NEWS | Notte prima dell'esame

«Ho sentito più impazienza che paura»

15 giugno 2026

«Ho sentito più impazienza che paura»

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La tesi di laurea è - sostanzialmente e sulla carta - il traguardo che conclude un percorso di studi, il momento in cui si dimostra, attraverso ricerca e analisi, tutto ciò che si è imparato. Ma in realtà, talvolta, scrivendo quelle pagine succede qualcosa di più. Il laureando o la laureanda scoprono un metodo, approfondiscono una passione, trovano conferma a una vocazione.

Questo è in pratica quello che è successo a Chiara Origgi, che il prossimo luglio conseguirà la laurea magistrale in Lingue, letterature e culture d'Europa e d'America, discutendo una tesi intitolata: La didattica della letteratura tedesca: il Seicento nei manuali per le scuole superiori con la professoressa Laura Balbiani come relatrice.

«Sono sempre stata affascinata dai libri di testo scolastici, e questo tema unisce due cose a cui tengo molto: la passione per la Letteratura tedesca e il desiderio di diventare insegnante di tedesco nelle scuole superiori di secondo grado. Quest’anno ho già avuto l’occasione di insegnare, e questo ha arricchito molto il mio lavoro: la tesi si nutre anche dell’esperienza concreta in classe e del confronto diretto con i ragazzi sul modo in cui il manuale viene usato per studiare la letteratura tedesca» spiega Chiara che a Milano, in Cattolica, ha compiuto l’intero suo percorso accademico, essendosi laureata, nel 2024, alla triennale in Lingue e letterature straniere.


Chiara, ormai sei a un passo dalla laurea magistrale, come ti sei sentita, che cosa hai provato dopo aver dato il tuo ultimo esame universitario?
«Mi sono sentita soddisfatta e felice, ma anche un po' incredula. Pensare che quello fosse l'ultimo esame dopo cinque anni - l'ultima volta che avrei vissuto quella sensazione strana di emozione e tensione - mi sembrava quasi irreale».

E com’è stata invece la notte prima del tuo ultimo esame universitario? Hai dormito o è stata una notte insonne tra ripassi e riflessioni?
«Sono riuscita a dormire, nonostante l’adrenalina in corpo e la voglia che arrivasse subito il giorno dopo per coronare e concludere il mio percorso di studi. Ecco più che agitazione, quella notte - prima del mio ultimissimo esame universitario - devo dire che ho provato una grande impazienza».

Come ricordi invece il tuo primo esame da matricola?
«È un ricordo davvero particolare, in quanto il mio primo esame universitario l’ho sostenuto a distanza, da casa, nel periodo in cui, a causa della pandemia da Covid-19, gli esami si svolgevano a distanza. Per di più, proprio in quei giorni, ero in isolamento, positiva al Covid».

E se dovessi dirmi l’esame che ti ha dato maggiori soddisfazioni o che è stato davvero interessante da preparare?
«Diversi sono stati gli esami interessanti che ho preparato in questi anni di studio in Cattolica, ma sicuramente l’esame che mi ha dato più soddisfazione è stato: Linguistica generale, al primo anno della triennale. Lo ricordo bene perché lo sostenni d’estate, come ultimo della sessione: tra la stanchezza accumulata e il caldo, quasi non avrei voluto prepararlo e sostenerlo. E invece non solo ci ho provato, ma ho ottenuto un ottimo risultato che mi ha reso molto orgogliosa di me stessa».


Nel corso sempre dei tuoi anni in largo Gemelli c’è stato, invece, qualche docente che si è rivelato importante, che ti ha dato un suggerimento o un consiglio utile?
«Sono molti i professori che ricorderò con affetto; ognuno, a suo modo, mi ha trasmesso la passione per la materia che insegnava. Credo sia proprio questo l’insegnamento più prezioso che mi porto dietro, che conserverò per sempre e soprattutto cercherò di replicare con i miei futuri alunni, quando coronerò ufficialmente il mio sogno di diventare, anch’io, una docente di lingua tedesca». 

E invece, tu Chiara, quale consiglio daresti a una futura matricola per affrontare al meglio il proprio percorso universitario?
«La Facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere si articola, per lo più, in corsi annuali, di conseguenza le sessioni estiva e autunnale prevedono sempre molti esami. Quindi il mio consiglio è organizzarsi per tempo: scegliere le date delle prove in anticipo e concentrarsi su un esame alla volta. Per gli esami di Lingua consiglio, inoltre, di frequentare le lezioni in modo attivo e partecipato: si fanno tanti esercizi in stile esame, ed è perciò il modo migliore per arrivare preparati, senza l’ansia derivante dal non sapere che cosa aspettarsi».

Ora che sei arrivata al traguardo finale della laurea magistrale, puoi svelare qualche scaramanzia o portafortuna che ti ha accompagnato ad ogni tuo esame?
«Non mi definirei scaramantica, però è vero che nei giorni d’esame ho sempre seguito le stesse abitudini. La sera prima preparavo con cura tutto l’occorrente, la mattina seguente prendevo il treno con largo anticipo, per arrivare in università con calma. Sul piano mentale, invece, mi ha sempre aiutata avere già in programma qualcosa di bello per il dopo-esame: un pranzo con i compagni di corso, un’uscita di svago. Sapere che mi aspettava un momento piacevole mi alleggeriva la tensione».

E dopo la laurea che cosa ti aspetta?
«Dopo la laurea magistrale in Lingue, letterature e culture d’America e d’Europa mi dedicherò a completare il secondo percorso che sto seguendo in parallelo: il corso di laurea triennale in pianoforte presso la civica scuola di musica Claudio Abbado di Milano. Una volta raggiunto anche questo traguardo, il prossimo anno accademico vorrei iniziare il percorso per l’abilitazione all’insegnamento della lingua tedesca».

Un articolo di

Graziana Gabbianelli

Graziana Gabbianelli

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