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Giustificazione, giustizia e dignità: per un dialogo tra teologia, diritto, filosofia

16 febbraio 2026

Giustificazione, giustizia e dignità: per un dialogo tra teologia, diritto, filosofia

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Un momento di confronto interdisciplinare onde favorire il dialogo tra teologia, diritto e filosofia. È stato questo lo spirito che giovedì 29 gennaio, nella sede milanese dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, ha animato il convegno dal titolo Giustificazione, giustizia e dignità. Per un dialogo tra teologia, diritto e filosofia, promosso dalla Facoltà di Giurisprudenza e dal Dipartimento di Scienze Giuridiche e in collaborazione con molti soggetti istituzionali (Pontificia Accademia di Teologia, Curia vescovile di Milano, collegio dei docenti di Teologia dell’Università Cattolica, Società Italiana di Filosofia del diritto, Rete dei cenacoli rosminiani, Fondazione “San Carlo” di Modena, Facoltà Teologia dell’Italia settentrionale e Università del Piemonte Orientale).

Collocandosi nel solco di analoghe iniziative risalenti, la giornata di studi si è inserita, altresì, nel quadro dell’attenzione posta dall’Ateneo per la relazione tra saperi come momento qualificante del piano strategico anche in vista dell’istituzione della “Scuola di integrazione dei saperi”, nonché nel contesto della riflessione in atto nella Società Italiana di Filosofia del diritto circa l’apporto cruciale della dimensione speculativa e teologica in ordine alla concettualizzazione del giuridico. 

Assunte come coordinate della riflessione le categorie di giustificazione, giustizia e dignità, volutamente giocate nella loro circolarità e polifonia concettuale, si è provato a sondare la plausibilità di temi e argomenti per istituire (melius re-istituire) un dialogo tra ragione teologica, diritto e postura speculativa. A fronte dell’opacità che sembra connotare tale plesso tematico, che rende le predette categorie quasi incommensurabili, a ben vedere forse si tratta solo di riattivare una “tradizione” di pensiero. Se, come insegna H. G. Gadamer, ogni tradizione va sempre ripensata, in epoca di secolarizzazione a livello di riflessione teologica così come nel dibattito filosofico-giuridico non mancano semi da rivitalizzare, in ordine alla maturazione di un paradigma giuridico integrato e aperto al dialogo tra saperi superando alcuni unilateralismi del secolo scorso.      

Di qui la struttura della giornata di studi. Dopo l’introduzione di Giovanni Bombelli (Università Cattolica), che ha promosso l’iniziativa, la riflessione offerta nella sessione mattutina Dalla giustificazione alla giustizia: lo sguardo teologico e filosofico-giuridico (presieduta da don Roberto Maier, coordinatore dei docenti di Teologia) è andata snodandosi attraverso gli interventi di monsignor Antonio Staglianò (Pontificia Accademia di Teologia) intorno alle radici trinitarie di un diritto “giusto” e di Francesca Peruzzotti (Università Cattolica) circa la giustificazione come dispositivo di senso che rende intelligibile il binomio colpa-responsabilità e la strutturazione giuridica del nesso riparazione-pena-riconciliazione. Dal canto suo Giampaolo Azzoni (Università di Pavia) si è soffermato sulla nozione di “giustificazione forense” e la continuità-discontinuità tra il lessico della giustificazione legato alla pratica giudiziaria e quello sotteso al discorso teologico, mentre Paolo Heritier (Università del Piemonte Orientale) e Fernando Bellelli (Università di Modena e Reggio Emilia) hanno approfondito l’idea di svolta affettiva e il corollario amartiologico a partire da Vico e Rosmini intrecciando teodicea e teoria delle passioni con le proiezioni in tema di responsabilità e in chiave antropologico-giuridica. Temi complessi e ripresi nel dibattito, ove è emersa l’idea della giustificazione come pratica di esplicitazione del criterio funzionale alla distinzione tra mera decisione e decisione “ragionata”.

La densa mattinata ha rappresentato la premessa per i sondaggi giuridici proposti nella sessione pomeridiana Sul problema del ‘giusto’ e della dignità: sondaggi giuridici. Presieduto da Alberto Scerbo (Università di Catanzaro), questo secondo momento è stato aperto da Roberto Isotton (Università Cattolica) che ha tratteggiato le linee storico-concettuali e talune implicazioni dogmatiche del complesso circuito Cristianesimo-secolarizzazione-diritti umani, evidenziando tensioni genealogiche e problemi di traduzione nel linguaggio pubblico con particolare riferimento alla tenuta in chiave universalistica di categorie connesse a contesti storici determinati. Su questa linea, Luciano Eusebi (Università Cattolica) ha ragionato sul continuum tra giudizio e giustificazione, focalizzandosi sul rapporto tra decisione, ragione pubblica e legittimazione, nonché interrogandosi sui criteri alla luce dei quali la giustizia può pensarsi come pratica istituzionale controllabile onde scongiurare esiti autoritativi. Una parabola teorica approfondita da Andrea Nicolussi (Università Cattolica) che, rimarcando il nesso tra dignità umana e diritto, ha tematizzato la dignità in termini di criterio ordinante sia sul piano dogmatico sia in relazione al Law in action come paradigmaticamente attestato dalla vicenda storica novecentesca. 

Dopo il dibattito, non poteva mancare un momento di verifica nella carne viva dell’esperienza giuridica, con particolare attenzione all’universo della pena e del carcere, cui è stata riservata la tavola rotonda finale moderata da Arianna Visconti (Università Cattolica) e animata da Nicola Mazzamuto (Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Palermo), Antonella Calcaterra (Avvocato del Foro di Milano) e Guido Chiaretti (Presidente dell’Associazione Sesta Opera San Fedele).
Concludendo i lavori, don Stefano Alberto (Università Cattolica) ha ricondotto gli snodi tematici via via emersi a un quadro unitario, ribadendo la fecondità di un confronto che, rispettando le competenze, consenta di rendere comunicabili le ragioni di saperi differenti. 

Un percorso teoreticamente ricco e promettente. La giornata milanese, dunque, non rappresenta un approdo, bensì un “cantiere aperto” a nuovi dissodamenti orientata a una “giustificazione giusta” della dignità nello spirito della Dichiarazione Dignitas infinita di Papa Francesco. 

Un articolo di

Giacomo Cipriani Dottorando di ricerca in Filosofia del diritto

Giacomo Cipriani Dottorando di ricerca in Filosofia del diritto

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