«In democrazia la vittoria elettorale non è mai un possesso, ma una responsabilità: il confronto tra maggioranza e opposizione resta l’essenza della vita parlamentare». Con queste parole Pier Ferdinando Casini è entrato subito nel vivo del dibattito che lunedì 23 febbraio ha preso spunto dal suo volume “Al centro dell’aula dalla Prima Repubblica a oggi. Dialogo con Paolo Pombeni” (Il Mulino, 2025).
«Il dialogo del Presidente Casini con il professor Pombeni propone una lettura della nostra storia recente. Certo, è una storia “di parte”, fatta da un protagonista politico, ma penso che sia proprio questo il plus di questo libro», ha detto il Rettore Elena Beccalli, introducendo l’incontro in un’aula Pio XI gremita di numerosi studenti collegati anche da altre aule dell’Ateneo. Ad animare il dibattito, moderato dalla giornalista Monica Maggioni, gli interventi di due illustri uomini politici, già Presidenti del Consiglio dei ministri: Giuliano Amato, Presidente emerito della Corte costituzionale, e Mario Monti, Senatore a vita della Repubblica. «Il nostro auspicio è che gli studenti sappiano confrontarsi con tutte le posizioni in campo, sappiano entrare nel cuore della realtà della politica con gli strumenti giusti, grazie alla solida preparazione che offriamo loro, ma, allo stesso tempo, attraverso libri come questo, perché è solo nella dialettica tra posizioni che si crea una personalità dallo spiccato senso critico», ha continuato il Rettore Beccalli, definendo il volume «un’opera di grande rilievo, capace di offrire una lettura della storia recente attraverso l’esperienza di uno dei suoi protagonisti».
Il libro, infatti, raccoglie alcuni dei discorsi parlamentari più significativi di Casini - eletto ininterrottamente in Parlamento dal 1983 a oggi, protagonista della politica italiana degli ultimi decenni - preceduti da un ampio dialogo con lo storico Pombeni, ripercorrendo trasformazioni decisive: dalla stagione della Democrazia Cristiana alla fine della Prima Repubblica, dal riassetto politico degli anni Novanta fino agli equilibri più recenti. Ne emerge il racconto di una lunga esperienza parlamentare che attraversa cambiamenti interni e scenari internazionali, con l’obiettivo di comprendere il presente e orientare il futuro, nella convinzione che oggi l’Europa rappresenti una scelta necessaria per evitare nuove forme di dipendenza politica e culturale.
Non a caso, la moderatrice Monica Maggioni ha definito l’incontro «un ragionamento per capire la nostra storia, il legame con le istituzioni e le soluzioni per l’oggi», trasformando la presentazione in un confronto a più voci per rileggere la storia recente del nostro Paese attraverso le testimonianze di alcuni suoi autorevoli protagonisti.
Come Giuliano Amato che ha ricordato il ruolo svolto dalla Democrazia Cristiana negli anni Sessanta e Settanta nel difendere la stabilità democratica durante le tensioni eversive e terroristiche, senza rinunciare a riforme profonde: dallo Statuto dei lavoratori alla riforma del diritto di famiglia, dall’istituzione del Servizio sanitario nazionale al nuovo ordinamento penitenziario e alla riforma fiscale. Secondo Amato, «quella stagione dimostrò che la democrazia funziona quando il Parlamento diventa luogo di mediazione reale tra le forze politiche. Fondamentale fu l’apertura al dialogo con la sinistra, scelta che consentì al Paese di resistere alle spinte destabilizzanti grazie a una classe dirigente preparata». Qui il richiamo al fondatore dell’Università Cattolica, padre Agostino Gemelli, che ebbe la grande idea dell’ingresso dei cattolici nella classe dirigente della vita politica italiana, formati tramite l’Università. Amato ha inoltre evocato alcune «occasioni perdute» della politica internazionale, come il mancato sviluppo di un sistema di sicurezza europeo inclusivo della Russia nei primi anni Duemila, per il quale oggi avremmo evitato una guerra sanguinosa.