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L’alleanza tra generazioni per valorizzare tutte le età della vita

29 gennaio 2026

L’alleanza tra generazioni per valorizzare tutte le età della vita

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«Nel dare avvio alla cerimonia, vorrei partire dal tema narrativo che unirà tutti i Dies Academici: l’alleanza tra generazioni. Nel campus romano si tratta di un tema di rilevanza strategica ormai da molti anni, sia nella ricerca scientifica sia nell’attività clinica, in particolare nella prospettiva di un invecchiamento attivo, inclusivo e in salute». Il rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore Elena Beccalli nel suo discorso per l’inaugurazione dell’anno accademico nella sede di Roma è entrata così nel vivo del tema. La longevità è diventata di massa. Basti pensare che i dati Istat relativi all’Italia mostrano che «già nel 2025 gli over 80 sono stati circa 4,6 milioni, un numero che ha superato quello dei bambini sotto i 10 anni. Complessivamente un saldo naturale fortemente negativo».

Nel suo discorso il rettore ha affrontato un tema cruciale, ricordando che in questi mesi l’Università Cattolica e il Policlinico Gemelli hanno lanciato rispettivi piani strategici. In particolare, «il piano industriale quadriennale del Policlinico intende consolidare il suo ruolo di grande academic hospital europeo, pur in un contesto economico complesso». L’obiettivo è realizzare un profondo lavoro interno di innovazione organizzativa e gestionale. Grazie a questo piano, «l’intento, ambizioso ma concreto, è riportare la Fondazione al pareggio economico nel biennio 2028/2029, assicurando universalità nell’accesso alle cure, elevati standard di qualità, condizioni di lavoro ottimali per il personale e di apprendimento per gli studenti» conclude il rettore.

Secondo il rettore per «restituire all’umano tutte le età della vita occorre costruire comunità capaci di sostenere l’autonomia e al tempo stesso le relazioni tra le generazioni». Parallelamente, «occorre ridefinire i sistemi di salute e di welfare, orientandoli verso modelli integrati e centrati sulla persona per rispondere ai bisogni complessi dell’età avanzata e per garantire cure adeguate. Tutto ciò necessita di una governance condivisa e multisettoriale, in cui istituzioni, università e società civile collaborino».

Il campus romano dell’Ateneo e del Policlinico «costituisce un laboratorio privilegiato in cui l’alleanza tra generazioni prende forma concreta attraverso la cura e la ricerca dedicate, insieme, agli anziani e ai neonati. Nell’approssimarsi della 48sima Giornata nazionale per la vita, incentrata sul tema “Prima i bambini”, è una gioia ricordare che l’ecosistema Gemelli è tra i principali centri nascita del paese e il primo del Lazio, con oltre 4.000 parti all’anno. È in questa feconda intersezione tra le generazioni che si radica la nostra speranza» ha concluso il rettore.

Di cure, prevenzione e centralità del Ssn ha parlato il ministro della Salute Orazio Schillaci: «L’università e la sanità condividono una responsabilità fondamentale: quella di contribuire alla costruzione di un futuro migliore. Vorrei che oggi per il SSN e il Ministero della salute, che si occupano di curare i malati, il primo obiettivo sia quello di evitare che gli italiani si ammalino. In questo scenario, in questi anni, abbiamo fatto sì che la prevenzione non fosse più la Cenerentola del servizio sanitario nazionale, ma diventasse il pilastro della sanità del terzo millennio, più moderna, che vogliamo costruire. Investire in prevenzione vuol dire salvaguardare la sostenibilità del sistema sanitario, aumentare la qualità della vita, diminuire le cronicità e renderle più facilmente gestibili».

Il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, nel suo saluto, si è rivolto all’Università Cattolica e al Policlinico Gemelli: «L’Università Cattolica del Sacro Cuore rappresenta un’eccellenza per la nostra Regione e per l’intero Paese, capace di coniugare qualità della formazione, ricerca e servizio alla comunità. Sotto la guida della Magnifica Rettrice, professoressa Elena Beccalli, l’Ateneo continua a rafforzare il proprio ruolo strategico nel sistema universitario e sanitario, in stretta sinergia con il Policlinico Universitario “Agostino Gemelli”. Una collaborazione che la Regione Lazio intende continuare a sostenere e valorizzare».

La sinergia tra Università Cattolica attraverso la Facoltà di Medicina e chirurgia e Fondazione Policlinico Gemelli Irccs è stata alla base della relazione del preside della facoltà Alessandro Sgambato. «La qualità della nostra intensa attività formativa ci ha permesso di migliorare il nostro posizionamento nei ranking internazionali portando l’Ateneo per la Medicina, al 5° posto in Italia nella classifica Times Higher Education e al 6° posto in Italia e al 170° nel mondo nel QS World University Rankings su oltre 1000 Istituzioni valutate». Nel prossimo anno accademico partirà un nuovo Corso di laurea magistrale in Psicologia clinica e della salute. Il preside, facendo eco al rettore, ha ricordato, inoltre, la figura del professor Giovanni Scambia, a cui, nel primo anniversario della sua scomparsa, è stata intitolata la biblioteca sita al Policlinico Gemelli.

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Redazione

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Del Servizio sanitario nazionale ha parlato anche il professor Silvio Garattini nella sua prolusione. «Il Servizio sanitario nazionale è un bene prezioso da preservare. La durata di vita si è allungata facendoci fare passi avanti e portandoci tra le migliori popolazioni del mondo: tuttavia ci interessa di più la qualità della vita stessa. Il SSN ci aiuta a prolungare la durata di vita, ma dobbiamo chiederci come aumentare la durata di una vita sana». Ha poi concluso il suo intervento rivolgendosi ai giovani studenti spronandoli a “essere soggetti attivi nelle Università”.

Nella sua relazione il professor Francesco Landi, Ordinario di  Medicina Interna all’Università Cattolica e direttore del Dipartimento di Scienze dell’Invecchiamento, Ortopediche e Reumatologiche del Policlinico Gemelli ha invitato a «investire in educazione, sport, formazione, ambiente, accessibilità ai servizi e agli stili di vita sani non è una scelta accessoria né contingente ma deve essere una opzione strutturale e di visione strategica per il futuro del nostro Paese. È la condizione necessaria per costruire una società capace non solo di vivere più a lungo ma di vivere meglio. In questa cornice, la longevità diventa una responsabilità collettiva che interpella le istituzioni, la comunità scientifica, il sistema sanitario, ma anche ciascuno di noi, come medici, come docenti e come ricercatori». 

Nel segno del patto tra generazioni ha chiuso la cerimonia la studentessa di Medicina Maria Chiara Di Lorenzo. «Il mio appello - ha detto - è rivolto a tutti gli studenti dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, un’istituzione, una comunità che fa della centralità della persona e della sublimazione della cultura attraverso le generazioni il proprio fondamento più profondo. Le aule non sono soltanto spazi di apprendimento, ma palcoscenici in cui la curiosità si accende, il talento fiorisce in responsabilità, e la passione si trasfigura in impegno duraturo».

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