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A lezione di finanza personale, boom di adesioni

25 marzo 2026

A lezione di finanza personale, boom di adesioni

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Quando la Facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere ha annunciato l’avvio di un Laboratorio di Finanza personale la risposta di studentesse e studenti è stata a dir poco sorprendente. Nel giro di pochi giorni, le adesioni hanno superato quota 200, un numero che parla da solo sul reale bisogno, sempre più in ascesa tra le nuove generazioni, di imparare a gestire oculatamente i propri risparmi. 

A ideare l’inedita iniziativa - prima del suo genere nel panorama universitario nazionale - sono tre professori dell’Università Cattolica del Sacro Cuore: Maria Cristina Gatti, docente di Linguistica generale e coordinatrice della laurea magistrale in Lingue, letterature e culture straniere, Francesca Pampurini, docente di Corporate Finance nella Facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere, e Alberto Banfi, docente di Economia degli intermediari finanziari nella Facoltà di Scienze bancarie, finanziarie e assicurative. «Il Laboratorio è una naturale prosecuzione dell’evento che nel marzo 2025 organizzarono le Facoltà di Scienze Linguistiche e Letterature Straniere e Scienze Bancarie e Assicurative, invitando la professoressa Anna Maria Lusardi, docente alla Stanford University e tra le massime esperte di finanza personale, a un seminario su queste tematiche di educazione finanziaria», racconta la professoressa Gatti. «Dal successo di quell’esperienza è maturata l’idea di creare un percorso più strutturato all’interno del nostro Ateneo».

Il Laboratorio, aperto anche a circa 30 iscritti a Scienze bancarie, finanziarie e assicurative che l’hanno inserito tra le attività curriculari previste dalla Facoltà per le soft digital skills si articola in 10 incontri di due ore ciascuno. Durante le lezioni sono impartite conoscenze di base e competenze essenziali sulla gestione del denaro, con un’attenzione particolare alle decisioni che ciascuno ogni giorno deve prendere per garantire il proprio benessere finanziario. Si va dall’apertura di un conto personale alla richiesta di prestiti, dall’accensione di un mutuo alla previdenza complementare. Al termine del Laboratorio gli iscritti di Scienze Linguistiche otterranno quattro crediti formativi (CFU), mentre quelli di Scienze bancarie avranno un open badge. 

«Per noi è fondamentale insegnare a “fare i conti”, in altri termini a saper tenere una contabilità», osserva la professoressa Pampurini, cui sono affidate le lezioni. «Nel corso dei vari incontri tocchiamo diverse tematiche, molte delle quali relative a scelte finanziarie quotidiane, come il valore del denaro nel tempo; l’indebitamento, i prestiti e i mutui; il mondo delle assicurazioni; il welfare e la previdenza; i pagamenti digitali; le tasse e i mercati di borsa, per citarne alcuni. Per entrare subito nel merito della questione, ho dedicato il primo incontro illustrando alcune indagini sul livello di cultura finanziaria nel nostro Paese, dove - lo sappiamo - il quadro non è affatto brillante. Le rilevazioni della Banca d’Italia sull’evoluzione dell’alfabetizzazione finanziaria degli adulti in Italia tra il 2017 e il 2023 indicano come le conoscenze finanziarie, pur se in lieve crescita, restano ancora fragili e oscillanti». 

In questo scenario per niente roseo, è soprattutto la popolazione più giovane a presentare, in media, livelli di alfabetizzazione finanziaria più bassi rispetto alla fascia senior. Sempre secondo dati della Banca d’Italia riportati dalla professoressa Pampurini, il livello generale di conoscenze dei giovani resta piuttosto basso: se interpellati su temi chiave come rischio, inflazione, mutui, diversificazione e interesse composto nessun concetto supera il 60% di risposte corrette e molte risposte sono inferiori al 40%. Inoltre, se, da un lato, le nuove generazioni hanno familiarità con strumenti come conti correnti, carte di debito e carte prepagate, dall’altro, incontrano maggiori difficoltà quando hanno a che fare con gli investimenti strumenti finanziari e la previdenza. A tutto ciò si aggiunge un evidente gender gap: le donne risultano mediamente meno interessate e meno coinvolte rispetto agli uomini. Senza dimenticare che in ambito internazionale l’Italia sul fronte della financial literacy continua a collocarsi in una posizione non particolarmente favorevole, segnalando un ritardo strutturale rispetto ad altri Paesi europei e non solo. «Il nostro obiettivo è mostrare che con poche nozioni fondamentali è possibile compiere scelte consapevoli per tutelare i risparmi e farli crescere. Per raggiungere tali obiettivi, però, dobbiamo innanzitutto imparare a programmare nel tempo e per tempo», aggiunge la professoressa Pampurini

Il Laboratorio si avvale di una parte teorica costruita sul libro “Il sapere che conta” (Mondadori 2024) della professoressa Lusardi, che è intervenuta tenendo una lezione. Ma prevede anche parti pratiche, tra cui test in aula. «Sono esercizi utili per apprendere a tenere i conti, usare i numeri, comprenderne le interazioni e valutare le conseguenze di una decisione di investimento presa oggi piuttosto che procrastinata di qualche anno», chiarisce la professoressa Pampurini

«Il nostro approccio non va sotto la comune etichetta di formazione finanziaria, spesso limitata a fornire solo conoscenze nozionistiche sugli strumenti», precisa il professor Banfi. «Il nostro intento, invece, è fornire un servizio di educazione finanziaria nel vero senso della parola, che coinvolga anche la dimensione comportamentale: non basta semplicemente conoscere lo strumento ma bisogna anche capire come e quando può essere utile ai fini personali, alla propria vita, insomma». 

È ancora presto per dirlo, ma l’interesse suscitato lascia intravedere spazio per il coinvolgimento anche di studentesse e studenti di altre Facoltà del nostro Ateneo. «Abbiamo lanciato un sasso nello stagno: l’avvio di questa iniziativa e la risposta positiva che ha generato è un segnale che ci incoraggia a proseguire», commenta la professoressa Gatti. Perché saper gestire i propri risparmi e sapersi orientare nel mondo della finanza personale, oggi più che mai, è un affare che riguarda tutti.

 

Un articolo di

Katia Biondi

Katia Biondi

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