NEWS | L'intervento

Donne che hanno varcato la soglia della democrazia e delle libertà

27 maggio 2026

Donne che hanno varcato la soglia della democrazia e delle libertà

Condividi su:

Intitolare a Laura Bianchini la altrimenti anonima Aula 4 del campus bresciano di via Garzetta, come l’Università Cattolica, è un gesto che va al di là di ogni retorica celebrativa e rende omaggio alla straordinaria stagione di partecipazione politica delle donne che nel 2 giugno del 1946 trova un capitolo importantissimo: il primo voto politico.

Ma per le donne tutto era cominciato prima. Non con il decreto Bonomi, che il 1° febbraio del 1945 aveva riconosciuto il suffragio universale anche femminile; e nemmeno con l’altro decreto che, qualche settimana dopo aveva precisato che le donne avrebbero anche potuto essere elette, oltre che eleggere (ebbene sì, se ne erano dimenticati).

Era iniziato l’8 settembre del 1943, quando è cominciata la Resistenza.

Le donne c’erano, fin da subito, in ogni settore e svolgendo ogni ruolo, da quelli armati, a quelli di collegamento, a quelli di cura, di disturbo del nemico o sabotaggio. C’erano e non per caso, ma per scelta. C’erano perché era la cosa giusta da fare, come dissero poi molte di loro. Per militanza politica, oppure perché erano stanche della guerra, disgustate dalla violenza fascista e decise a opporsi come potevano al nemico. C’erano per amore: della patria libera e indipendente, o di un fidanzato, di un fratello, di un padre. E c’erano anche per sé stesse: per sfuggire al patriarcato e a quell’immagine tradizionale della donna che il fascismo aveva reso ancora più muta, e fare finalmente esercizio di libertà di scelta, di azione, di coscienza; per cimentarsi con una responsabilità civile; ciascuna per scoprire se davvero «sarò buona a farlo», come continuamente si chiede la protagonista di quello straordinario romanzo che è L’Agnese va a morire (1949).

A ritenerle non buone abbastanza per quel primo voto erano per altro in molti e tra battute e barzellette, toccava anche leggere sui quotidiani nazionali, che «queste elettrici si [erano] trovate la pappa scodellata», «senza aver fatto nulla o ben poco per ottenerlo». Ma quando finalmente il giorno della votazione è arrivato, a votare vanno in 24.947.187, di cui 12.998.131 sono donne.

Le sezioni elettorali aprirono alle 6 del mattino e chiusero alle 22. Nelle grandi città si sarebbe votato anche il giorno dopo fino a mezzogiorno (“C’è ancora domani”, come nel film di Paola Cortellesi). In molti seggi, in molte parti d’Italia, la gente si mette in fila fin dalle 4.30 del mattino.

E se ci chiediamo perché, dobbiamo ricordare che le italiane erano abituate a fare un altro genere di fila, fuori dai negozi con la tessera annonaria in mano, ore e ore di fila, per qualche etto di farina, un po’ di zucchero, due uova o niente del tutto, se non andavi presto… E così il 2 giugno gli era sembrato di dover fare la stessa cosa. Non sapevano, non osavano pensare, che questa era una fila diversa, per quanto lunga fosse stata, alla fine ci sarebbe stato qualcosa per tutte e tutti: due schede, una matita e due urne in cui sistemare il primo atto politico di quella tanto attesa libertà che prometteva di non finire più.

E anche così, ci sembrano inutilmente sentimentali le parole di quelle che donne che descrivono le schede elettorali strette tra le mani “come biglietti d’amore”.

Ma Emily Dickinson, una grande poetessa statunitense dell’Ottocento, ha scritto che solo chi è costretto a guardare dalle finestre le tavole imbandite nelle case dei ricchi o da fuori le vetrine dei negozi senza poter entrare sa che cosa è la fame, e che varcare le soglie di quelle case e di quei negozi e assaggiare quelle cose prima viste solo da lontano fa passare la fame, sì, ma disperde il desiderio.

Ecco, oggi noi tutte e tutti, godiamo della democrazia e delle libertà anche grazie a quelle donne affamate che stavano per varcare la soglia, e che l’hanno varcata a fronte alta.

Un articolo di

Chiara Continisio

Chiara Continisio

Docente di Storia del pensiero politico - Università Cattolica

Condividi su:

Newsletter

Scegli che cosa ti interessa
e resta aggiornato

Iscriviti