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Energia e futuro: governare la transizione nel disordine globale
Dagli Alumni Cattolica un confronto a più voci sullo shock energetico tra geopolitica, innovazione e sostenibilità
| Agostino Picicco
27 maggio 2026
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Ricevo un invito per il 16 maggio, per Orientamente - Link to Growth, un evento al Collegio Marianum, realizzato dall’Associazione Marianum Ex Allieve in collaborazione con il collegio, dove le studentesse possono confrontarsi con ex collegiali, professioniste di settore e ragionare del futuro e dei possibili percorsi dopo la laurea. L’iniziativa è strutturata in cinque tavoli tematici: Management; Amministrazione pubblica e politica; Legal; Marketing e comunicazione, Editorial.
È facile, devo portare la mia esperienza, mi dicono. Temo per la mia laurea in lettere moderne vecchio ordinamento, datata, ma poi penso che il ponte tra le generazioni potrà colmare quell’horror vacui che quasi venticinque anni fa provai, mentre cercavo di orientarmi nel mondo del lavoro: che fare? Dove sbattere la testa?
Perché per me, matricola classe 1996, c’era De Gregori a consolarmi nelle notti difficili, con “La leva calcistica della classe ‘68”, ma forse le ragazze oggi non conoscono Nino e la sua paura di sbagliare un calcio di rigore, anche se non è da questo piccolo particolare che si giudica un giocatore.
Ma cosa ne sanno in effetti i Duemila? E così, sfidando le poche ore di sonno, i ritardi dei treni, per non parlare addirittura del rischio molto vicino alla certezza delle mancate partenze, soprattutto se la linea è la Mantova-Milano, parto.
Rientrare in collegio è un tuffo nei ricordi: alle immagini lontane di studio e convivialità si sovrappongono impressioni vibranti, tra la luce che penetra le nuvole, le foglie del giardino.
Prendiamo posto: è la seconda edizione, immagino che le aspettative siano alte.
Un articolo di
Alumna Collegio Marianum
Ammetto che la mia vita lavorativa, ad oggi, non è stata lineare; ma forse è stata proprio questa la forza, ed è questo che consegno di personale e autentico a chi è seduto al mio tavolo: credere nelle potenzialità della propria facoltà, degli studi umanistici. Forse qualcuno si scomoderà sula sedia, ma controcorrente ad un mercato che ci vuole sempre più specialistici, mi spendo in un’arringa sull’importanza di essere onnivori, curiosi, ricercatori di bellezza, con uno sguardo olistico capace di spaziare dal cinema al teatro, dal fumetto all’architettura, perché tutto nutre, tutto serve nella vita (e se non lo fosse in un’ottica di avanzamento di carriera, lo sarà a livello personale). Insomma, dal classico essere o avere, ci si può interrogare se essere o fare.
Con le ragazze rivalutiamo la nostra Facoltà, oltre al luogo comune dell’insegnamento, spingendo lo sguardo là dove si alimenta il sogno. Con grande lucidità, grazie anche alla competenza di Chiara Ugoste, ex marianna, l’editoria viene spogliata dell’immagine edulcorata - esattamente come è stata rivista la figura dello scrittore tratteggiata dalla critica letteraria desanctiana - e si parla di strumenti di lavoro: dall’inglese all’intelligenza artificiale, dallo storytelling alle soft skills, e soprattutto dell’importanza delle relazioni, del saper fare rete (e questo lo sappiamo bene, altrimenti non saremmo qui). Si parla con franchezza della filiera del libro - senza nascondere le logiche di marketing e il business nelle scelte delle case editrici - esplorandone le molteplici declinazioni dalla scrittura, al rapporto con i fornitori, i distributori, le biblioteche e librerie: pensiamoci autori, sogniamoci esperti e critici letterari, organizzatori di festival letterari, promotori di iniziative a supporto della lettura, librai, sostenitori della comunicazione aumentativa alternativa, visionari di futuri silent book o albi illustrati.
Dagli altri tavoli sento provenire applausi, risate: tra sogni e paure confidate a mezza voce, rimane l’invito a valorizzare il proprio curriculum, espandendo le possibilità di impiego futuro.
Torno a casa con l’amore rinnovato per la mia Università, Milano e le persone che ho incontrato.