Creatività strategica per il futuro per il 67% delle aziende editoriali, indipendentemente dal ruolo svolto; marketing e marketing digitale per il 68% e contenuti innovativi per il 62% delle imprese, seguiti da vendite, comunicazione ed eventi; integrazione dell’intelligenza artificiale nei prossimi tre anni prevista dall’82% delle imprese editoriali; 70% delle aziende in cui le donne ricoprono ruoli di coordinamento o apicali. Questi i principali esiti della “Mappa delle Professioni in Editoria” realizzata per il Salone Internazionale del Libro di Torino con la collaborazione dei Master in Editoria e ALMED – Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo e arrivata alla sua seconda edizione.
L’Università Cattolica del Sacro Cuore la presenta insieme al volume Lavorare in editoria oggi di Paola Di Giampaolo (Editrice Bibliografica), che amplia e approfondisce l’analisi del settore editoriale italiano offrendo una fotografia aggiornata delle trasformazioni in atto, delle competenze richieste, delle opportunità professionali. Due strumenti di orientamento per giovani, professionisti, aziende e mondo della formazione per favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.
La “Mappa delle Professioni in Editoria”, analizza lo stato attuale del lavoro nell’editoria libraria e individua le principali linee di tendenza, configurandosi come strumento di orientamento per chi cerca lavoro, per chi già opera nel settore, per le imprese e per le istituzioni formative. A tre anni dalla prima edizione, l’indagine si concentra su modalità di lavoro, gender gap, diffusione dello smart working, sistemi di recruiting più diffusi, competenze e soft skill maggiormente richieste per affrontare le sfide del futuro, oltre che sull’approccio delle aziende editoriali alle intelligenze artificiali.
Tra gli elementi di novità, la Mappa si distingue dalle altre rilevazioni disponibili perché indaga in modo diretto le esigenze delle imprese editoriali italiane, offrendo il punto di vista della domanda; la ricerca ha coinvolto diverse tipologie di player – editori, agenzie letterarie, service, reti promozionali e distributive, librerie fisiche e online – operanti nei diversi settori dell’editoria, ed estende l’analisi a tutti i ruoli professionali, inclusi quelli meno visibili ma oggi molto richiesti dal mercato.
I partner e le curatrici
La ricerca è stata ideata e realizzata da Area Pro e Progetto Book-Makers del Salone Internazionale del Libro di Torino, i Master in Editoria dell’Università Cattolica: “BookTelling. Comunicare e vendere contenuti editoriali”, “Children’s Books & Co. Editoria e crossmedialità”, “Professione Editoria cartacea e digitale” e ALMED Alta scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo.
Hanno curato l’indagine Paola Di Giampaolo, docente di Scenari e trend dell’editoria, project manager e responsabile contenuti e orientamento dei tre Master in Editoria diretti da Edoardo Barbieri e Luca Rivali, e di Nicoletta Vittadini, professoressa associata di Sociologia della comunicazione e Marketing digitale e Direttrice del Master in Digital Communications Specialist di ALMED.
La ricerca
Dai risultati della “Mappa delle Professioni in Editoria” emerge un settore in evoluzione, in cui la creatività si conferma la soft skill strategica per i professionisti dell’editoria secondo il 67% delle aziende, indipendentemente dal ruolo svolto, seguita dalla visione d’insieme (65%) e dalla capacità di lavorare in team (51%); marketing e marketing digitale risultano le aree più rilevanti per affrontare le sfide future per il 68% delle aziende e per il 71% delle case editrici, insieme a vendite, comunicazione ed eventi, mentre il 62% delle imprese segnala la necessità di progettare contenuti innovativi capaci di intercettare nuovi gusti e nuovi pubblici, con la redazione che resta centrale nell’editoria scolastica; l’82% delle imprese editoriali prevede l’integrazione dell’intelligenza artificiale nei prossimi tre anni, in particolare nelle attività di produzione – come scrittura e traduzione – e nell’analisi di mercato.
La Mappa evidenzia inoltre una forte varietà di player, ruoli e modalità lavorative, in grado di valorizzare persone con attitudini e formazioni diverse: accanto alle case editrici, service, agenzie letterarie e reti promozionali ampliano sempre più la gamma di servizi e attività offerte, creando opportunità professionali per profili differenti.
Il settore dell’editoria si conferma fortemente al femminile e aperto allo smart working: le donne ricoprono ruoli apicali o di coordinamento in oltre il 70% delle imprese editoriali, senza differenze significative tra piccole e grandi aziende, mentre lo smart working è adottato dall’85% delle imprese.
Dal punto di vista organizzativo, il lavoro editoriale si colloca tra internalizzazione ed esternalizzazione: sono prevalentemente interni alle imprese editoriali il management di tutte le aree, la gestione dei diritti, l’attività commerciale; la gestione comunicazione e marketing, la segreteria e le funzioni amministrative. Sono affidate spesso a freelance collaboratori esterni le professioni editoriali e redazionali più tecniche (editor, correzione di bozze, traduzione, illustrazione, grafica), attività di comunicazione (social media management e ufficio stampa). A società esterne vengono affidate soprattutto le attività di agenti (agenti, agenti promotori, scout), attività di supporto alla produzione (traduttori, illustratori, grafici e esperti audio); l’area dell’IT.
Il recruiting si conferma prevalentemente informale e basato sul networking: oltre il 50% delle selezioni avviene tramite autocandidature, contatti pregressi e passaparola; i master universitari svolgono un ruolo centrale soprattutto per le grandi e medie imprese, rispettivamente nel 78% e nel 62% dei casi, mentre cresce il ricorso ai social network professionali, utilizzati dal 25% delle aziende.
Dal punto di vista metodologico, la seconda edizione della “Mappa delle Professioni in Editoria” ha previsto analisi preliminari di ricerche italiane e internazionali e confronti con operatori del settore; il questionario è stato diffuso agli espositori 2024–2025 e alle aziende del comparto tramite associazioni, reti promozionali e canali web, con raccolta e analisi dei dati nella primavera 2025 e una prima presentazione in anteprima il 17 maggio al Salone del Libro; hanno risposto oltre 500 aziende editoriali, in prevalenza case editrici (71%), affiancate da service, agenzie, reti promozionali e librerie, per lo più realtà indipendenti (68%), con una significativa rappresentanza di aziende appartenenti a gruppi editoriali (21%) o a gruppi con attività extra-editoriali (11%).
Accanto alla “Mappa delle professioni in editoria”, il volume Lavorare in editoria oggi (Editrice Bibliografica) di Paola Di Giampaolo, estende ulteriormente lo sguardo sul settore editoriale analizzando trend, prodotti, comparti, ruoli, luoghi e modalità di lavoro, competenze e soft skill più richieste dalle aziende.
Il saggio, da poco in libreria, integra focus tematici e testimonianze di professionisti, dati, indicazioni pratiche e uno spazio online con gli aggiornamenti ed è pensato per chi vuole entrare nel mondo editoriale, per chi ci lavora, per i lettori che vogliono conoscere il dietro le quinte. «Perché l’editoria libraria – afferma l’autrice – è un mondo in continuo movimento, che affronta nuove e vecchie sfide, animato da nuovi modi di leggere, produrre, comunicare e vendere contenuti; una macchina complessa e articolata, in cui operano tanti ruoli diversi, spesso poco conosciuti. Un mondo che sta vivendo un forte ricambio generazionale, in cui creatività, visione d’insieme, desiderio di innovazione e solide conoscenze e competenze fanno la differenza».
Il volume – realizzato in collaborazione con gli allevi del Master Professione Editoria 2024-2025 – nasce dall’esperienza di oltre trent’anni di studio e racconto delle professioni editoriali e di lavoro nel settore dell’autrice, responsabile contenuti, orientamento e networking dei Master in Editoria dell’Università Cattolica e consulente di aziende e istituzioni.