Ai giovani studenti che hanno gremito l’Aula Magna ricorda il valore e la necessità della scuola perché «non c'è civiltà se non c'è educazione dei cittadini. La scuola risponde all'esigenza di formare persone in grado di costruire comunità e generare cultura, di preparare i cittadini capaci di testimoniare una diffusa aristocrazia del pensare e dell'agire. È dunque un'istituzione essenziale, ma perché ci sia questo tipo di scuola va garantita la presenza di maestre e maestri competenti».
Ciò significa non solo docenti che si limitano «a trasmettere conoscenze, ma di maestre e maestri che non solo posseggono i saperi, ma sanno come facilitare l'apprendimento appassionando i giovani e sapendo essere loro stessi testimoni di amore per la conoscenza».
Per fare questo bisogna avere massima cura della scuola e di chi la abita. «In un tempo difficile qual è quello attuale, inquinato da oscurantismi e da passioni pericolose, segnato da un deserto del pensare libero e alto. Bisogna garantire una buona formazione alle maestre e ai maestri che hanno a cuore i giovani, si deve fare in modo che loro siano forniti di tutto quanto necessario perché possano offrire ai bambini e alle bambine, alle ragazze e ai ragazzi, esperienza di apprendimento dove potere coltivare tutte le loro potenzialità, e in particolare imparare a pensare in modo largo e profondo, a coltivare sentimenti che governano buone relazioni e a sperimentare l'agire con gli altri per aver cura della vita e del mondo. E poi, in questo momento che sembra incapace di mettere un argine alle azioni violente, noi cittadini dobbiamo essere capaci di riconoscenza per quel difficile lavoro dell’educare che chiede un continuo investimento di energie cognitive ed emotive e un continuo lavoro di cura del tessuto relazionale che struttura la vita della classe e della scuola».
E proprio la Giornata mondiale degli insegnanti è stata l’occasione per anticipare i temi del terzo Festival internazionale dell’educazione che si svolgerà dal 14 al 17 ottobre 2027 e che avrà per tema “Change. Il potere trasformativo dell’educazione.”