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Il premio Palmes Académiques ai professori Sara Cigada e Davide Vago

01 luglio 2026

Il premio Palmes Académiques ai professori Sara Cigada e Davide Vago

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Ci sono fili invisibili che uniscono l’Italia e la Francia, capaci di farsi strada attraverso i secoli. A volte prendono la forma di antiche rotte commerciali, altre volte si nascondono nella cura millimetrica di una parola o tra le pagine di un grande romanzo. È in questo spazio di incontro, umano prima ancora che accademico, che si inserisce il conferimento delle Palmes Académiques, una delle più alte onorificenze della Repubblica Francese, consegnata il 25 giugno a Milano dal Console François Bonet a due docenti della Facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere dell’Università Cattolica: Davide Vago e Sara Cigada.

Istituito da Napoleone oltre duecento anni fa per premiare chi diffonde la lingua e la cultura francese nel mondo, il riconoscimento mantiene intatto il suo valore originario, pur declinandosi nelle urgenze del presente. «Oggi questo premio celebra la capacità di creare reti e connessioni tra diversi Paesi», spiega il professor Davide Vago. «Insegnare una lingua straniera significa aprirsi al punto di vista dell'altro. Noi abitiamo la realtà, ma abitiamo soprattutto le parole che ci aiutano a interpretarla».

Il percorso di Vago affonda le radici nella grande letteratura – a partire dal primo lavoro di dottorato in cotutela dedicato a Marcel Proust – per poi virare verso territori d'avanguardia: l’ecopoetica. «In Italia era un ambito poco sviluppato», racconta il docente. «Ho studiato il rapporto tra l'espressione letteraria e l'empatia con la natura, in particolare con il mondo animale. Una prospettiva innovativa per rispondere alla grande crisi ambientale e climatica che stiamo vivendo». Una passione, la sua, nata da una felice continuità storica tra le aule della Cattolica: «L’incontro decisivo fu quello con il professor Sergio Cigada. Mi spiegò la poesia come nessun altro prima; da quella prima lezione decisi che il francese sarebbe diventata la mia lingua d'elezione».

La seconda voce di questo riconoscimento è la professoressa Sara Cigada, che ha iniziato la sua carriera sul francese studiando le emozioni nella comunicazione politica da Robespierre a Robert Schuman. Più recentemente ha sviluppato una ricerca affascinante sulle origini del sistema bancario europeo attraverso la figura dei “mercanti banchieri” tra il XII e il XV secolo.

«Si trattava di mercanti, soprattutto di stoffe preziose, che si incontravano nelle grandi fiere francesi», spiega la professoressa Cigada, «tutti conosciamo almeno uno di questi personaggi, il padre di Francesco d’Assisi». Da questo nucleo storico, le ricerche di Cigada hanno valorizzato il francese nella sua dimensione contemporanea: «Una lingua internazionale dell’economia e della finanza».

Nel ricevere il riconoscimento, la docente ha voluto ricordare il valore umano e professionale delle relazioni costruite nel tempo: «Vorrei ringraziare in particolare l’amica Agnès Pallini-Martin, addetta alla cooperazione per la lingua francese fino al 2025. È stato un autentico piacere realizzare insieme a lei iniziative appassionanti sulla storia e sull’attualità delle relazioni commerciali tra i nostri Paesi, per i miei studenti e per i docenti delle scuole soprattutto nella sede di Brescia». Poi una riflessione più personale sul significato dell’onorificenza ricevuta: «Le Palmes sono un regalo prezioso e inaspettato, un richiamo a cercare con libertà il senso della vita, a lasciarmi coinvolgere ogni giorno nella bellezza del mio lavoro e dell’amicizia». Due percorsi diversi, uniti dalla medesima certezza: «Non si possono creare comunità umane – conclude Cigada – a prescindere dalla conoscenza delle rispettive lingue e culture».

Nell’occasione della cerimonia, la decorazione è stata conferita anche alla dottoressa Elena Gaffuri, laureata in letteratura francese all’Università Cattolica, oggi attrice.

Un articolo di

Camilla Gaia Calò e Francesca Colelli

Scuola di giornalismo

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