Si è svolto il 9 luglio a Bruxelles l’evento conclusivo di PROPHET (PeRsOnalized Prevention roadmap for the future HEalthcare), il progetto coordinato dalla professoressa Stefania Boccia, ordinario di Igiene generale e applicata e direttrice del Dipartimento di Scienze della Vita e Sanità Pubblica della Facoltà di Medicina e chirurgia, che ha riunito rappresentanti della Commissione Europea, organizzazioni internazionali, stakeholder e alcuni degli Stati membri per discutere le azioni prioritarie per l’implementazione della prevenzione personalizzata nei sistemi sanitari europei.
Il progetto, avviato nel 2022, è nato con l’obiettivo di contribuire alla definizione di una visione europea condivisa per l’implementazione della prevenzione personalizzata. Secondo la definizione elaborata dal consorzio PROPHET, la prevenzione personalizzata mira a prevenire l’insorgenza, la progressione e la ricorrenza delle malattie attraverso interventi mirati che tengano conto delle informazioni biologiche — come dati genetici, biomarcatori, caratteristiche demografiche e condizioni di salute — insieme ai fattori ambientali e comportamentali e al contesto socioeconomico e culturale degli individui. Questo approccio deve essere tempestivo, efficace ed equo, con l’obiettivo di mantenere il miglior equilibrio possibile nella traiettoria di salute lungo tutto l’arco della vita.
«Il progetto – dice la professoressa Boccia - conferma la centralità della prevenzione come priorità per la sostenibilità della sanità europea e per il miglioramento della qualità di vita dei cittadini e propone un quadro strategico per favorire l’adozione di approcci personalizzati capaci di contribuire alla prevenzione delle malattie croniche e al miglioramento della salute lungo tutto l’arco della vita, con azioni concrete che andrebbero implementate quanto più rapidamente possibile».
Nel corso del progetto, il consorzio PROPHET ha prodotto due risultati strategici principali: la PROPHET Strategic Research and Innovation Agenda (SRIA) and Roadmap, che identifica le principali sfide scientifiche, organizzative, etiche, sociali e politiche per l’adozione della prevenzione personalizzata in Europa e le traduce in possibili azioni concrete a supporto dei decisori politici, delle istituzioni sanitarie e degli stakeholder coinvolti. Tra gli elementi di grande innovazione in termini di efficacia ed efficienza per la prevenzione a livello di popolazione, si è parlato dei Polygenic Risk Score (PRS). Questi permettono di identificare i soggetti a maggior rischio di sviluppare alcune patologie come le malattie cardiovascolari e il cancro, e sono già in adozione in alcuni Paesi come l’Estonia e la Finlandia all’interno delle biobanche di popolazione, così che i soggetti a maggior rischio hanno già ricevuto raccomandazioni personalizzati sullo stile di vita o gli screening oncologici.
L’evento finale di Bruxelles ha rappresentato un momento di confronto ad alto livello sul futuro della prevenzione personalizzata delle malattie croniche in Europa. Alla discussione hanno preso parte Marco Marsella, direttore della Direzione “Digital, EU4Health and Health Systems Modernisation” presso DG SANTE, e Pilar Maria Aguar Fernandez, direttrice della Direzione “People: Health and Society” presso DG RTD della Commissione Europea. Entrambi hanno espresso grande soddisfazione per i risultati raggiunti, sottolineando come «PROPHET abbia dato un contributo cruciale sul tema della Prevenzione Personalizzata, i cui risultati dovranno necessariamente essere ancorati alle innovazioni che stanno trasformano i nostri sistemi sanitari affinché ci sia un impatto sulla vita dei cittadini europei. Dietro ogni dato c’è una persona con la sua dignità i cui valori vanno rispettati, ed ogni diversità può rappresentare un’occasione di personalizzazione nel rispetto del principio di equità».
È stato poi trasmesso un videomessaggio di Natasha Azzopardi Muscat, direttrice della Division of Country Health Polices and Systems at WHO Regional Office for Europe, che ha ricordato come l’innovazione tecnologica (digitale, omica, ecc) da sola non possa produrre un reale cambiamento se non viene accompagnata da vere politiche di prevenzione che siano trasversali ai vari settori implicati nell’influenzare la salute dei cittadini.
Il confronto è stato arricchito anche dal contributo di altri esperti ed organizzazioni internazionali, fra le quali l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), che hanno offerto una prospettiva sulle priorità globali e sulle condizioni necessarie per rendere sostenibili, eque e integrate le strategie di prevenzione.
Una sessione specifica è stata inoltre dedicata al dialogo con rappresentanti di alcuni Stati membri, inclusi profili istituzionali provenienti da Ministeri della Salute come il Direttore generale della Prevenzione dottor Sergio Iavicoli, istituti nazionali di sanità pubblica e organismi coinvolti nella programmazione e valutazione delle politiche sanitarie. Il loro contributo ha permesso di discutere le opportunità e le criticità legate alla traduzione della prevenzione personalizzata in programmi, percorsi e politiche concretamente applicabili nei diversi contesti nazionali.
Al centro degli interventi vi sono state le principali sfide individuate dalla SRIA di PROPHET e le possibili azioni prioritarie illustrate nella Roadmap, tra cui il rafforzamento della governance, lo sviluppo di competenze dedicate, l’integrazione dei dati sanitari inclusi quelli ‘omici’ e dei device indossabili, con i dati ambientali, socio-economici, la valutazione dell’impatto sulla salute, l’equità di accesso, la sostenibilità economica e il coinvolgimento attivo di cittadini, pazienti, professionisti sanitari e decisori politici.
Durante l’evento è stato inoltre presentato un documento di policy volto a supportare il dibattito europeo sull’adozione della prevenzione personalizzata, con l’obiettivo di facilitare il passaggio dalla produzione di evidenze scientifiche alla loro implementazione nei sistemi sanitari. «La principale sfida – conclude la professoressa Roberta Pastorino, associata di Statistica medica all’Università Cattolica del Sacro Cuore e partner di PROPHET per la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS - non è più solo la generazione di evidenze, ma la capacità di traslare tali evidenze in servizi sostenibili, equi e ben governati».