La narrativa dominante degli ultimi anni è stata “tutti scappano verso Dubai” ma nel 2026 qualcosa si sta invertendo: famiglie facoltose basate negli Emirati rivalutano la Svizzera come base parallela o primaria, accelerate dall’instabilità geopolitica regionale. La Svizzera, inoltre, non è più il primo centro mondiale della gestione patrimoniale offshore, raggiunta da Hong Kong (BCG Global Wealth Report 2026).
Il professor Monticini inizia il suo intervento descrivendo quali sono i principali driver di questo cambiamento e come si sta effettivamente realizzando lo spostamento. Da considerare, inoltre, le cause e le conseguenze per la piazza finanziaria svizzera nella perdita del primato nella gestione patrimoniale.
Partendo dalla sua esperienza professionale, l’alumnus Daniele Altana, spiega, invece, i motivi che rendono Dubai così attrattiva, portando l’esempio delle nuove generazioni di wealthy clients – figli e nipoti dei grandi patriarchi del Golfo – che hanno priorità diverse: sostenibilità, tecnologia, mobilità globale. Allo stesso tempo però la Svizzera rimane un punto di riferimento per continuità e stabilità istituzionale che diventano valori competitivi.
L’alumna Vlada Kiporenko aggiunge una ulteriore prospettiva legata all’Europa Orientale: dopo il 2022, famiglie che per anni avevano costruito il loro patrimonio in Russia, in Ucraina, nei paesi baltici, hanno cominciato a cambiare meta scegliendo la Svizzera. Il motivo? Non per la fiscalità, che per molti di questi clienti non è il driver principale, ma per la solidità del Paese, per la certezza del diritto, per la qualità della vita.
Guardando al futuro, quindi, nei prossimi 5–10 anni: quali saranno i principali trend nel wealth management internazionale? Dove si sposterà la ricchezza? E quale ruolo potrà ancora giocare Ginevra? Quanto emerge è che da Dubai o dall’Europa dell’Est, i clienti vanno tutti nella stessa direzione: verso la stabilità e quindi la Svizzera ha ancora il primato.
Il dibattito è proseguito con le numerose domande di Alumnae e Alumni interessati soprattutto al ruolo dell’intelligenza artificiale nel private banking e, in generale, a che cosa “resterà umano” e a quali previsioni si possono fare in un contesto geopolitico così instabile, guardando anche oltreoceano.
Infine, nello spirito di chi ha condiviso anni di studio nello stesso Ateneo, la serata si è conclusa con un momento conviviale volto a favorire il networking e valorizzare la comunità dell’Università Cattolica a Ginevra.