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Medioccidente: una comunità da ritrovare

06 luglio 2026

Medioccidente: una comunità da ritrovare

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Nel quartiere delle istituzioni europee di Bruxelles, il professore di Letteratura italiana contemporanea, Giuseppe Lupo, ha presentato il proprio libro “Medioccidente. Un’alternativa geografica, politica, culturale” (Marsilio Nodi, 2026) davanti ad un pubblico attento, curioso e desideroso di essere coinvolto nella discussione. Di fatto, per capire insieme - come una comunità cerca di fare - cosa significhi “Medioccidente”.

L’incipit del libro rende da subito noto l’approccio narrativo che seguirà tra le pagine: «Da qualche anno vado pensando all’esistenza del Medioccidente, qualcosa che sa di geografico ma che non si limita strettamente alla definizione di luoghi, altrimenti si sarebbe chiamato Medio Occidente, secondo un’impostazione più tradizionale. Un Medioccidente che piuttosto accarezzi l’ipotesi di un continente sommerso, un insieme di esperienze dislocate su qualche mappa (immaginaria più che reale) e travestite da ragioni morali». Il libro dunque non ha la pretesa di essere esaustivo o di fissare dei contorni: la ricerca dell’Occidente contemporaneo e che forma abbia, è il fulcro. 

Emergono più domande che risposte, vengono evidenziati diversi scenari e sensazioni, l’architettura riflette degli immaginari politici e Olivetti diventa centrale. «Di una cosa però c’è da essere sicuri: il termine Medioccidente offre l’opportunità di attribuire un nome a un sentimento sempre più pervasivo, di marcare un territorio in cui ospitare chiunque nella civiltà nostra contemporanea si senta inappagato della dimensione minima e della cronaca quotidiana che la cultura di questo presente considera fondamentale. Forse è giunto il momento di riscrivere un nuovo patto tra gli uomini e di fissarne i punti, come ho cercato di fare io stesso, in fondo a questo libro, individuando dieci parole necessarie al disegno del Medioccidente». 

Un articolo di

Federica Tessari

Alumna Università Cattolica

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Questo “patto” è sembrato da subito familiare a Francesca Pessina - oggi a capo dell’Unità per il Medio Oriente, Nord Africa e Golfo (MENA) della Commissione europea. Nel 2025, infatti l’esecutivo europeo ha definito una nuova strategia per rafforzare le relazioni dell'Ue con i partner del Mediterraneo meridionale basandosi sui legami storici e culturali. L’obiettivo è rivolto ad una costruzione di uno spazio mediterraneo comune che sia connesso, prospero, resiliente e sicuro. Nello specifico, i pilastri su cui si fonda il Patto per il Mediterraneo sono tre: le persone sono intese come forza trainante per il cambiamento, le economie dovranno essere più connesse e sostenibili tra loro, e le sfide in materia di sicurezza saranno condivise. Il patto è inoltre aperto al dialogo con i partner al di là del Mediterraneo meridionale, compresi il Golfo, l'Africa subsahariana, i Balcani occidentali e la Turchia. Tutti luoghi, questi, connessi al concetto di Medioccidente di Lupo. 

In qualità di lettrice, Pessina ha partecipato al dialogo con il professore. «Il saggio ci invita a ripensare alcune delle categorie fondamentali attraverso cui comprendiamo l'Europa, il Mediterraneo e l'Occidente. Andando oltre i confini geografici e culturali convenzionali, Lupo traccia una mappa alternativa della storia, della memoria e dell'appartenenza, dove letteratura, economia, politica e urbanistica convergono in modi inaspettati e illuminanti. Ciò che rende questo libro particolarmente avvincente è la sua capacità di promuovere la riflessione senza ideologie, aprendo nuove prospettive su identità, comunità e spazi che uniscono anziché dividere».

Il dibattito, infine, si è esteso ad Alumnae e Alumni, che sono intervenuti con numerose domande. Come sottolineato da Chiara Conte e Carlo Biz, referenti del Comitato Internazionale Alumni UCSC, la serata è stata una ulteriore occasione per riunire la comunità dell’Università Cattolica a Bruxelles, accogliere ex studentesse ed ex studenti da poco arrivati e approfondire temi attuali e di rilievo, che hanno suscitato un particolare interesse soprattutto per dei professionisti “delle istituzioni”.

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