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Carolina Kostner, il coraggio di fare quel passo nel vuoto che ti cambia la vita

21 ottobre 2026

Carolina Kostner, il coraggio di fare quel passo nel vuoto che ti cambia la vita

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Il coraggio di fare un salto nel vuoto, perché la vita ci sorprende quando meno ce lo aspettiamo. Sognare, senza mai cominciare davvero a vivere, è più facile. Ma anche meno soddisfacente, meno divertente, meno utile. Meglio allora lottare per raggiungere il traguardo. E accorgersi, una volta ottenuta la meta, che questa è soltanto una tappa del percorso. Il momento che segna un nuovo inizio, e ci aiuta a capire chi vogliamo diventare.

C’è tanta vita nelle parole di Carolina Kostner. Un grande regalo, la sua presenza, voluto dal professor Alberto Banfi per le studentesse e gli studenti della Facoltà di Scienze bancarie, finanziarie e assicurative che si sono laureati nell’ultima sessione da lui presieduta. «La laurea è come una medaglia alle Olimpiadi» racconta la campionessa mondiale ed europea di pattinaggio artistico sul ghiaccio, che la medaglia olimpica l’ha vinta a Soči 2014.

Un articolo di

Francesco Berlucchi

Francesco Berlucchi

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«Dopo tanti anni di allenamenti, rinunce, fallimenti, di momenti in cui ti sei rialzato dopo una caduta, puoi finalmente salire sul podio» racconta. «Ma la medaglia lascia dentro di te un vuoto. Non sai quale sarà il prossimo passo, e devi trovare un’altra volta il coraggio di andare oltre». L’altro rischio, secondo Kostner, è «continuare a sognare senza mai cominciare, così è impossibile fallire. Auguro agli studenti di farlo, quel passo nel vuoto. Vederli dal palco di questa aula magna, così felici, è stato molto emozionante. Terrò nel cuore questo momento».

Carolina è fonte di ispirazione, con quell’eleganza che non ha bisogno dell’enfasi per entrare nel cuore di chi ascolta. «Non c’è un momento in cui ho capito che il pattinaggio artistico sarebbe stata la mia vita. Mi rendeva felice scivolare sul ghiaccio, a me bastava questo. Mi piaceva sfidarmi, imparare a fare cose sempre più difficili».

Poi sono arrivate le vittorie. Campionessa italiana, nel 2003 la prima volta, e altre otto. Cinque volte campionessa europea in sette anni. E campionessa del mondo, nel 2012, dopo l’argento del 2008. «Nel momento in cui ho messo la medaglia al collo, mi aspettavo di sentirmi trasformata. Ma ho capito immediatamente che il cambiamento era già avvenuto, è stato il viaggio a rendere tutto così prezioso. A volte ci lamentiamo, ci sentiamo vittime della stanchezza e della fatica. Ma anche questi momenti sono importanti nel capire chi vogliamo diventare, e chi vogliamo ispirare». Perché, come dice Carolina, una volta finito lo sport, subentra la vita. E serve il coraggio di fare un balzo nel vuoto, per lasciarsi sorprendere.

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