C’è un filo sottile, ma tenace, che attraversa il tempo e lega la comunità di Asiago alla terra, alla fede e alla memoria. È il filo della Grande Rogazione, il tradizionale “Giro del mondo”, che ogni anno percorre strade, sentieri e prati dell’Altopiano, per 33 chilometri, portando con sé il respiro di una tradizione antica capace ancora oggi di accogliere anche chi sceglie di mettersi in cammino.
Il gruppo TrekUniCatt, accolto con semplicità e familiarità nella Casa Filippo Franceschi dell’Azione Cattolica di Padova, ha preso parte a questa iniziativa, nel sabato che precede la Solennità dell’Ascensione. La proposta, promossa dal Centro Pastorale dell’Università Cattolica, ha unito un gruppo di circa venti persone, diverse per età, professioni e percorsi di vita, ma unite dal desiderio di vivere un’esperienza comunitaria autentica, condividendo la fatica del cammino e affidandola con gratitudine.
La memoria vive anche nella fedeltà ai gesti tramandati, per questo il cammino segue da secoli lo stesso percorso e le stesse tappe. Zaino in spalla e volti ancora assonnati, all’alba ci si ritrova nella piazza antistante il Duomo di Asiago. Alle sei, il suono delle campane accompagna l’innalzarsi dello Stendardo rosso con la croce bianca che guiderà il pellegrinaggio. Nessuno può stare davanti allo stendardo ma nessuno viene lasciato indietro: chi rallenta viene atteso e chi arriva da lontano trova compagni pronti a condividere la strada.
Il primo momento comunitario è la celebrazione della Santa Messa al Lazzaretto, seguita dal tradizionale scambio di uova sode dipinte a mano. Poi il cammino riprende accompagnato dalle antiche Litanie in cimbro, intonate dai cori che danno nuovo vigore ai passi, soprattutto nell’affrontare la salita al Monte Bi.
I dieci archi eretti lungo il cammino, i capitelli e le croci raccontano lo spirito della Rogazione, testimoni di una fede semplice e profonda, custodiscono storie diverse che affidano a quei segni dolore, speranza, gratitudine e memoria.
Dopo tredici ore, scandite da soste e momenti comunitari, cori e pellegrini si ritrovano nuovamente al Duomo di Asiago per la benedizione solenne. Sul sagrato del Duomo, si incontrano un sorriso stanco, un abbraccio commosso, una pacca sulla spalla, il fisico provato da una sana fatica ma, soprattutto, il cuore pieno e leggero dei nostri pellegrini.
Il cammino ricorda che la comunità nasce davvero quando si sceglie di procedere insieme, rispettando il ritmo di passi diversi dai nostri e lasciandosi trasformare dalla strada condivisa.
Il tempo trascorso si è rivelato un piccolo rifugio di fede e di bellezza per noi pellegrini di speranza. Un’esperienza di intensa partecipazione collettiva, in cui tutto sembra ritrovare il proprio significato più autentico: in una memoria viva che continua a camminare; in un invito ad ascoltare e custodire le storie di chi, da ogni parte del mondo, ci procede accanto; nella serena fiducia di una stretta di mano tesa a supporto che riflette l’abbraccio della gente alla propria terra e celebra, insieme, la rinascita e il rifiorire della vita e dei cuori.
La mattina di domenica, celebrata la Messa dell’Ascensione nella piccola cappella di Casa Franceschi in un clima di intimità e di risonanza, i pellegrini di TrekUniCatt hanno fatto ritorno a Milano, non senza prima aver vissuto un momento di convivialità in un agriturismo dell’Altipiano. Si conclude così, o forse inizia, il Giro del mondo.