Curriculum in mano, un po' di tensione e la voglia di giocarsi una prima, vera occasione di confronto con il mercato del lavoro
È andata in scena la terza edizione del Job Day - Talent Acquisition Program 2026: format vincente, aziende soddisfatte, studenti entusiasti. Un pomeriggio in cui il campus di Santa Monica si è trasformato in un crocevia tra formazione e mercato del lavoro, tra aspirazioni e opportunità concrete.
Cuore dell'evento le speed interview: colloqui individuali della durata di circa dieci minuti, condotti direttamente dai referenti delle risorse umane delle aziende partecipanti.
A sedersi dall'altra parte del tavolo, quest'anno, sono state una ventina di imprese tra le più rappresentative del panorama agroalimentare italiano realtà locali, grandi gruppi nazionali e multinazionali, distribuite lungo tutti i principali stadi della filiera. Ad accoglierle, i laureandi magistrali della Facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali, protagonisti dell'iniziativa promossa dal Career Service del campus di Piacenza-Cremona in sinergia con l'Alta Scuola SMEA e i corsi di laurea magistrale in Agricultural and Food Economics, Agricoltura Sostenibile e di Precisione, Consumer Behaviour: Psychology Applied to Food, Health and Environment, Food Processing: Innovation and Tradition e Scienze e tecnologie alimentari e con il Master in Food Business Management.
«C'è stato il matching perfetto tra domanda e offerta di lavoro: il classico modello win-win», sintetizza il professor Edoardo Fornari, che non nasconde la soddisfazione per l'esito della giornata. «Le aziende hanno apprezzato moltissimo la formula, concreta e operativa. I ragazzi sono stati entusiasti per il parterre qualificato con cui hanno potuto interagire in modo proficuo». E poi, con una punta di orgoglio: «Il successo di questo evento dimostra una volta di più quanto oggi gli sbocchi occupazionali per chi voglia impegnarsi nel mondo agroalimentare siano numerosissimi, estremamente interessanti, qualificati e differenziati. Per candidati meritevoli e competenti come sono i nostri studenti, le strade sono spalancate».
Sulla stessa lunghezza d'onda il professor Paolo Sckokai, che inquadra il Job Day in una prospettiva più ampia: «È una delle iniziative più importanti nel rapporto tra il campus di Cremona e il mondo del lavoro». Per gli studenti, spiega, è stata l'occasione di misurarsi concretamente con la realtà del mercato, confrontando le proprie aspettative con ciò che le imprese cercano davvero. Per le aziende, invece, un'opportunità per scoprire il livello di preparazione dei futuri laureati, orientarli e proporre loro tirocini o prime esperienze lavorative. «Con la loro presenza», aggiunge Sckokai, «le aziende dimostrano quanto considerino il rapporto con la nostra università un'occasione di crescita anche per loro».