverse, ma tutte unite da un unico obiettivo. È un contesto eterogeneo e stimolante, da cui imparare ogni giorno. Dai Giochi mi aspetto entusiasmo, grande impegno e poche ore di sonno, ma sarà incredibile vedere che ciò su cui lavoriamo da così tanto tempo prende forma».

Due storie, tra le tante, che raccontano un progetto, quello olimpico, da vivere «quasi come un mondo parallelo: anni di preparazione, di lavoro silenzioso, di attese». Fino al momento in cui, finalmente, le luci del mondo si accendono su San Siro. Da questi Giochi, entrambe si aspettano «entusiasmo, partecipazione, divertimento». Sperano di riuscire a mostrare al mondo quanto sono fiere di queste Olimpiadi invernali. «Perché quando si dà tutto per costruire qualcosa, i risultati arrivano».

Un articolo di

Francesco Berlucchi

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