Cosa accadeva nel mondo teatrale di Napoli tra il 1815 e il 1822? È questo il tema del progetto di ricerca “La città in scena”, sostenuto dal bando Musei, Archivi e Biblioteche 2026–2028 di Wikimedia Italia e promosso dal Sistema Bibliotecario d’Ateneo. L’iniziativa si collega all’omonimo volume di prossima pubblicazione presso LIM – Libreria Musicale Italiana ed è stata presentata, mercoledì 14 ottobre, nella sede milanese dell’Università Cattolica.
La professoressa Rosa Cafiero ha condotto l’incontro prendendo le mosse dalla vita musicale e teatrale napoletana negli anni del soggiorno di Gioachino Rossini (appunto nel 1815-1822). La cronologia che sta alla base del progetto segue quanto accadeva nei teatri maggiori e minori e negli spazi degli spettacoli effimeri: accanto alle opere, i balli, la prosa italiana e napoletana, le accademie musicali, le esibizioni di ginnasti e marionettisti. Periodici, libretti, documenti d’archivio e repertori restituiscono programmi e interpreti, insieme a notizie su appalti, chiusure e condizioni materiali degli spettacoli di cui è rimasta almeno una traccia, seppure labile.
La raccolta di notizie alla base della banca dati è frutto di circa trent’anni di ricerche di Rosa Cafiero. Una prima notizia del progetto è apparsa in «Cattolica Library».
Hanno dato il via all'incontro i saluti del professore Francesco Tedeschi, Direttore del Dipartimento di Storia, archeologia e storia dell’arte (patrocinatore dell’evento).
Luciano Scarpaci, direttore della Biblioteca e dell’Archivio storico del Conservatorio "Giovan Battista Martini" di Bologna, ha illustrato l’elaborazione della nascitura banca dati La città in scena: Napoli 1815-1822 nella presentazione intitolata «Tutto è in moto». Dalla cronologia alla base di dati, procedendo a illustrare le ragioni della trasformazione elettronica di una cronologia cartacea. Ha proseguito spiegando come una stessa giornata di spettacoli può comprendere più eventi, uno stesso artista comparire in luoghi e con funzioni differenti. Le schede collegate, in fase di creazione in ambiente Wikidata, permetteranno ricerche per data, luogo, titolo o persona. Gli esempi in OpenRefine, piattaforma utilizzata per il lavoro di back-office, hanno mostrato come avviene il controllo di nomi e varianti e, soprattutto, come si effettua la verifica delle identificazioni attraverso i repertori esterni.
Con l’intervento di Marta Crippa, direttrice della Biblioteca e dell’Archivio storico del Conservatorio «Giuseppe Verdi» di Milano, l’attenzione si è spostata sulla storia delle raccolte e sulla circolazione delle fonti musicali. Crippa ha presentato il Fondo Noseda, soffermandosi sui materiali di interesse napoletano e sulle ragioni della loro presenza nella collezione milanese. Gustavo Adolfo Noseda (1837-1866) aveva soggiornato a Napoli fra il 1859 e il 1863 per perfezionarsi con Saverio Mercadante; in quegli anni acquistò moltissime musiche e fece eseguire copie di manoscritti, riunendo il tutto in una parte tra le più rilevanti della propria raccolta, oggi al Conservatorio di Milano. La storia del fondo documenta quindi anche la circolazione delle fonti musicali fra Napoli e Milano.
Marco Chemello e Marta Erica Arosio hanno presentato l’attività di Wikimedia Italia, con brevi cenni ai progetti Wiki. Chemello ha inoltre dialogato con Scarpaci sui temi affrontati nella sua presentazione.
Le osservazioni dei relatori sono state riprese da Matteo Al Kalak, direttore di DHMoRe, Centro interdipartimentale di ricerca sulle Digital Humanities dell’Università di Modena e Reggio Emilia e professore ordinario di Storia moderna presso il medesimo ateneo. Nel discutere il rapporto fra ricerca umanistica e strumenti digitali, Al Kalak ha richiamato anche l’esperienza di Lodovico Media Library.
Paolo Sirito, capo del Servizio Biblioteca di Ateneo della sede di Milano, ha collegato i contributi alla terza missione dell’Università Cattolica e al ruolo della biblioteca nella diffusione della conoscenza.