Il territorio bresciano è un perfetto esempio di come la logica glocal rappresenti un arricchimento economico, sociale e culturale, offrendo un modello di integrazione tra pensiero accademico e realtà socioeconomica, tra dimensione locale e prospettiva globale, in un contesto di continua trasformazione.
Lo dice una ricerca interdisciplinare promossa dall'Ente Bresciano per l'Istruzione Superiore (EBIS), realizzata in collaborazione con l'Associazione Globus et Locus e un gruppo di studiosi del campus bresciano dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, che sarà presentata martedì 12 maggio 2026 in Sala della Gloria, dalle 15.00 alle 17.30, durante il convegno "Brescia glocal. Esperienze e scenari di trasformazione”.
La ricerca, pubblicata nell'omonimo volume edito da Vita e Pensiero, è frutto di una ricerca interdisciplinare condotta nel campus di Brescia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e analizza le dinamiche tra dimensione locale e globale nel contesto bresciano, aggiornando e approfondendo le riflessioni già avviate nel volume del 2021 (Brescia e la sfida glocale, ed. Vita e Pensiero).
Il territorio di Brescia – con la sua vocazione industriale, il patrimonio culturale e la crescente attrattività turistica – è dunque studiato come un laboratorio privilegiato per comprendere come il glocal si manifesti concretamente nella vita economica, sociale e culturale di una città.
Al centro vi è una definizione operativa per cui il glocal è inteso come «una strategia di azione che riconosce il valore positivo sia del locale sia del globale nonché delle loro interrelazioni», capace di superare la contrapposizione tra le due dimensioni valorizzandone invece le connessioni.
Il testo presenta la prefazione della rettrice Elena Beccalli e l’introduzione di Vincenzo Cesareo, professore emerito di Sociologia.
Nella prefazione, Beccalli sottolinea il valore del progetto come esempio virtuoso di cooperazione tra università e territorio. L’iniziativa, infatti, permette un reciproco arricchimento: da un lato le università sperimentano le proprie analisi in contesti reali, dall’altro i territori partecipano alla costruzione di percorsi di sviluppo condivisi. Brescia è descritta come un “laboratorio glocal” ideale, capace di coniugare le dinamiche globali con le peculiarità locali.
La ricerca esplora tre ambiti – ambiente, cultura e turismo, imprese industriali – e testimonia l’impegno dell’Università Cattolica a servire la società attraverso studi che intrecciano saperi diversi e dialogano con la realtà economica e sociale del territorio.
Nell’introduzione, Cesareo ricorda che in Italia il concetto è stato promosso e sviluppato da Piero Bassetti e dall’Associazione Globus et Locus, che ne hanno sottolineato la natura inclusiva: il globale non si oppone al locale, ma lo comprende e lo modella.
Il gruppo di lavoro ha adottato una definizione operativa di glocal come scenario in cui problemi e soluzioni locali influenzano quelli globali e viceversa, superando la contrapposizione tra le due dimensioni e valorizzando le loro connessioni.
Ogni attività economica, sociale e culturale significativa deve quindi radicarsi nel territorio e, al tempo stesso, aprirsi alle reti globali. Da questa impostazione derivano le domande guida della ricerca: quanto il concetto di glocal è conosciuto a Brescia, se locale e globale risultano compatibili o conflittuali, come tale compatibilità venga praticata e quale sarà la sua evoluzione futura.
Il convegno (leggi il programma) toccherà diversi aspetti e ambiti, da quello ambientale all’industria, dalla cultura alla filiera del turismo, radunando i rappresentati di enti ed istituzioni pubbliche e private che, a vario titolo, sono attori e attrici del fenomeno.