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La fiducia nel denaro: la rocambolesca storia di John Law

26 marzo 2025

La fiducia nel denaro: la rocambolesca storia di John Law

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La “Fiducia, trama del noi” - tema di questa edizione di Soul - Festival di Spiritualità - nelle sue tante declinazioni attraversa anche il mondo del risparmio, un settore dove è fondamentale fidarsi di coloro ai quali si affidano i propri risparmi. Peraltro, non è fuori luogo parlare di fiducia e risparmio in un festival dedicato alla spiritualità, come ha dimostrato anche il dibattito svoltosi presso il Museo diocesano tra il rettore dell’Università Cattolica Elena Beccalli e il presidente di Intesa San Paolo Gian Maria Gros-Pietro sul tema “Banche fiducia e società nel tempo dell’incertezza”.

Con questa considerazione, Valeria Cantoni Mamiani, una delle promotrici del Festival, ha accolto il numeroso pubblico che nella mattinata di domenica 23 marzo ha gremito il Piccolo Teatro nel cuore di Milano, sfidando la pioggia e i limiti stradali della Stramilano, per ascoltare il monologo scritto da Monica Capuani e letto in modo appassionato dall’attore Lino Guanciale dal titolo “La fiducia nel denaro: la rocambolesca storia di John Law”, dedicato appunto a John Law (Edimburgo, 1671 – Venezia, 1729), prototipo di operatore finanziario e teorico del passaggio dalla moneta metallica a quella cartacea.

Prima della recitazione, Alberto Foà, fondatore e presidente AcomeA SGR, e Andrea Boitani, docente di Economia Politica in Università Cattolica, hanno raccontato il senso del monologo e la sua declinazione nel nostro presente in relazione al tema della fiducia.

In particolare, Alberto Foà si è soffermato sulla biografia di Law e sul contesto storico in cui si è mosso, evidenziando le motivazioni per cui andrebbe riscoperto, visto l’oblio dal quale è stato coperto (anche da economisti come John Maynard Keynes) a causa del fallimento del “Sistema di Law” da lui costruito in Francia. In ogni caso, al di là delle alterne fortune dell’uomo – passato dalla Scozia alla Francia all’Italia, incarcerato per omicidio di un rivale in amore, dedito al gioco d’azzardo, tra genio e sregolatezza – le sue teorie vanno considerate per l’originalità (e la spregiudicatezza) che hanno condotto ad un innovativo sistema economico che si svincola dalla moneta legata all’oro e all’argento per giungere ad un profilo finanziario in cui la cartolarizzazione, come si direbbe oggi, fa da perno del sistema economico-finanziario. In sintesi, per combattere la scarsità di moneta e per evitare l'instabilità del valore della moneta, caratteristiche di un sistema monetario basato sulla moneta metallica, Law propose l'introduzione della moneta cartacea che avesse una controparte adeguata: la terra o altre attività produttive. La sua modernità è proprio in una moneta corrispondente a quella che oggi usiamo, sganciata da un metallo prezioso. Oggi, infatti, l'oro e l'argento non hanno più funzione monetaria, dato che le banconote che noi usiamo sono un supporto cartaceo, peraltro oggi anche dematerializzato visto l’ampio uso di moneta elettronica.

Un articolo di

Agostino Picicco

Agostino Picicco

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«Nella Francia dei primi del Settecento le varie guerre avevano prosciugato le casse dello Stato e il Reggente di Francia Filippo d’Orleans, succeduto a Luigi XIV, in attesa che compisse la maggior età Luigi XV, nominò proprio Law ministro delle finanze perché in passato gli aveva presentato il progetto di una banca nazionale che doveva accentare su di sé le diverse funzioni di banca di deposito e di sconto, ottenendo così l’autorizzazione ad emettere biglietti monetari a fronte di depositi importanti. Una serie di operazioni ardite di Law tra fusioni che coinvolgevano, oltre che la banca nazionale anche le Compagnie delle Indie Orientali e Occidentali, portò all’emissione di una serie di azioni che si fondavano proprio sulla fiducia dei sottoscrittori. All’inizio il sistema andò bene, ma poi implose con una disastrosa bancarotta».

Sulla fiducia legata alla circolazione della moneta cartacea è tornato il professor Boitani: «Alla base della moneta e del credito c’è il tema della fiducia; la moneta che abbiamo virtualmente su un conto costituisce la moneta fiduciaria che tiene insieme la nostra società ed è il contratto non scritto che usiamo tutti i giorni per comprare o vendere beni e servizi su qualcosa che è fatto di nulla, se non di fiducia. È paradossale che una società materialista come la nostra società capitalista poggi le sue fondamenta su un valore astratto come la fiducia che è ingrediente chiave di ogni speculazione finanziaria».

E ancora: «Una inflazione elevata distrugge la moneta perché distrugge la fiducia nella moneta e crea vincitori e vinti. La fiducia serve se si vuole convincere il pubblico a iniziare una nuova impresa. Già Lenin aveva detto che per distruggere il sistema capitalista occorre corrompere la moneta». Al professor Boitani, Law richiama la figura di Ulisse, una specie di Ulisse della finanza per il coraggio e l’astuzia dimostrati: «Law mise in opera tutti gli strumenti che aveva, investendo lui stesso somme ingenti e facendo guadagnare cifre ingenti ai sottoscrittori, creò fiducia creando una bolla finanziaria. Per arricchirsi di più bisogna essere già ricchi o avere la fiducia delle banche. Chi continuò a fidarsi perse tutto. Del resto, risultati dannosi seguono a risultati straordinari».

La performance di Lino Guanciale ha reso più plastici questi concetti focalizzando l’immagine di Law come un pifferaio magico che prometteva di ricoprire d’oro gli investitori, ma non era un impostore bensì un genio della finanza, un innovatore e riuscì a convincere il Reggente di Francia ad affidargli il ministero delle finanze nonostante fosse straniero e protestante. Aveva teorizzato il trionfo della carta moneta e delle azioni che, in quanto carte, «sono materiale infiammabile e…qualche volta si bruciano».

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