NEWS | Notte prima dell'esame

Quel lieve senso di trepidazione

02 febbraio 2026

Quel lieve senso di trepidazione

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Non sono molti gli studenti che introducono nel proprio piano di studi un esame in più, così come sono altrettanto rari gli studenti che terminano il proprio percorso di laurea dando un esame in “sovrannumero”. Significa che alle loro spalle c’è molta bravura, metodo, volontà, impegno.

Vittoria Ronchetti, neolaureata in Letterature straniere, è tra questi studenti. «Il mio ultimo esame è stato un sovrannumerario, mi ritrovavo quindi in una situazione dove l’esito non era più poi così importante… ma seduta in attesa di essere chiamata all’esame, ho sentito una sensazione di competitività un po’ inattesa. Mi sono detta che doveva andarmi bene per forza, perché l’idea di togliermi con pieno appagamento lo sfizio del sovrannumerario mi è sembrata pressoché irresistibile» racconta Vittoria, che poi ricorda nitidamente, una volta superata brillantemente la prova, di aver provato «un’improvvisa leggerezza, come un peso che si solleva dal petto, seguito dopo da un grande senso di soddisfazione, un “ce l’ho fatta” da rendere quasi un po’ ebeti». Storia della critica è stato l’esame in più sostenuto da Vittoria prima di laurearsi: «sono stata da subito brava a tenermi in pari con gli esami; nelle sessioni estive macinavo anche dieci, undici appelli nel giro di due mesi. Quando è arrivato il momento di compilare il piano di studi al terzo anno, avevo potenzialmente lo spazio per sostenere un esame extra. È stato un esame molto piacevole da preparare, sicuramente anche perché la pressione di andare bene era ridotta».

Determinazione, dedizione e una gran sicurezza emergono dalle parole della neodottoressa Vittoria che, se pensa alla notte precedente al suo ultimo esame, confessa infatti che riuscì a non farsi prendere dall’ansia e a seguire «la mia solita routine: ho cenato in famiglia, ho letto qualcosa alla nonna, ho guardato un po’ lo smartphone e sono poi andata a letto presto. Niente ansia, magari un lieve senso di trepidazione. Mi piace pensare alla sfida che mi aspetta». Se invece ripensa a tutti gli esami del suo corso di laurea, Vittoria non ha dubbi nell’individuare in Letteratura inglese 3 quello che le ha dato più soddisfazioni «Il mio “vero” ultimo esame, senza contare il sovrannumerario; mi ero preparata con moltissima dedizione e sono riuscita ad avere la lode che nella materia mi era sfuggita per due anni». Cita invece Cultura Classica ed Europea come l’esame che l’ha inaspettatamente, e più del previsto, appassionata mentre definisce Giornalismo e informazione digitale come l’esame che le “ha aperto nuovi orizzonti”: «Sono sempre stata una lettrice piuttosto passiva dei giornali, ma studiare la disciplina mi ha permesso di capire molto su una realtà con cui ho, ma con cui alla fine abbiamo tutti, a che fare quotidianamente».


Ma il giudizio, e il ricordo estremamente positivo, del suo triennio di studio in Università Cattolica, Vittoria lo deve anche all’incontro e al confronto con i docenti delle varie discipline studiate. Guido Milanese di Istituzioni di cultura classica ed europea, Massimo Donelli di Giornalismo e Informazione digitale, Enrico Reggiani di Letteratura inglese, Davide Savio di Letteratura italiana sono i professori che l’alumna Vittoria ricorda in particolare, sottolineando come quest’ultimi abbiano lasciato un segno significativo nel suo percorso formativo «sia attraverso le loro lezioni, sia grazie a preziosi momenti di confronto e dialogo con loro».

A fronte di questa esperienza che ha pienamente soddisfatto tutte le aspettative, Vittoria ha riconfermato la sua scelta per l’Università Cattolica, iscrivendosi alla magistrale in Letterature Straniere e Culture d’Europa e d’America della Facoltà di Scienze linguistiche e Letterature straniere. «Ciò che mi ha dato grande soddisfazione è stato vivere l'università nella sua interezza: frequentare le biblioteche, gli spazi di studio, partecipare a conferenze e incontri così come condividere momenti al bar dell'Ateneo con amici e compagni di corso» racconta Vittoria, sottolineando inoltre il fatto che per lei l’Università è sempre stata ricca «di opportunità che vale la pena cogliere. È per questo che non ho mai pensato all’ipotesi di continuare gli studi magistrali in un altro ateneo. L’esperienza quotidiana da studente – per spazi, ambienti e dal punto di vista umano e relazionale - è sempre stata godibile e piacevole. La Cattolica mi ha davvero permesso di esprimermi al meglio, al punto che sono anche stata premiata lo scorso maggio con una borsa di studio per uno dei 100 Premi di Studio Smart, a seguito dell’iniziativa 100 Borse + 100 Premi, promossa dall’ Università Cattolica e dall’Istituto Toniolo di Studi Superiori».

Per la neodottoressa Vittoria i suoi anni di studio nell’Ateneo sono stati «impegnativi e onerosi» ma le hanno insegnato «che con l’impegno costante e la giusta organizzazione è possibile portare avanti bene il proprio percorso universitario, senza rinunciare a coltivare altri hobby e interessi personali, come è stato nel mio caso lo sport e diplomarmi – dopo un corso triennale presso l’Accademia Grafologica Crotti - in Consulente Grafodiagnostico, con la specializzazione in “Analisi della Personalità”».

Dalla testimonianza di Vittoria emerge chiaramente che l’Università Cattolica è stata un'esperienza formativa completa, tanto culturale quanto personale. Quest'anno, dopo la laurea triennale, ha iniziato la magistrale, convinta che questo nuovo biennio di studio rappresenterà per lei una base fondamentale su cui costruire le sue future traiettorie personali e professionali.

Un articolo di

Graziana Gabbianelli

Graziana Gabbianelli

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