Venti ragazzi. Una casa di comunità. Due assistenti pastorali. Una sessione di esami da sostenere. Testimonianze e ospiti con cui dialogare. Sono gli ingredienti della settimana di convivenza Studio & Fraternità organizzata dal Centro Pastorale della sede, giunta alla sua sesta edizione e svoltasi a Brescia tra il 2 e il 6 febbraio. Anche quest’anno un’occasione preziosa per studenti di tutte le facoltà per combattere l’auto-reclusione della sessione e maturare insieme, vivendo momenti di convivialità e di spiritualità.
Gli studenti, con gli assistenti spirituali della sede di Brescia, don Mauro e suor Marta, sono stati ospitati presso la Comunità Incontro delle suore Ancelle della Carità poco lontana dal campus di via Garzetta, e insieme hanno condiviso la preparazione agli esami, giochi e momenti di preghiera facoltativi, ma anche la gestione dei pasti. Tra le diverse occasioni di incontro che hanno animato la convivenza c’è stata la visita dei professori Maria Pia Pattoni, docente di Letteratura greca, e Marco Degiovanni, già docente di Analisi matematica - racconta Luca Paoletti,rappresentante studenti Lettere e Filosofia). Coppia nella vita, hanno raccontato le difficoltà e le soddisfazioni del loro ricco percorso accademico, dalla frequentazione della Normale di Pisa e poi in gran parte svolto nella sede bresciana della Cattolica, un intreccio di vita, fede e studio. Inoltre, gli studenti sono stati accolti dalla comunità delle Suore Operaie di Passirano (la comunità dove abita suor Marta), trascorrendo una serata tra giochi, riflessioni e conoscendo l’esperienza di alcune giovani che vivono lì come aspiranti, postulanti o semplicemente per un periodo di discernimento».
«L’obiettivo delle settimane di Studio & Fraternità è quello di permettere agli studenti di vivere l’esperienza dell’Università Cattolica in maniera globale, costruendo relazioni e amicizie, sentendosi a casa, oltre il mordi-e-fuggi del seguire le lezioni e fare esami - spiega don Mauro. Inoltre, fare incontrare studenti di corsi diversi e ascoltare le condivisioni di vita di alcuni docenti o del personale crea un senso comune di appartenenza, all’Università come “universitas” cioè comunità di docenti e studenti, ma anche alla Chiesa come comunità di figli di Dio e fratelli. Cucinare e lavare i piatti insieme fa scoprire gli aspetti più veri e quotidiani di ciascuno, fa emergere le capacità, potenzialità nascoste e i limiti, che in un contesto di amicizia possono essere valorizzati o corretti. La preghiera e la celebrazione della Messa hanno sempre uno spazio nella giornata, non sono mai imposte, ma proposte, dicono la nostra identità di università Cattolica e ricordano concretamente come oltre allo studio e al superamento degli esami c’è nella vita molto altro da vivere e scoprire per rispondere alla chiamata del Padre a fare della propria vita un dono per il bene di tutti: nella diversità degli studi e degli interessi tutto è unito all’offerta di Cristo e dato a Dio nella preghiera e nella messa. Non tutto funziona sempre alla perfezione, ma se si riesce a creare un clima positivo di accoglienza e condivisione nascono sempre cose buone».
Al termine della settimana si è tenuto un momento di riflessione sull’esperienza vissuta ed è chiaramente emerso il valore di questa iniziativa e la bellezza di condividere con altri studenti un momento faticoso e certo non semplice come la sessione.