L’efficacia del giornalismo d’inchiesta è termometro di una democrazia sana, di cui rafforza la trasparenza del potere e degli interessi economici. Ma per seguire i fili e documentare i fatti, i giornalisti hanno un bisogno crescente di competenze e strumenti con cui districare schemi criminali complessi e transnazionali. Per supportarli in questa sfida, l’Università Cattolica ha ospitato l’Investigathon di tre giorni “Uncovering the Story” del progetto europeo NEXT-IJ, organizzato dal Centro di ricerca Transcrime e dalla Scuola di Giornalismo dell’Università, Organized Crime and Corruption Reporting Project – coordinatore del progetto – e Global Forum for Media Development.
Oltre 30 giornalisti da 18 paesi europei, affiancati agli studenti della Scuola di Giornalismo, sono stati formati all’utilizzo di strumenti avanzati d’indagine quali Datacros, sviluppato da Transcrime, e Aleph di OCCRP. Tool impiegati in seguito dai gruppi di lavoro per sviluppare idee di inchiesta, reperire e analizzare i dati da fonti quali registri societari e immobiliari, dati finanziari, soggetti sanzionati, persone politicamente esposte, notizie e leak giornalistici, immagini satellitari.
Anche grazie alla guida di Transcrime nell’adozione di un approccio investigativo ‘data-driven’ e ‘risk-based’, i partecipanti hanno individuato piste promettenti su: concentrazioni sospette di proprietà immobiliari adibite ad affitti brevi nelle principali città europee, con possibili legami con soggetti ad alto rischio; scambi illeciti di tecnologie di sorveglianza tra Europa e paesi sanzionati, attraverso giurisdizioni satellite e intermediari; interessi e beneficiari dietro al business opaco degli ‘pseudo-medicinali’.
L’impiego di Datacros ha semplificato e automatizzato attività complesse di ricerca e verifica dell’ipotesi d’inchiesta, ricostruendo catene proprietarie e collegamenti tra soggetti, valutandone l’esposizione ai rischi grazie ai modelli AI di Transcrime, individuando notizie e leak giornalistici e testando un nuovo modulo di NLP (Natural Language Processing) per lo scraping delle notizie online.
«Colpiscono, di Datacros, la velocità nelle ricerche e la versatilità. Questo consente di massimizzare sforzi altrimenti dispersi su più fonti. E lo si apprezza anche di più nella gestione dai dati estratti» ha detto Mauro Meazza, giornalista de Il Sole24Ore e docente della Scuola di Giornalismo dell’Università Cattolica. Secondo Gabriele Cruciata, giornalista d'inchiesta e autore di Poche Storie, «la possibilità di incrociare nello stesso posto dati da vari database, talvolta anche difficili da consultare, rende Datacros un tool davvero comodo per ricostruire spostamenti di denaro, legami tra persone e aziende, ma anche affari. Uno strumento che consente di contestualizzare e dare significato evidente a informazioni che altrimenti rischierebbero di rimanere isolate».
L’indagine più promettente verrà sviluppata in un reportage nel corso del progetto NEXT-IJ – finanziato dalla Commissione Europea, come evidenza dell’impatto di questa collaborazione tra il mondo della ricerca e una delle più grandi reti globali del giornalismo d’inchiesta. In questo contesto, Transcrime mette a disposizione il proprio know-how investigativo e tecnologico per rafforzare le competenze delle newsroom europee e integrare dati globali e strumenti avanzati di analisi.
I giornalisti interessati a tool e attività dei due progetti possono visitare i siti https://hub.next-ij.eu/ e www.datacros3.com/.