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Paritarie e statali insieme per la qualità della scuola

11 ottobre 2023

Paritarie e statali insieme per la qualità della scuola

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Rilanciare l’importanza del pluralismo educativo, difendere la libertà di scelta delle famiglie e tutelare il diritto di apprendere dei giovani senza subire alcuna discriminazione. Sono i temi che hanno guidato il dibattito “Presente e futuro della scuola paritaria, tra sfide e nuove opportunità”, che si è tenuto lunedì 9 ottobre in una gremita aula Pio XI alla presenza del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

L’evento, promosso da Altis - Graduate School of Sustainable Management e dal Centro studi sugli enti ecclesiastici (Cesen) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, con il patrocinio del Consiglio Nazionale della Scuola Cattolica, è iniziato con i saluti istituzionali di Franco Anelli, rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e di Vito Moramarco, direttore di Altis.

Ed è stato proprio il ministro Valditara a insistere sulla necessità di costruire reti di collaborazione tra scuole pubbliche e paritarie. «Quando parliamo di libertà educativa, oltre che all’articolo 33 della Costituzione, dobbiamo fare riferimento all’articolo 30, che afferma il diritto naturale dei genitori a educare i propri figli. Per questo motivo, lo stato mette a disposizione l’istruzione pubblica che si basa su un sistema integrato tra scuole statali e paritarie», ha precisato il ministro dell’Istruzione e del Merito. «Il nostro obiettivo è quello di rafforzare questo sistema per valorizzare tutte le realtà educative affinché siano messe nelle condizioni di avere le stesse opportunità. Anche per questo una quota dei fondi stanziati dal PNRR, pari a 150 milioni di euro, saranno destinati alle scuole paritarie».

Va in questa direzione il cambio di passo annunciato dal ministro Valditara: «L’altro grande passaggio per la realizzazione di un sistema educativo integrato è l’attuazione di una parità totale fra il docente che insegna nella scuola paritaria e quello che insegna nella scuola statale. Dobbiamo mirare a una educazione e istruzione personalizzata, considerando i ragazzi come dotati di talenti da scoprire e valorizzare, al fine di dare a ciascuno di loro l’opportunità di costruire il proprio futuro».

Le sollecitazioni che il momento storico pone alle scuole paritarie nel sistema educativo italiano sono state esaminate da più punti di vista. Secondo Andrea Perrone, ordinario di Diritto commerciale all’Università Cattolica del Sacro Cuore e direttore del Cesen, «per rispondere alle urgenze del momento storico e contribuire all’educazione delle nuove generazioni, le scuole paritarie sono chiamate a un salto di qualità. Educare richiede testa e cuore. Ma richiede anche una buona organizzazione, senza la quale la sostenibilità di un’opera educativa rimane esposta a rischi importanti. La nuova disciplina del Terzo settore può aiutare a compiere questo salto di qualità. “Entrare” nel Terzo settore assicura risorse economiche e possibilità di collaborazione attiva con la pubblica amministrazione, ma, nel contempo, richiede adeguata professionalità e trasparenza di azione. Accettare questa sollecitazione è decisivo. Ne va della durata nel tempo di una scuola paritaria e, quindi, della possibilità di continuare a contribuire al bene del Paese».

Da parte sua suor Anna Monia Alfieri, legale rappresentante dell’Istituto di Cultura e di Lingue Marcelline, ha richiamato l’attenzione sul fatto che «il pluralismo educativo, composto da scuole pubbliche statali e scuole pubbliche paritarie, è un patrimonio condiviso, da affrontare, cifre e dati alla mano, per il bene dei cittadini, senza alcuna chiusura di carattere ideologico». Dal 2000, anno della legge 62 sulla parità scolastica, la scuola paritaria ha perso il 38,11% degli alunni, mentre più di 800 istituti hanno cessato di esistere. Questo vorrebbe dire compromettere il pluralismo educativo con un costo aggiuntivo per i cittadini italiani pari a 5,6 miliardi di euro, tanto costerebbe a regime l’assorbimento degli 800mila alunni delle scuole paritarie che chiudendosi dovrebbero riversare nella scuola statale. Non solo suor Alfieri ha fatto presente il «preoccupante divario fra Nord e Sud», quest’ultimo penalizzato da «un alto tasso di deprivazione culturale, conseguente alla compressione del pluralismo educativo a conferma che il rischio del monopolio educativo è quanto mai reale». A pagare le conseguenze è proprio la scuola che diventa «meno competitiva e, quindi, di scarsa qualità». Da qui, ha aggiunto suo Monia, «i gravi danni della dispersione scolastica, del crescente numero dei Neet e di un Sud che si colloca agli ultimi posti Ocse Pisa. La soluzione è garantire il pluralismo educativo attraverso linee di finanziamento certe e progressive pari al 70% del costo medio studente».

Dal canto suo monsignor Claudio Giuliodori, presidente della Commissione Episcopale per l’educazione cattolica, la scuola e l’università ha ribadito l’«alto livello di offerta formativa» raggiunto dal sistema scolastico del Paese. Ma, ha aggiunto il vescovo Giuliodori, «resta ancora incompiuto nel garantire la libertà di scelta da parte delle famiglie e il reale pluralismo dei soggetti dedicati all’opera educativa. La legge 62/2000 è attuata solo parzialmente: se, in linea con il dettato istituzionale riconosce la libertà degli studenti e delle famiglie dall’altra parte non fornisce adeguati strumenti, soprattutto dal punto di vista economico, per un effettivo sviluppo integrato di un sistema scolastico pubblico che possa contare sul contributo di scuole statali e non statali paritarie. La comunità ecclesiale si è molto spesa per sostenere le scuole paritarie, soprattutto grazie alle Congregazioni religiose, ma è giunto il momento di ripensare complessivamente l’impegno educativo della Chiesa all’interno di una collaborazione costruttiva ed efficace con la società civile e le istituzioni governative. Quello nel campo scolastico è un impegno che certamente continueremo a sviluppare sollecitati anche dal Patto educativo globale promosso da Papa Francesco».

Il convegno di rientra tra le iniziative promosse in occasione della partenza della nuova del corso di formazione “Gestione sostenibile delle scuole paritarie - Nuove opportunità di governance, finanziamento e co-progettazione”.

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Redazione

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