Sessanta, 120, 155. Sono le percentuali del valore medio del rapporto debito pubblico/Pil calcolato in Italia rispettivamente negli anni 1980, 2000, 2020. Tre numeri che la dicono lunga sul continuo incremento fatto registrare negli ultimi decenni nel nostro Paese. Come si è potuto accumulare un debito di oltre 2.700 miliardi? E quali conseguenze ha sul funzionamento dell’economia? A rispondere a queste domande sono gli economisti dell’Università Cattolica Massimo Bordignon e Gilberto Turati, autori del recente volume “Debito pubblico. Come ci siamo arrivati e come sopravvivergli”, pubblicato dalla casa editrice Vita e Pensiero nell’ambito della nuova collana “La piccola biblioteca per un paese normale”.
«Cercare di capire come mai viviamo una condizione di questo tipo è una domanda che nel nostro Paese ci continuiamo a porre da tanti troppi anni», ha esordito Marco Lossani, docente di Economia internazionale in Cattolica, introducendo l’incontro di mercoledì 6 aprile, promosso dall’Associazione per lo Sviluppo degli Studi di Banca e Borsa (ASSBB) e dedicato alla presentazione del libro. «Dal momento che non abbiamo ancora trovato risposte concrete per risolvere il problema, discuterne ancora oggi è utile e importante anche perché nessuno si aspettava lo scoppio né di una pandemia né di un conflitto, con tutte le conseguenze che ne possono derivare sull’andamento dei saldi di finanza pubblica», ha continuato il professor Lossani.
Eppure, «è molto difficile spiegare agli italiani cos’è il debito», ha precisato Massimo Bordignon, attualmente Consigliere economico di Mario Draghi e membro del Comitato consultivo europeo per le finanze pubbliche. «Come si fa a concepire un debito di 2.700 miliardi quando il reddito medio annuo degli italiani è di 22mila euro? E, poi, debito di chi e nei confronti di chi? Perché dovremmo occuparcene e preoccuparcene?», si è chiesto l’economista.
Alcune risposte a queste domande si trovano nel libro: un testo divulgativo che, con l’abc dell'economia, un po’ di storia e alcune simulazioni, offre interessanti chiavi di lettura su un tema «tanto esplorato» ma ancora privo di soluzioni. Diviso in tre parti, nella prima il volume spiega cos’è il debito, chi lo possiede, come evolve, se è più o meno sostenibile. La seconda parte, invece, racconta come ci siamo arrivati: un excursus storico attraverso l’Italia Monarchica, Repubblicana, degli anni Ottanta, fino ad arrivare all’ingresso nell’euro e ai giorni nostri. «L’esplosione vera del debito arriva negli anni Ottanta: da allora non siamo riusciti a tornare più indietro per tutta una serie di ragioni, prima fra tutte l’incapacità della classe politica di controllare l’evoluzione delle finanze pubbliche», ha commentato Bordignon.