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Con Gigi Datome e Marco Parolo sono “Parole in libertà. O quasi”

01 marzo 2024

Con Gigi Datome e Marco Parolo sono “Parole in libertà. O quasi”

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Dal calcio al basket, dal campionato dominato dall’Inter di Simone Inzaghi all’NBA di LeBron James e Luka Doncic. Due mondi molto più distanti di quanto l’Oceano Atlantico faccia immaginare. Ruotando il mappamondo, appare addirittura banale la mancanza di proporzioni tra l’indebitamento lordo da 4,6 miliardi di euro dei club di Serie A e l'ecosistema dorato dell’NBA, che genera quasi 11 miliardi di dollari di entrate. Allora è meglio fermarlo, il mappamondo, e puntare il dito su un punto da cui partire. Al master Comunicare lo Sport hanno scelto di analizzare come cambia la comunicazione degli atleti tra il calcio italiano e il campionato di pallacanestro più importante del mondo. Un'idea che è diventata realtà grazie alla collaborazione con Cronache di Spogliatoio, la testata giornalistica nata su Instagram con l’obiettivo di sviluppare il modo di fare informazione sportiva sui social.

«Negli Stati Uniti sono bravissimi a vendere il prodotto» racconta Gigi Datome, ex giocatore di Detroit Pistons e Boston Celtics in NBA, ma anche di Fenerbahçe e Olimpia Milano, la società di cui oggi è ambassador. «Se sei un atleta, in America i giornalisti sono una parte del tuo mondo. Uno scompartimento dell’aereo privato è dedicato a loro, fanno parte della tua vita. In Italia, al contrario, prevale la volontà di controllare l'incontrollabile». La distanza, dunque, va ben oltre i confini geografici ed economici, è piuttosto «una questione culturale, storica, di mentalità» spiega Marco Parolo, ex centrocampista della Nazionale e di Parma e Lazio, opinionista e commentatore tecnico di DAZN.


Secondo Parolo, per un calciatore oggi la comunicazione ha «la stessa importanza» di un allenamento fatto bene. I social media hanno cambiato le regole del gioco e lui, confessa, non sa se il pubblico è pronto a ricevere la massima sincerità. «Ho cercato di portare in televisione quello che si faceva e si diceva nello spogliatoio» racconta il talent di DAZN. «Mi piace trasmettere un modo meno artefatto e più naturale di vedere il calcio». La comunicazione, del resto, è il veicolo per «dare valore al proprio brand» commenta Datome. «Non è facile rendersi interessanti ai giovani di oggi. Ma ho imparato tante cose attraverso lo sport e mi piace condividerle con chi è curioso».

All’incontro "Parole in libertà. O quasi. La comunicazione degli atleti tra Italia e USA: NBA e Serie A a confronto" moderato da Emanuele Corazzi, direttore di Cronache di Spogliatoio, alumnus dell’Università Cattolica e docente del master, hanno partecipato Alessandro Mamoli, telecronista Sky Sport NBA, Gianluca Fraula, founder di Cronache di Basket e Federica Costa, avvocato, esperta di contratti sportivi. «È stato davvero bello tornare nell’aula Sant’Agostino esattamente dieci anni dopo un altro incontro organizzato insieme a Emanuele, con Hernan Crespo e Leo Di Bello, nell’ambito della Winter School che avevamo ideato con Massimo Corcione» racconta Paola Abbiezzi, direttrice didattica del master dell’Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo (Almed) e membro di Cattolicaper lo Sport. «Il master Comunicare lo Sport rappresenta l’evoluzione di quel percorso, e ci è parsa l’occasione perfetta per consegnare i diplomi agli studenti della sesta edizione».

Un articolo di

Francesco Berlucchi

Francesco Berlucchi

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