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L’impegno della Cattolica per l’archeologia lombarda

28 novembre 2023

L’impegno della Cattolica per l’archeologia lombarda

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Dalla sua istituzione in Università Cattolica nel 2012, il Dipartimento di Storia, Archeologia e Storia dell'Arte ha vissuto una stagione di intensa attività, soprattutto per quanto riguarda la sezione di Archeologia. Un periodo ricco di scavi e ricerche che ha risposto a due specifiche esigenze: da un lato, l'approfondimento delle realtà storico-archeologiche dell'Italia Settentrionale, con particolare attenzione all'area lombarda; dall'altro, una proficua collaborazione con Enti Statali, sia italiani che stranieri.

La stretta connessione con il territorio lombardo è sempre stata un pilastro fondamentale della ricerca in Cattolica. Questo non solo per l'importanza intrinseca del suo ricco patrimonio archeologico, ma anche per l'impatto diretto sulla formazione degli studenti dei differenti percorsi accademici. Dalla laurea triennale in Scienze dei Beni Culturali con indirizzo archeologico, alla laurea magistrale in Archeologia e Storia dell'Arte, dalla Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici al Dottorato in Studi Umanistici, il legame con il territorio si è consolidato attraverso tesi di ricerca, attività di stage e indagini sul campo. Questo ha permesso di instaurare un rapporto privilegiato con numerosi Enti e Istituzioni locali, tra cui Soprintendenze, Musei e fondazioni private, nonché con professionisti del settore.

La Sezione di Archeologia dell'Università Cattolica si distingue per il suo ampio raggio d'azione, confermando il ruolo di primo piano che l'Ateneo ha assunto nel panorama dell'archeologia lombarda (immagine in alto). Numerose e importanti sono infatti le campagne di scavi curate, condotte e realizzate: il professor Giorgio Baratti ha guidato importanti indagini nell'area della necropoli tardo celtica di Ornavasso in provincia di Verbano-Cusio-Ossola. Altrettanto significative sono le ricerche condotte presso l'anfiteatro romano di Milano, nell'abitato romano di Casazza in provincia di Bergamo e nella villa tardo antica di Palazzo Pignano in provincia di Cremona, sotto la guida dei professori Furio Sacchi e Federica Matteoni.

L'impegno della Cattolica nell'archeologia lombarda è ulteriormente testimoniato dalle esplorazioni nei siti Unesco di Castelseprio in provincia di Varese, coordinate dai professori Caterina Giostra e Marco Sannazaro che ha curato anche le ricerche a Tor dei Pagà in Valcamonica.

Nonostante la forte vocazione territoriale, la Sezione di Archeologia dell'Università Cattolica ha sviluppato anche iniziative extraregionali, come dimostrano le esplorazioni condotte nell'etrusca Populonia sotto la guida del professor Baratti. Un esempio recente è l'accordo firmato con il Parco Archeologico dell'Appia Antica, focalizzato sullo studio dei reperti provenienti dalla Villa di Sette Bassi alle porte di Roma. Questo accordo segna il primo passo di un progetto di ampliamento delle aree di interesse archeologico per la Cattolica, nell’intento di avviare regolari campagne di scavo in questo affascinante e poco conosciuto complesso residenziale già verosimilmente nel 2024 (immagine in basso).

Veduta del sito archeologico della Villa di Sette Bassi a Roma
Veduta del sito archeologico della Villa di Sette Bassi a Roma


Sempre per il prossimo anno - nell'ambito di un progetto coordinato dalla professoressa Giostra e focalizzato sulla chiesa del SS. Salvatore a Pavia, - mausoleo dinastico longobardo del VII secolo e successivamente monastero imperiale nel X secolo - si prevede l'avvio di scavi presso il sepolcreto altomedievale circostante la basilica.

Accanto all’attività sul campo sono contemplati progetti a più ampio spettro, come “Archeologia dell’edilizia storica in provincia di Bergamo”, curato dai professori Sannazaro e Matteoni e con il sostegno della Fondazione Lemine e del BIM o gli studi interdisciplinari della professoressa Giostra sulle popolazioni barbariche nell'Italia post-classica, con innovative analisi dell'intero genoma antico per una migliore conoscenza della migrazione, integrazione e struttura sociale.

Grazie invece alla convenzione quadro recentemente sottoscritta tra Università Cattolica e Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Milano sono in corso ricerche sulle evidenze antiche presenti nell’area circostante la sede dell’Ateneo, che attualmente vedono impegnati gli archeologi del Dipartimento nel progetto di valorizzazione dei resti di un mausoleo tardoantico conservati in via S. Valeria 5 e nello studio delle risultanze degli scavi in corso nella Caserma Garibaldi.

Sul fronte delle Missioni Archeologiche Italiane all’estero - sostenute dal MAECI e caratterizzate dalla collaborazione tra diverse università italiane e Istituzioni locali - si inseriscono invece importanti lavori sul sito pluristratificato di Tas-Silġ, nell’isola di Malta, a cura della professoressa Francesca Bonzano e le prospezioni a Erimi, nell’isola di Cipro, condotte da Giorgio Baratti.

Senza dimenticare il progetto Adulis in Eritrea - responsabili scientifici i professori Sannazaro e Serena Massa - attuato, grazie alla convenzione stipulata tra l’Ateneo e il Centro Ricerche sul Deserto Orientale, per conoscere e studiare questa città portuale lungo la costa sud-occidentale del Mar Rosso, che nell’antichità fu uno dei principali scali per le rotte commerciali tra Mediterraneo e Oceano Indiano.

Nel solco di una tradizione che affonda le radici nell'ex Istituto di Archeologia e Storia dell'Arte greca e romana (nato nel 1967/68), poi diventato Istituto di Archeologia dal 1995, la Sezione di Archeologia del Dipartimento è impegnata e attiva anche nella formazione professionale. Lo dimostrano due progetti ambiziosi: ARCHEO UP/Conoscere il passato per progettare il futuro, un percorso che guida nell'avvio di imprese nel settore dei beni archeologici, e ArcheoTech: competenze tecnologiche per l’archeologia che offre competenze avanzate nel rilevamento, nella restituzione grafica digitale, nella diagnostica e nella progettazione di soluzioni sostenibili per la sistemazione e fruizione di aree archeologiche. Entrambi i progetti sono finanziati dalla Regione Lombardia nell'ambito dei POR FSE 2014/2020 Opportunità e inclusione

Un articolo di

Furio Sacchi

Furio Sacchi

Docente Archeologia Classica - Università Cattolica

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