Una figura fondamentale di questo percorso letterario è rappresentata, negli anni Dieci del Novecento, da Lu Xun, considerato il padre della letteratura cinese moderna e tra i primi a lasciare la lingua classica per nuove forme espressive. La sua influenza attraversa il secolo: Gaia Perini ricorda infatti come Yu Hua, tra gli autori cinesi più letti in Italia, lo citi nel volume La Cina in dieci parole come chiave di lettura del paese contemporaneo. Celebrato da Mao come autore rivoluzionario, Lu Xun fu in realtà — sottolinea sempre Perini — portatore di una "modernità antimoderna", sempre critico verso propaganda e dogmi. Ed è proprio questa capacità della letteratura di sfuggire alle semplificazioni a interessare la professoressa Giunipero, che sottolinea come - leggendo Il racconto della Cina moderna - si ha davvero la possibilità di ripercorrere un cammino storico e letterario in grado di farci comprendere come la narrativa cinese «abbia la capacità di riflettere sui significati di concetti quali nazione, popolo, rivoluzione nella Cina moderna e, soprattutto, come tali significati siano cambiati nel corso di un secolo».
Sfogliando le pagine del saggio di Gaia Perini si passa i fatti attraverso la guerra sino-giapponese, che contribuì a definire il senso di nazione, e si arriva al fatidico 1° ottobre 1949 con la fondazione della Repubblica Popolare Cinese, per poi passare in rassegna le campagne di mobilitazione di massa, nei decenni del periodo maoista, che si concluse con la Rivoluzione culturale. Si arriva quindi al periodo successivo a Mao, con le riforme di Deng Xiaoping, al massacro di piazza Tian’anmen dell’89, fino al 2008.
Sono davvero molti gli autori e le opere che nel saggio di Perini sono descritti e illustrati sullo sfondo delle vicende storiche, tra i tanti la professoressa Giunipero ricorda la scrittrice Ding Ling che, come l’autore Ba Jin, «sono intellettuali ostracizzati e poi riabilitati, costretti ad autocritica ma decisi nel non rinunciare ai valori incarnati da Lu Xun».
In virtù proprio di questa varietà di autori e contesti storici affrontati, il libro è molto interessante perché mostra come la Cina, ieri come oggi, non sia mai stata un mondo a parte, ma parte integrante di dinamiche globali: «nel suo cammino tra modernità e tradizione - osserva la professoressa - ha sempre scambiato e attinto da altre realtà culturali». Una prospettiva che, conclude la docente, «dovrebbe portarci a superare almeno un po' quel senso di estraneità assoluta al mondo cinese che, non senza una certa esagerazione, serpeggia ancora tra noi europei».