NEWS | Cremona

Smea, il valore dell’esperienza: manager e alumni raccontano il lavoro che cambia

19 febbraio 2026

Smea, il valore dell’esperienza: manager e alumni raccontano il lavoro che cambia

Condividi su:

«Lavorare con etica e passione non è un’opzione, ma la condizione per costruire valore duraturo». Con queste parole Michele Falzetta, direttore generale di Latteria Soresina, ha portato la sua testimonianza nell’ambito di un ciclo di incontri manageriali organizzati dall’Alta Scuola di Management ed Economia Agro-alimentare (SMEA) nel Master in Food Business Management.

L’appuntamento, ospitato nel campus di Cremona dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, si colloca all’interno di una serie di dialoghi con protagonisti dell’industria alimentare e della distribuzione moderna, chiamati a portare in aula esperienze concrete, linguaggi e responsabilità del management contemporaneo.

«Vogliamo immergere i nostri allievi nelle problematiche aziendali reali, integrando la didattica con l’esperienza d’impresa e abituandoli a confrontarsi con chi guida organizzazioni complesse» spiega il direttore di SMEA, Edoardo Fornari, sintetizzando il senso di un format che da anni rappresenta uno dei tratti distintivi del percorso formativo.

Falzetta ha accompagnato gli studenti dentro la realtà di una cooperativa storica, chiamata oggi a governare una filiera che parte dagli allevatori soci e arriva ai mercati internazionali, tra tutela delle produzioni tipiche, innovazione industriale e nuove strategie di posizionamento. Un equilibrio non semplice, che richiede visione, capacità di ascolto e attenzione al territorio, elementi che fanno di Latteria Soresina una delle realtà di riferimento dell’economia agroalimentare cremonese e nazionale, come evidenziato anche dalle analisi del Centro di Ricerca per lo Sviluppo Imprenditoriale (CERSI).

Il confronto si è trasformato in una lezione di metodo oltre che di contenuto: leadership, gestione delle persone, scelte strategiche, ma anche errori, cambiamenti e responsabilità che accompagnano ogni percorso professionale. In sintesi, la restituzione concreta di cosa significhi oggi guidare organizzazioni che operano in mercati sempre più competitivi.

È proprio su questo terreno che SMEA continua a costruire il proprio ponte tra università e impresa, forte di quarant’anni di esperienza nella formazione dei manager del food system. Accanto agli incontri con i manager, il calendario prevede momenti dedicati agli ex allievi, oggi inseriti in ruoli di responsabilità nelle imprese del settore. «Il coinvolgimento degli alumni è particolarmente prezioso perché consente agli studenti di vedere in modo diretto come dal percorso formativo si possa arrivare a posizioni di rilievo nella business community», osserva ancora Fornari. «Alle testimonianze aziendali si affianca così una dimensione di mentorship, fatta di esperienze personali, consigli e ispirazione professionale».

Il calendario proseguirà nelle prossime settimane con nuovi momenti di confronto promossi da SMEA: il 27 febbraio a Cremona con la testimonianza della direzione vendite di Lindt & Sprüngli, seguita il 2 marzo dall’incontro con la direzione marketing del Consorzio per la tutela del Franciacorta.

Il 4 marzo, a Piacenza, il format “My Vertical Food” offrirà un approfondimento sull’intera filiera agroalimentare «un affondo verticale sulla filiera agroalimentare che è estremamente complessa con numerosi attori concatenati, che hanno tra di loro relazioni di partnership e, a volte, di conflitto» conclude Fornari. «Un’occasione unica per illustrare a studenti che stanno seguendo anche percorsi di laurea più generalisti quanto possa essere affascinante e interessante il mondo del food».

Un articolo di

Sabrina Cliti

Sabrina Cliti

Condividi su:

Newsletter

Scegli che cosa ti interessa
e resta aggiornato

Iscriviti