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La letteratura esce dall’aula e va in scena: gli studenti di Scienze linguistiche alla Scala

21 ottobre 2026

La letteratura esce dall’aula e va in scena: gli studenti di Scienze linguistiche alla Scala

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Organizzare attività fuori dalle aule universitarie è fondamentale e strategico per una Facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere. Ogni esperienza “extra didattica” trasforma la conoscenza linguistica da nozione teorica a competenza vissuta. Lo studio di una lingua, della sua storia, dei suoi autori, infatti, non può limitarsi alla teoria grammaticale o alla letteratura appresa sui libri: la lingua è un organismo vivo che si nutre di interazione, cultura e contesto reale. Una lingua non esiste senza la sua cultura.

È per questo che ogni esperienza e attività esterna alla didattica in aula permette agli studenti di comprendere meglio il pensiero e le opere di grandi scrittori, compositori, artisti, così come le sfumature culturali, accenti e stili comunicativi differenti. Tutto questo per circa 30 studenti dei corsi di laurea triennale e magistrale della Facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere dell’Università Cattolica del Sacro Cuore è stato possibile, lo scorso 14 ottobre, quando – accompagnati da docenti, tutor e dottorandi - hanno assistito a una interessante “prova lavoro” del Faust di Gounod al Teatro alla Scala di Milano.

«Per il  mio gruppo di studenti, formato da matricole appena entrate nel mondo universitario, iscritte al mio corso su Goethe e sul Faust, seguire le prove del Faust di Gounod al Teatro alla Scala è stata, sicuramente, un’opportunità straordinaria per capire innanzitutto che la grande letteratura non ha confini né geografici, né artistici – ha affermato la professoressa Lucia Mor, docente di Letteratura tedesca -; e poi per comprendere che i capolavori della Weltliteratur (letteratura universale) come la chiamava Goethe, non sono un arido oggetto di studio relegato nelle aule universitarie, bensì una forza viva, capace di parlare sempre a chiunque».

A queste parole fanno eco quelle di Alberto Migliorino, iscritto al secondo anno della laurea magistrale in Lingue, letterature e culture d’Europa e d’America: «Da studente appassionato di letteratura tedesca e di teatro, posso solo sottolineare come questa occasione sia stata un modo concreto di capire che la letteratura non è solo nei libri, bensì vive nel mondo e lo anima: Faust non è più un nome di cinque lettere stampato su una pagina, ma prende vita davanti a noi e riesce ad arrivare ancora più efficacemente a ognuno. La specificità dei corsi di Letteratura in Università Cattolica d’altronde è un po’ questa: non solo formare persone esperte in ambito letterario, bensì mostrare come la letteratura sia in realtà qualcosa di vivo e che ci riguarda tutti, e il teatro altro non è se non una delle prove più evidenti di ciò». Alberto che da questo anno accademico è anche Tutor di gruppo - si occupa in pratica dell’accoglienza e dell’accompagnamento delle studentesse e degli studenti della laurea triennale in Scienze linguistiche - alle matricole che segue dice sempre che cerca «di far capire che la Facoltà di Scienze linguistiche offre molto di più di semplici corsi da seguire, e la possibilità di poter andare alla Scala ne è stata un grande esempio».

Per Alberto, diventare Tutor, è stata una scelta presa a partire dal senso di gratitudine nei confronti dell’Università Cattolica: «Mi sono sempre sentito parte di un ambiente dove potermi mettere in gioco, lavorare sulle mie passioni, dove poter crescere culturalmente e personalmente ma, soprattutto, dove non mi sono mai sentito abbandonato a me stesso, bensì accompagnato e supportato sia da tutte le persone che ho conosciuto e che ora posso chiamare amici, ma anche dagli stessi docenti». E proprio per questo Alberto ha scelto il tutoraggio, per ricambiare l’attenzione che l’Università ha sempre avuto per lui. Un’ attenzione che può essere il consiglio per il piano di studi da presentare, così come quello di cogliere al volo l’opportunità preziosa di andare a teatro a seguire le prove di un’opera lirica.

Entusiasmante, sorprendente, coinvolgente, sono state infatti tra le parole più frequenti nei commenti delle studentesse e degli studenti della Facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere che hanno assistito alla prova del terzo, quarto e quinto atto del Faust di Gounod, dove l’atmosfera è stata quella di un “cantiere” in fermento. Gli studenti hanno potuto vedere da vicino il così detto “dietro le quinte”, l’impegno di tutti i tecnici – dagli addetti alle luci, agli scenografi, ai costumisti - così come la concentrazione del direttore d’orchestra Daniele Rustioni, ritornato alla Scala, dopo oltre undici anni di assenza, con il Faust che è tra le opere più rappresentate al mondo.

Un articolo di

Graziana Gabbianelli

Graziana Gabbianelli

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Per alcuni studenti della Cattolica si è trattato del primo ingresso nel tempio scaligero della lirica e per loro l’impatto emotivo è stato davvero forte, ma per tutti i ragazzi presenti – dalla matricola al dottorando - è stata una grande emozione: salire i gradini e affacciarsi nel ferro di cavallo rosso e oro dei palchi sicuramente colpisce sempre. I lampadari imponenti, il velluto, il silenzio che scende improvviso prima delle note dell'orchestra fanno entrare in una particolare dimensione, facendo quasi dimenticare, come per magia, tutto quello che c’è fuori. In pochi minuti la musica arriva chiara e potente, e con il canto e la recitazione degli artisti, unita all’ energia del direttore d’orchestra, avvolge armonicamente l’intero teatro, rendendo tutto l’insieme «molto emozionante a livello multisensoriale» come ha commentato Daniele Clerici, laureando della magistrale in Filologia moderna, osservando come «ogni gestualità che avviene in scena si intreccia con la musica e il tutto diviene strumento di veicolo del messaggio». Sostanzialmente l’insieme armonioso di tutto quello che avviene sul palco, accompagnato e sorretto dalla musica, fa superare la barriera linguistica, in questo caso il francese - essendo il Faust di Charles Gounod – e «tutto quello che non si comprende nel canto, nel parlato, lo si capisce grazie alla musica che esalta, evoca, suggerisce» come sintetizza Simone Molteni, matricola del corso di laurea in Lingue comunicazione media e culture digitali.

Un’opera lirica racconta valori, costumi, tipicità di un’epoca e di un paese, e aiuta a comprendere il contesto storico e sociale in cui la lingua è nata ed è stata usata. Ascoltare le parole accompagnate dalla musica, dai gesti e dalla scenografia, aiuta pertanto a cogliere sfumature che la lettura di un testo di un autore, talvolta, non restituisce: il tono di una battuta, il peso di un silenzio, la forza di un’espressione. Assistere a un’opera dal vivo permette di toccare quindi con mano ciò che si è studiato: i personaggi smettono di essere nomi su una pagina e diventano voci e volti.

È per questo che assistere a uno spettacolo a teatro, o anche guardare un film in lingua originale, sono attività extra didattiche che la Facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere della Cattolica ritiene utili e promuove per la formazione dei propri studenti: unire lo studio a un’esperienza estetica ed emotiva rende l’apprendimento sicuramente più piacevole e duraturo. Senza dimenticare che condividere esperienze ed emozioni culturali genera un senso di condivisione e appartenenza, rafforzando il legame tra compagni di corso e tra studenti e docenti.

Pienamente convinta e sostenitrice di tutto ciò è Maria Lipari - dottoressa di ricerca in Scienze linguistiche e letterarie – che in qualità di tutor della Facoltà di Scienze linguistiche presso il campus di Brescia dell’Università Cattolica, e soprattutto di docente - avendo già vinto il concorso per l’abilitazione all’insegnamento nella scuola secondaria grazie «all’eccellente preparazione e completa formazione ricevuta in Cattolica» come lei ci tiene a sottolineare – ritiene che le esperienze extra didattiche non siano un semplice “di più” rispetto alla scuola, ma “una importante integrazione con la didattica” fin dalle medie «per imparare una lingua straniera e accostarsi meglio al contesto culturale e letterario di appartenenza di tale lingua nuova».

L’aver potuto assistere alle prove del Faust alla Scala non è stata, né resterà, una “occasione eccezionale” per gli studenti della Facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere della Cattolica, in quanto i professori continueranno a proporre incontri con il teatro, il cinema e l’arte, perché le lingue e le letterature non siano solo materie di studio, ma un patrimonio culturale da vivere.

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