
News | Milano
Come costruire relazioni positive per raggiungere obiettivi sfidanti in contesti complessi
La comunicazione strategica, il dialogo e la gentilezza quali strumenti per il benessere personale e professionale
| Agostino Picicco
16 febbraio 2026
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Dopo venticinque anni di studi, analisi, discussioni sul caso Caffaro, l’ex industria chimica scomparirà dalla vista dei bresciani. Venerdì 13 febbraio ha segnato l’inizio delle operazioni: è stato demolito il primo edificio, avviando così la complessa opera di bonifica del Sito di Interesse Nazionale Caffaro. Una data storica per la città che passa dalla fase preparatoria a quella concreta di riqualificazione dell’area.
Nel corso di questo lungo iter, la comunicazione trasparente ha giocato un ruolo chiave, con l’Università Cattolica al coordinamento dell’attività detta “Protocollo Comunicativo per l’Osservatorio SIN-Caffaro" nell’ambito dell’Osservatorio SIN-Caffaro.
«L’obiettivo è stato quello di contribuire a fornire indicazioni e risposte alla popolazione ed ai portatori di interesse in merito alle operazioni di bonifica del SIN - ci spiegano il professor Matteo Tarantino e la dottoranda Lavinia Colantoni - presenti ai primi colpi della ruspa che hanno demolito il primo fabbricato. Lo scopo è stato quello di tenere informata la popolazione sulle soluzioni adottate e sullo stato di avanzamento dei lavori. Si tratta di un esperimento di comunicazione ambientale che ormai si è consolidato in una buona pratica di trasparenza comunicativa attraverso un bollettino bisettimanale arrivato al numero 43 e una serie di approfondimenti tecnici che trattano la natura, gli obiettivi e le soluzioni adottate per il processo di bonifica e diffusi attraverso i social media»..
Una collaborazione preziosa e apprezzata dall’assessora all’Ambiente del Comune di Brescia Camilla Bianchi e destinata ad ampliarsi. Il vecchio polo chimico, attivo dal 1906 e inserito nel 2003 tra i Siti di Interesse Nazionale, è stato al centro di una lunga vicenda giudiziaria e amministrativa. La svolta è arrivata quando la Cassazione ha confermato la condanna dell’ex proprietaria LivaNova a risarcire 450 milioni di euro per la bonifica, di cui 250 destinati alla città. Le operazioni proseguiranno nei prossimi mesi con perforazioni, test pilota e avanzate tecnologie di decontaminazione, con l’obiettivo di restituire l’area alla città entro il 2030.
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